Milano, venerdì 12 dicembre 1969. Sono le 16:37 quando una bomba esplode nella Banca Nazionale dell’Agricoltura, in Piazza Fontana.
Quel pomeriggio non entra nella storia come un semplice attentato. Diventa una soglia. Prima c’è un’Italia attraversata dagli scioperi, dalle lotte operaie, dalle proteste studentesche, dalla paura del cambiamento. Dopo c’è un Paese che comincia a dubitare delle prime versioni, delle indagini rapide, delle verità ufficiali.
In questa quarta puntata di Crepe d’Italia raccontiamo Piazza Fontana: la strage, la falsa pista anarchica, il clima politico dell’Italia del 1969 e l’inizio di una stagione in cui il terrore non colpisce soltanto le persone, ma anche la fiducia dei cittadini nello Stato.
Piazza Fontana è una ferita ancora aperta perché non parla solo del passato. Parla del rapporto tra democrazia e paura, tra giustizia e memoria, tra verità storica e verità giudiziaria. È una delle grandi crepe della Repubblica: una bomba esplosa in pochi secondi, ma capace di lasciare domande per decenni.
Prossima puntata
Nella prossima puntata allargheremo lo sguardo: parleremo della strategia della tensione. Non più una singola bomba, ma un metodo. Paura, depistaggi, potere e il tentativo di orientare la vita democratica italiana attraverso il terrore.
