Donald Trump torna a sorprendere il mondo con un messaggio che potrebbe segnare una svolta nella crisi tra Stati Uniti e Iran. In un lungo post pubblicato su Truth Social, il presidente americano ha dichiarato che i negoziati con Teheran starebbero procedendo in maniera “ordinata e costruttiva”, lasciando intendere che un accordo sarebbe ormai vicino.
Secondo Trump, la nuova trattativa portata avanti dalla sua amministrazione sarebbe “l’esatto opposto” del vecchio accordo nucleare firmato durante la presidenza Obama, definito ancora una volta “uno dei peggiori accordi mai fatti dagli Stati Uniti”.
Nel messaggio, Trump ha confermato che il blocco e le restrizioni contro l’Iran resteranno in vigore fino alla firma ufficiale dell’intesa, ma ha anche sottolineato che i rapporti tra Washington e Teheran starebbero diventando “più professionali e produttivi”.

Il passaggio che ha attirato maggiore attenzione internazionale riguarda però lo Stretto di Hormuz, uno dei punti strategici più delicati del pianeta per il commercio mondiale del petrolio. Secondo quanto riportato anche da RaiNews24, la possibile “Dichiarazione di Islamabad”, attualmente in discussione con nuovi colloqui previsti il 5 giugno in Pakistan, potrebbe aprire alla riapertura completa dello stretto.
Uno sviluppo che, se confermato, avrebbe conseguenze enormi sui mercati energetici globali, sui prezzi del petrolio e sugli equilibri geopolitici in Medio Oriente.
Nel post pubblicato online, Trump ha anche ringraziato i Paesi del Medio Oriente per il supporto ai negoziati e ha rilanciato il tema degli Accordi di Abramo, arrivando persino ad ipotizzare un futuro coinvolgimento dell’Iran nel processo di normalizzazione regionale.
A far discutere è stata anche un’immagine condivisa successivamente dal presidente americano: una grafica creata con intelligenza artificiale che mostra navi iraniane colpite da un drone USA accompagnata dalla scritta “Adios”. Un contenuto che ha immediatamente acceso polemiche e reazioni sui social.
Al momento non esistono conferme ufficiali sulla firma imminente di un accordo definitivo, ma il cambio di tono della Casa Bianca rappresenta uno dei segnali diplomatici più importanti delle ultime settimane.
