Jacinta Allan lascia la politica: pensione da oltre 300mila dollari l’anno. Ecco come è possibile

L’ex Premier del Victoria non si ricandiderà a Bendigo East alle elezioni di novembre. Dopo 27 anni in Parlamento potrebbe ricevere una pensione superiore ai 300mila dollari australiani l’anno grazie a un vecchio sistema a prestazione definita, abolito per i nuovi parlamentari nel 2004.

Jacinta Allan chiude una carriera politica durata quasi tre decenni e, insieme all’addio al Parlamento del Victoria, torna sotto i riflettori uno dei privilegi pensionistici più generosi della politica australiana.

L’ex Premier ha annunciato che non si ricandiderà alle elezioni statali di novembre nel collegio di Bendigo East, che rappresenta dal 1999. Secondo quanto riportato dalla stampa australiana, al momento del suo definitivo ritiro Allan potrebbe avere diritto a una pensione superiore ai 300.000 dollari australiani all’anno.

Una cifra che, inevitabilmente, solleva una domanda: come è possibile?

La risposta sta nelle regole in vigore quando Allan entrò in Parlamento.

Il vecchio sistema pensionistico

Jacinta Allan fu eletta nel 1999, quando in Victoria era ancora operativo il cosiddetto New Benefits Scheme, un sistema pensionistico a prestazione definita riservato ai parlamentari.

Non funziona come la normale superannuation della maggior parte dei lavoratori australiani, nella quale datore di lavoro e lavoratore accumulano capitale in un fondo e l’importo finale dipende dai contributi versati e dal rendimento degli investimenti.

Nel vecchio sistema parlamentare, invece, il beneficio viene determinato attraverso una formula prevista dalla legge.

Il New Benefits Scheme venne chiuso ai nuovi parlamentari dal 10 novembre 2004, ma chi ne faceva già parte mantenne i diritti maturati. I parlamentari eletti successivamente sono passati a un normale sistema ad accumulo.

Allan, essendo entrata nel Parlamento cinque anni prima della riforma, è rimasta quindi all’interno del vecchio regime.

Fino al 75 per cento della base pensionabile

Il meccanismo spiega perché le cifre possano diventare così elevate.

Nel New Benefits Scheme, dopo almeno otto anni di servizio, la pensione base parte dal 50 per cento della cosiddetta Basic Salary Portion. Per ogni ulteriore anno di permanenza in Parlamento viene aggiunto il 2,5 per cento, fino a raggiungere un massimo del 75 per cento.

Ma non finisce qui.

Chi durante la propria carriera ha ricoperto incarichi parlamentari o governativi retribuiti con uno stipendio aggiuntivo può maturare un’ulteriore componente pensionistica collegata agli anni trascorsi in quelle funzioni.

Ed è proprio questo uno degli elementi decisivi nel caso di Jacinta Allan.

Ventisette anni in Parlamento e una lunga carriera ai vertici

Allan è stata eletta nel 1999 e ha trascorso 27 anni nel Parlamento del Victoria. È entrata nel Gabinetto già nel 2003 e nel corso degli anni ha occupato numerosi incarichi ministeriali, prima di diventare Premier nel settembre 2023.

La sua lunga permanenza in Parlamento le consente di raggiungere il massimo previsto sulla componente base, mentre gli anni trascorsi in posizioni ministeriali e successivamente alla guida del governo aumentano ulteriormente il valore complessivo del beneficio.

È per questo che, secondo le stime riportate dal Herald Sun, il suo trattamento potrebbe superare i 300.000 dollari all’anno. La cifra esatta può tuttavia variare e non risulta, al momento, pubblicato un importo definitivo ufficiale.

La pensione può partire appena lascia il Parlamento

C’è un altro elemento che differenzia radicalmente questo sistema dalla normale superannuation.

Un ex parlamentare che soddisfa i requisiti previsti dal vecchio regime può cominciare a percepire la pensione dal momento in cui lascia il Parlamento, indipendentemente dall’età.

Il Victorian Independent Remuneration Tribunal specifica inoltre che, per gli aventi diritto, si tratta di una pensione garantita che continua per il resto della vita. Sono previste anche forme ridotte di pensione a favore del partner o dei figli aventi diritto dopo la morte dell’ex parlamentare.

I parlamentari appartenenti al vecchio schema non hanno comunque ricevuto il beneficio senza contribuire: durante la carriera hanno versato una quota del proprio stipendio. Per i membri del regime a prestazione definita il contributo previsto è stato pari all’11,5 per cento della Basic Salary Portion per i primi 20,5 anni di servizio, oltre ai contributi relativi agli eventuali stipendi aggiuntivi derivanti dagli incarichi ricoperti.

Il fondo viene amministrato da ESSSuper e lo Stato del Victoria può essere chiamato a versare risorse aggiuntive per assicurare la copertura delle prestazioni.

Un sistema che oggi non esiste più

È proprio questo il punto centrale della vicenda.

Un parlamentare che entrasse oggi nel Parlamento del Victoria non potrebbe ottenere lo stesso trattamento.

Dal 2004 i nuovi eletti appartengono a un sistema ad accumulo, molto più simile alla superannuation utilizzata dal resto della popolazione australiana. Il Victorian Independent Remuneration Tribunal ha riconosciuto che, in generale, il vecchio New Benefits Scheme produce benefici pensionistici significativamente superiori rispetto al sistema introdotto successivamente.

Si è così creata una sorta di linea di confine generazionale: chi era già parlamentare prima della riforma ha conservato il vecchio trattamento, mentre chi è stato eletto dopo deve rispettare regole completamente differenti.

Una pensione da oltre 5.700 dollari a settimana

Se la stima di 300.000 dollari annui venisse confermata, significherebbe circa 25.000 dollari al mese, oppure quasi 5.770 dollari a settimana, prima delle imposte.

E potrebbe trattarsi di un beneficio destinato a durare decenni.

Non si tratta quindi di un bonus concesso ad Allan al momento dell’uscita dalla politica, né di una decisione presa dall’attuale governo. È l’effetto di diritti pensionistici maturati in base a una legislazione precedente, successivamente abolita per i nuovi parlamentari ma mantenuta per chi era già all’interno del sistema.

È proprio questo che rende la vicenda politicamente delicata: mentre milioni di australiani costruiscono la propria pensione attraverso il normale sistema di superannuation, alcuni parlamentari di lunga data continuano a beneficiare di un regime che il Victoria stesso decise di chiudere oltre vent’anni fa.

Per Jacinta Allan, dopo 27 anni trascorsi in Parlamento e una carriera arrivata fino alla guida dello Stato, quel vecchio sistema potrebbe ora tradursi in una pensione superiore ai 300.000 dollari l’anno.