Brisbane, nascono quattro gemelle identiche concepite naturalmente: un evento rarissimo al mondo

Emily, Harriet, Alexa e Catherine sono nate premature al Royal Brisbane and Women’s Hospital. I medici parlano di uno dei casi più rari mai documentati: quattro gemelle identiche sviluppatesi da un unico ovulo fecondato e da una sola placenta

Quella che sembrava una normale gravidanza si è trasformata in uno degli eventi ostetrici più straordinari mai registrati.

A Brisbane, nel Queensland, una donna australiana di 34 anni ha dato alla luce quattro gemelle identiche concepite naturalmente, un caso che gli specialisti definiscono tra i più rari mai osservati a livello mondiale.

Le bambine – Emily, Harriet, Alexa e Catherine Na’amoana – sono nate con parto cesareo alla 28ª settimana e quattro giorni di gravidanza presso il Royal Brisbane and Women’s Hospital e, nonostante la nascita prematura, stanno tutte bene.

Un evento da un caso ogni 15 milioni di gravidanze

Secondo gli specialisti del Royal Brisbane and Women’s Hospital, le cosiddette quadruplette monozigoti si verificano in circa una gravidanza ogni 15 milioni.

La particolarità non è soltanto che le quattro bambine siano geneticamente identiche.

Ancora più eccezionale è il fatto che si siano sviluppate condividendo un’unica placenta, dopo la divisione di un solo ovulo fecondato in quattro embrioni distinti.

La specialista in medicina materno-fetale e ostetricia Alexa Bendall, che ha seguito l’intera gravidanza, ha spiegato che casi simili sono praticamente sconosciuti.

«Condividere la stessa placenta è qualcosa di praticamente mai visto. Non pensiamo sia mai accaduto prima in Australia e, a livello mondiale, potrebbero esserci soltanto un paio di casi documentati», ha dichiarato.

Una gravidanza ad altissimo rischio

Per il team medico la gravidanza è stata estremamente delicata.

Quando più feti condividono la stessa placenta aumenta notevolmente il rischio di complicazioni, poiché i vasi sanguigni possono distribuire il flusso di sangue in modo non uniforme.

Questo può provocare gravi problemi di crescita, complicazioni cardiovascolari e aumentare significativamente il rischio sia per i bambini sia per la madre.

Per questo motivo Jenitar Na’amoana è stata ricoverata diverse settimane prima del parto per essere costantemente monitorata.

L’obiettivo dei medici era riuscire a portare la gravidanza almeno fino alla ventottesima settimana.

Quel traguardo è stato raggiunto.

«Se fossimo arrivati a 28 settimane avremmo già ottenuto un ottimo risultato», ha spiegato la dottoressa Bendall.

«Il fatto che oggi abbiamo quattro splendide bambine sane è davvero incredibile.»

Quattro piccole combattenti

Le quattro neonate sono state immediatamente trasferite nell’Unità di Terapia Intensiva Neonatale, dove resteranno ancora per diverse settimane per crescere e rafforzarsi prima di poter tornare a casa.

Alla nascita pesavano:

  • Emily: 1.025 grammi
  • Harriet: 1.121 grammi
  • Alexa: 1.120 grammi
  • Catherine: 1.151 grammi

Nonostante la prematurità, i medici parlano di condizioni molto incoraggianti.

Secondo il team dell’ospedale, la prognosi a lungo termine è positiva e le bambine stanno rispondendo molto bene alle cure.

Una famiglia diventata improvvisamente enorme

Per Jenitar e il marito Jortham la sorpresa è stata doppia.

La coppia aveva già quattro figli, di età compresa tra uno e dieci anni, e non stava programmando un’altra gravidanza quando è avvenuto il concepimento.

In pochi mesi la famiglia è passata da quattro a otto figli.

«I nostri piccoli miracoli sono arrivati sani e salvi», ha scritto la madre sulla pagina GoFundMe aperta per sostenere la famiglia.

«I nostri cuori sono pieni di gratitudine, ma la realtà di prendersi cura contemporaneamente di quattro neonate comporta sfide che non avremmo mai immaginato.»

Il nome scelto per la dottoressa

Tra gli aspetti più emozionanti della vicenda c’è anche il gesto compiuto dai genitori nei confronti della dottoressa Alexa Bendall.

Una delle quattro bambine è stata infatti chiamata Alexa, proprio in suo onore.

«Mi sento incredibilmente fortunata», ha raccontato la specialista.

«È un tributo bellissimo e rappresenta un onore immenso.»

Per il personale sanitario che ha seguito la gravidanza, questa nascita rappresenta uno dei momenti più significativi della propria carriera.

Il sostegno della comunità

La famiglia Na’amoana ha avviato una raccolta fondi attraverso GoFundMe per affrontare le nuove esigenze quotidiane.

Tra le priorità ci sono l’acquisto di un furgone con almeno dieci o dodici posti, nuove attrezzature per i bambini, spese mediche, trasporti e costi di gestione di una famiglia ormai numerosa.

«Nessun contributo è troppo piccolo», hanno scritto i genitori.

«Se non potete donare, vi chiediamo semplicemente di pregare per noi e di condividere la nostra storia con amici, familiari e comunità.»

Un piccolo miracolo della medicina

L’ostetrico Gino Pecoraro, che non ha partecipato direttamente al parto, ha definito l’evento assolutamente straordinario.

Le gravidanze quadruple sono già rare, verificandosi in circa una ogni 700.000.

Quando però si tratta di quattro gemelli identici concepiti naturalmente, la probabilità scende a circa una ogni 15 milioni di gravidanze.

Per gli specialisti, il dato più importante resta però un altro.

«La cosa davvero straordinaria è che siano tutte vive e stiano bene», ha osservato Pecoraro.

Una nascita che entra di diritto nella storia della medicina australiana e che, per Jenitar e Jortham Na’amoana, rappresenta semplicemente il più incredibile dei miracoli.