Il leader dell’opposizione accusa il governo di una «retromarcia olimpica» sulla riforma fiscale. Albanese difende le modifiche: «Più equità e una possibilità concreta per i giovani australiani»
Scontro acceso durante il Question Time alla Camera australiana sulla controversa riforma della tassazione delle plusvalenze.
Il leader dell’opposizione Angus Taylor ha aperto il confronto chiedendo al primo ministro Anthony Albanese di indicare un solo Paese nel quale l’aliquota applicata ai guadagni reali di capitale sarebbe superiore a quella prevista in Australia dalle nuove misure del governo.
Taylor ha accompagnato la domanda con un duro attacco politico, accusando Labor di avere compiuto una «retromarcia di livello olimpico» rispetto alle decisioni annunciate con il bilancio federale.
Albanese non ha indicato alcun Paese, ma ha respinto le accuse dell’opposizione sostenendo che il governo aveva già previsto, nella documentazione del budget, una fase di consultazione e possibili modifiche alla proposta.
Secondo il premier, quanti stanno «iperventilando» contro la riforma non avrebbero prestato sufficiente attenzione ai dettagli presentati nella notte del bilancio.
Taylor insiste, ma il presidente della Camera interviene
Non soddisfatto della risposta, Taylor ha sollevato una questione d’ordine, facendo osservare che Albanese non aveva ancora risposto al punto centrale della domanda: quale Paese avrebbe una tassazione più elevata sulle plusvalenze reali?
Il presidente della Camera, Milton Dick, ha però ricordato che non può obbligare il primo ministro a fornire la risposta desiderata dall’opposizione.
Albanese ha quindi proseguito difendendo il percorso seguito dall’esecutivo.
«Abbiamo fatto quello che avevamo detto di voler fare nella notte del bilancio: consultare ampiamente, sostenere le piccole imprese affinché possano avere successo e crescere, rendere il sistema fiscale più equo e assicurarci che i giovani australiani abbiano una possibilità concreta», ha dichiarato.
La riforma delle plusvalenze
Il piano del governo prevede il superamento dell’attuale sconto fiscale del 50% applicato, in determinate condizioni, alle plusvalenze realizzate dopo almeno dodici mesi di possesso dell’investimento.
Al suo posto verrebbe introdotto un sistema basato sull’indicizzazione all’inflazione, in modo da tassare soltanto il guadagno reale ottenuto dall’investitore.
La riforma prevede inoltre un’aliquota minima del 30% sulle plusvalenze interessate dalle nuove disposizioni. Le modifiche dovrebbero applicarsi ai guadagni maturati a partire dal primo luglio 2027, senza effetto retroattivo sulla parte accumulata precedentemente.
Il governo sostiene che il nuovo sistema renderebbe il fisco più equo e ridurrebbe alcuni vantaggi concessi agli investitori, favorendo indirettamente i giovani e coloro che cercano di acquistare la prima casa.
La Coalizione considera invece la misura una nuova tassa sugli investimenti, capace di danneggiare il mercato immobiliare, le imprese e la crescita economica.
Le modifiche dopo le proteste
Le critiche delle associazioni imprenditoriali hanno già costretto il governo a modificare alcuni aspetti della proposta.
Albanese e il tesoriere Jim Chalmers hanno annunciato esenzioni più ampie per le piccole imprese e per le startup, nel tentativo di proteggere gli imprenditori che costruiscono e successivamente vendono le proprie attività.
Per l’opposizione, questi cambiamenti dimostrerebbero che il progetto iniziale era stato preparato male e che il governo è stato costretto a una sostanziale retromarcia.
Labor respinge questa interpretazione e presenta gli aggiustamenti come il risultato naturale della consultazione annunciata fin dall’inizio.
Il confronto internazionale rimane aperto
La domanda posta da Taylor non ha comunque ricevuto una risposta diretta.
Il governo sostiene che il confronto con gli altri Paesi non possa essere ridotto alla sola aliquota nominale, perché ogni sistema fiscale presenta regole differenti su deduzioni, indicizzazione, tempi di possesso, esenzioni e trattamento delle perdite.
L’opposizione insiste invece sul rischio che l’Australia diventi una delle giurisdizioni meno competitive per gli investitori e per chi crea un’impresa con l’obiettivo di venderla in futuro.
Lo scontro in Parlamento conferma che la tassazione delle plusvalenze sarà uno dei principali terreni di battaglia tra governo e Coalizione.
Albanese rivendica una riforma destinata a riequilibrare il sistema e ad aiutare le nuove generazioni. Taylor accusa Labor di voler imporre una delle tassazioni più pesanti al mondo senza essere in grado di difenderla attraverso un confronto internazionale.
