SunRice taglia 78 posti nella Riverina: siccità e politiche sull’acqua mettono sotto pressione l’industria del riso

di Redazione

Ridotta la produzione negli stabilimenti di Leeton e Deniliquin. Altri 92 ruoli saranno modificati. SunRice indica nella scarsità del raccolto, nella siccità e nelle impostazioni della politica idrica le cause della ristrutturazione, mentre il Leeton Shire Council punta il dito contro i water buybacks federali

La crisi dell’acqua nella Riverina del New South Wales comincia a tradursi direttamente in perdita di posti di lavoro.

SunRice ha confermato il taglio di 78 posizioni tra gli stabilimenti di Leeton e Deniliquin, mentre altri 92 ruoli subiranno modifiche nell’ambito di una riorganizzazione che coinvolgerà anche Australian Grain Storage.

L’azienda, che impiega circa 650 persone nella regione, aveva anticipato già a luglio la necessità di ridurre le proprie attività locali a causa dei bassi volumi del raccolto, legati alla siccità e a quelle che ha definito “water policy settings”.

Dopo un mese di consultazioni con dipendenti e sindacati, la decisione è diventata definitiva.

Produzione ridotta nei due impianti

A Leeton, SunRice passerà da una produzione continua 24 ore su 24, sette giorni su sette, a turni di 16 ore per cinque giorni alla settimana.

A Deniliquin la lavorazione continuerà per cinque giorni, ma l’attività giornaliera scenderà da 24 a otto ore.

Il CEO di SunRice Group, Paul Serra, ha spiegato che la società non ha preso la decisione con leggerezza e che l’obiettivo è stato quello di salvaguardare il maggior numero possibile di posti, anche attraverso ricollocazioni interne.

L’azienda ha inoltre confermato che continuerà a fare pressione sul governo affinché vengano valutati gli effetti delle politiche idriche sull’industria risicola della Riverina.

Dieci famiglie colpite a Leeton, 68 a Deniliquin

Il peso della ristrutturazione sarà particolarmente forte sulle comunità locali.

Secondo la general manager del Leeton Shire Council, Jackie Kruger, le riduzioni interesseranno dieci famiglie a Leeton e 68 a Deniliquin.

Il consiglio locale sta cercando di individuare altre aziende della zona che possano eventualmente assorbire parte dei lavoratori rimasti senza occupazione.

Per la Riverina, dove agricoltura, trasformazione alimentare e industria irrigua rappresentano una parte essenziale dell’economia, perdere quasi ottanta posti significa un impatto che va ben oltre i cancelli degli stabilimenti.

Il Comune accusa Canberra

Kruger attribuisce direttamente la situazione agli acquisti federali di diritti sull’acqua effettuati per raggiungere gli obiettivi del Murray-Darling Basin Plan.

Secondo il Council, i cosiddetti water buybacks avrebbero contribuito a spingere verso l’alto il prezzo dell’acqua e a ridurne la disponibilità per colture annuali irrigue come riso e cotone.

La critica si concentra in particolare sulle modifiche introdotte nel 2023 al Restoring Our Rivers Act.

È però importante distinguere le posizioni: l’attribuzione della responsabilità al governo federale è la valutazione espressa dal Leeton Shire Council, mentre SunRice ha fatto riferimento più ampiamente alla combinazione tra siccità, riduzione dei raccolti e impostazioni delle politiche idriche.

Il raccolto più basso dai tempi della siccità 2019-20

La produzione di riso della scorsa estate si è fermata a circa 180.000 tonnellate, il livello più basso dalla siccità del 2019-20.

Un rapporto ABARES del 2024 aveva già indicato il riso come una delle colture potenzialmente più esposte agli effetti di ulteriori acquisti volontari di acqua.

Per il presidente della Ricegrowers’ Association of Australia, Peter Herrmann, la perdita di posti rappresenta un momento doloroso non soltanto per i dipendenti, ma per intere comunità regionali.

Quando un grande datore di lavoro riduce le attività in un centro rurale, infatti, le conseguenze possono raggiungere negozi, servizi, famiglie e altre imprese collegate alla filiera.

Acqua, ambiente e produzione alimentare

La vicenda riapre così una delle questioni più delicate del Murray-Darling Basin: come bilanciare il recupero ambientale dei fiumi con la sostenibilità economica delle comunità irrigue.

Nel suo primo intervento al Parlamento federale, il deputato di Farrer David Farley ha criticato duramente il piano, sostenendo che la politica ambientale non possa essere considerata separatamente dalla produzione alimentare, dalla resilienza nazionale e dalla sopravvivenza delle comunità regionali.

La riduzione delle attività di SunRice rende il confronto molto concreto.

Non si parla più soltanto di megalitri, licenze e obiettivi ambientali.

Si parla di 78 posti di lavoro, famiglie coinvolte e di una delle industrie agricole simbolo della Riverina costretta a ridurre la produzione.

Il nodo, adesso, sarà capire se le politiche sull’acqua riusciranno a raggiungere gli obiettivi ambientali senza indebolire fino a questo punto la capacità produttiva delle regioni che da quell’acqua dipendono.

Meta description: SunRice taglia 78 posti tra Leeton e Deniliquin e modifica altri 92 ruoli. L’azienda cita siccità e politiche idriche, mentre il Leeton Shire Council accusa i water buybacks federali.