Australia, dati sensibili a rischio: ATO e ASIC conoscevano i sospetti su VIQ Solutions già nel 2025

Nuove email interne rivelano che le autorità australiane avevano individuato possibili trasferimenti di informazioni riservate all’estero quasi un anno prima dello scandalo giudiziario. Coinvolte nelle verifiche due importanti agenzie federali, mentre cresce la richiesta di un’indagine indipendente.

Le autorità australiane erano state avvertite del possibile trasferimento all’estero di informazioni governative riservate già nel marzo 2025, quasi un anno prima che emergesse pubblicamente lo scandalo relativo alla società di trascrizione VIQ Solutions.

A rivelarlo è una nuova inchiesta dell’ABC, basata su documenti e comunicazioni interne ottenuti attraverso il Freedom of Information Act (FOI), la normativa australiana che consente l’accesso a determinati atti della pubblica amministrazione.

Le email coinvolgono due importanti istituzioni federali: l’Australian Taxation Office (ATO), l’agenzia delle entrate australiana, e l’Australian Securities and Investments Commission (ASIC), l’autorità di vigilanza societaria e finanziaria.

La vicenda solleva interrogativi sulla gestione dei fornitori esterni, sulla protezione delle informazioni governative e sul coordinamento tra le agenzie federali quando emergono possibili violazioni della sicurezza.

Il primo allarme nel marzo 2025

Tutto sarebbe cominciato quando VIQ Solutions, società incaricata di fornire servizi di trascrizione a numerose istituzioni pubbliche, inviò all’ATO un messaggio contenente un collegamento a un documento scaricabile da un sito web localizzato nel Regno Unito.

La circostanza destò immediatamente preoccupazione perché i dati sensibili trattati per conto delle autorità australiane erano soggetti a specifici obblighi contrattuali relativi alla conservazione e all’elaborazione delle informazioni nel territorio nazionale.

Un vicedirettore dell’ATO segnalò quindi ad ASIC e alla stessa VIQ la possibilità che i dati dei clienti fossero accessibili, utilizzati o condivisi al di fuori dell’Australia, definendo la situazione motivo di seria preoccupazione.

Il collegamento britannico non dimostrava, da solo, l’avvenuto trasferimento illecito dei dati. Costituiva però un elemento sufficiente per avviare verifiche.

Di fronte ai dubbi, ATO e ASIC decisero di sospendere temporaneamente l’utilizzo dei servizi VIQ in attesa di chiarimenti.

Nei giorni successivi, secondo le comunicazioni ottenute dall’ABC, alcuni funzionari dell’ATO espressero ulteriori perplessità sulle risposte fornite dalla società, rilevando possibili incongruenze e nuovi problemi man mano che le verifiche procedevano.

L’indagine chiusa come un mancato incidente

Nel maggio 2025 VIQ Solutions presentò ad ASIC una relazione sull’accaduto.

Sulla base delle informazioni ricevute, l’autorità classificò l’episodio come un near miss, ossia un evento che avrebbe potuto comportare una violazione, ma che, secondo quella valutazione, non aveva provocato una compromissione dei dati ASIC.

Il problema riguarda ciò che accadde successivamente.

Dalle email pubblicate emerge infatti che l’ATO aveva sollevato la questione di possibili conseguenze per altre amministrazioni che utilizzavano lo stesso fornitore.

ASIC, responsabile della gestione del rapporto con VIQ nell’ambito del panel di fornitori governativi, non risulta aver condotto un’indagine indipendente sull’eventuale coinvolgimento di tutte le altre agenzie.

Secondo quanto riferito dall’ABC, l’autorità lasciò alla società fornitrice la responsabilità di informare gli altri clienti interessati.

La documentazione disponibile non permette di stabilire se ulteriori verifiche siano state successivamente effettuate.

Nel 2026 esplode lo scandalo dei tribunali

La vicenda ha assunto una dimensione ben più ampia nel febbraio 2026, quando un’inchiesta dell’ABC ha rivelato che migliaia di documenti giudiziari australiani erano stati consultati dall’estero attraverso attività affidate alla società indiana e24 Technologies, con sede a Chennai.

Tra i documenti trattati figuravano trascrizioni e registrazioni collegate a procedimenti della Federal Court e della Federal Circuit and Family Court of Australia.

Si tratta di fascicoli che possono contenere informazioni estremamente delicate, comprese questioni familiari, violenze domestiche, procedimenti migratori e controversie commerciali.

L’accesso dall’estero era avvenuto in violazione degli obblighi contrattuali previsti per il servizio.

La società VIQ ha successivamente riconosciuto l’esistenza di incidenti relativi ad accessi non autorizzati a dati australiani, dichiarando però di non aver trovato prove di divulgazione pubblica o utilizzo improprio delle informazioni coinvolte.

Le indagini sulle conseguenze delle violazioni restano aperte.

Almeno 13 agenzie governative avevano utilizzato VIQ

La questione non riguarda esclusivamente il sistema giudiziario.

Secondo le precedenti ricostruzioni dell’ABC, almeno 13 agenzie governative federali avevano utilizzato i servizi di VIQ Solutions, tra cui il Dipartimento della Difesa, Services Australia, l’ATO e il Dipartimento dell’Attorney-General.

Il fatto che queste amministrazioni abbiano utilizzato lo stesso fornitore non significa, tuttavia, che i loro dati siano stati necessariamente compromessi.

È proprio l’assenza di un quadro completo a rappresentare uno degli aspetti centrali della vicenda.

In risposta alle richieste dell’ABC, l’ATO ha precisato di aver comunicato l’incidente al responsabile del panel di fornitori.

ASIC ha invece sostenuto di aver adottato misure appropriate e ha ribadito che spettava a VIQ informare eventuali altre agenzie interessate da accordi separati.

La società è stata rimossa dall’elenco dei fornitori approvati su AusTender il 19 marzo 2026.

VIQ Solutions chiude, ma restano gli interrogativi

Dopo la pubblicazione delle prime rivelazioni, le attività australiane di VIQ Solutions sono entrate in amministrazione volontaria nel marzo 2026.

Il successivo tentativo di vendita o ricapitalizzazione non ha avuto successo e le attività sono state avviate alla chiusura.

Una relazione degli amministratori McGrathNicol, pubblicata a luglio, ha evidenziato che le conseguenze della vicenda sui dati avevano compromesso anche la capacità della società di ottenere nuove opportunità contrattuali.

Gli amministratori hanno inoltre individuato possibili violazioni dei doveri di diligenza da parte degli amministratori societari, questioni che richiedono ulteriori accertamenti.

L’opposizione chiede un’indagine nazionale

La senatrice Michaelia Cash, responsabile per la Giustizia nell’opposizione federale, ha chiesto un’indagine coordinata dall’Attorney-General e rivolta a tutte le agenzie governative coinvolte nei contratti con VIQ.

Secondo Cash, l’estensione delle preoccupazioni sulla sicurezza dei dati rende necessario accertare se informazioni sensibili siano state esposte a rischi per la sicurezza nazionale.

La richiesta si inserisce in un dibattito più ampio sulla responsabilità delle istituzioni nella gestione dei contratti pubblici e nel controllo delle società esterne che trattano informazioni riservate.

La sicurezza dei dati pubblici torna al centro del dibattito

Il caso VIQ Solutions pone una questione che va oltre il comportamento di un singolo fornitore.

Quando un’amministrazione pubblica affida a una società privata la gestione di documenti e informazioni riservate, la responsabilità di verificare la sicurezza del servizio non può essere considerata soltanto un adempimento contrattuale.

Servono procedure chiare, comunicazioni tempestive tra le istituzioni e verifiche in grado di accertare l’effettiva portata degli incidenti.

Le nuove rivelazioni mostrano che i segnali di preoccupazione esistevano già nel 2025. Resta da chiarire se una risposta più ampia e coordinata avrebbe potuto individuare prima gli altri problemi emersi nel 2026.

La domanda centrale è ora stabilire chi fosse responsabile di avvertire le altre agenzie, quali verifiche siano state effettivamente svolte e se tutte le informazioni potenzialmente esposte siano state adeguatamente protette.