Nella puntata di oggi di Deep View by Allora! News vi presentiamo Maria Montessori, medico, pedagogista e innovatrice italiana che trasformò radicalmente il modo di concepire l’infanzia e l’educazione. Una donna capace di sfidare le convenzioni del proprio tempo e di lasciare un metodo diffuso ancora oggi in tutto il mondo.
Per la sesta puntata di Deep View by Allora! News abbiamo scelto un episodio del progetto “Storie di donne di storia”, dedicato a Maria Montessori e realizzato dall’Associazione Club Medici nell’ambito del network Cultura è Salute.
Una storia che può essere riassunta in poche parole diventate il simbolo della sua visione educativa:
“Aiutami a fare da me.”
Dietro quella frase c’è molto più di un metodo scolastico. C’è un modo differente di considerare il bambino: non un recipiente da riempire di nozioni, ma una persona con potenzialità proprie, da osservare, accompagnare e aiutare a svilupparsi liberamente. È proprio questa idea che il documentario identifica come uno degli elementi centrali del pensiero montessoriano.
Una donna contro le convenzioni
Maria Montessori cresce in un’Italia nella quale il futuro di una donna era ancora largamente determinato dalle aspettative sociali.
Il documentario ricostruisce il contrasto con un ambiente che avrebbe voluto indirizzarla verso una professione considerata più adatta a una donna, mentre lei sentiva il bisogno di confrontarsi con le disuguaglianze, l’emarginazione e le condizioni delle persone più fragili.
Decise così di intraprendere gli studi di medicina, una scelta tutt’altro che scontata per una donna della sua epoca.
La sua storia personale diventa quindi già una prima lezione.
Prima ancora di insegnare ai bambini a essere autonomi, Maria Montessori rivendicò per sé stessa il diritto di scegliere la propria strada.
Guardare il bambino prima di educarlo
Il cuore del metodo Montessori nasce dall’osservazione.
Non imporre immediatamente.
Non decidere in anticipo ciò che un bambino deve diventare.
Osservare.
Capire da cosa è attratto, quali capacità manifesta, quali tempi possiede e quale ambiente può aiutarlo a svilupparsi.
Il bambino viene considerato protagonista del proprio processo di crescita.
Non significa assenza di regole o di responsabilità. Al contrario, il metodo attribuisce grande importanza all’ordine, alla concentrazione, all’uso corretto degli strumenti e alla capacità di portare a termine ciò che si è iniziato.
Ma tutto avviene secondo una prospettiva diversa:
l’adulto non deve sostituirsi continuamente al bambino. Deve creare le condizioni perché possa imparare a fare da solo.
Un metodo diventato internazionale
Le idee di Montessori superarono rapidamente i confini italiani.
Il documentario ricorda che durante il suo viaggio negli Stati Uniti del 1913 la stampa americana la presentò come una delle donne più interessanti d’Europa. Ma il suo impegno non riguardò soltanto la pedagogia.
Partecipò al Congresso internazionale delle donne di Berlino nel 1896 e fu protagonista del dibattito sull’emancipazione femminile, fino a schierarsi apertamente anche nella battaglia per il diritto di voto alle donne.
La Montessori emerge così non soltanto come educatrice.
Ma come donna moderna, capace di mettere in discussione diversi pilastri della società nella quale viveva.
Montessori e il fascismo
Anche il rapporto con il fascismo racconta molto della sua indipendenza.
Inizialmente il regime guardò con favore al metodo Montessori, considerandolo un successo italiano da mostrare al mondo. Vennero sostenute nuove scuole e il suo nome venne associato al prestigio culturale nazionale.
Ma la distanza divenne progressivamente insanabile.
La concezione fascista dell’educazione, fondata sull’obbedienza e sulla formazione dell’individuo secondo un modello imposto dall’alto, entrava in conflitto con una pedagogia costruita invece sulla libertà, sulla responsabilità e sull’autonomia del bambino.
Quando Montessori ritenne che non ci fosse più spazio per portare avanti autenticamente il proprio metodo, decise di lasciare l’Italia.
La lezione del silenzio
Tra i momenti più belli raccontati nel documentario c’è quella che Montessori chiamava “la lezione del silenzio”.
Portò una neonata davanti a un gruppo di bambini e li invitò ad ascoltare.
Il respiro.
Il silenzio.
La presenza dell’altro.
I bambini, incuriositi, cominciarono spontaneamente a rimanere immobili e ad ascoltare persino il proprio respiro.
È un piccolo episodio, ma racchiude una parte importante della sua pedagogia.
Il bambino non deve essere continuamente riempito di parole.
A volte bisogna soltanto metterlo nelle condizioni di scoprire.
Natura, libertà e responsabilità
Il documentario porta poi il pensiero montessoriano nel presente, mostrando esperienze educative contemporanee ispirate anche al rapporto tra bambino e natura.
Montessori criticava l’idea di un’infanzia continuamente protetta dal mondo esterno.
I bambini vogliono correre nei prati, toccare, sperimentare, sentire la pioggia e sporcarsi.
Per lei anche le mani erano strumenti fondamentali dell’intelligenza.
L’educazione doveva permettere al bambino di entrare in rapporto con il mondo, non isolarlo da esso.
Ed è forse uno degli aspetti che rendono il suo pensiero ancora sorprendentemente contemporaneo.
Perché abbiamo scelto questo video
Perché parlare di Maria Montessori significa parlare di qualcosa che riguarda tutti.
Come cresciamo i nostri figli?
Che cosa chiediamo veramente alla scuola?
Vogliamo bambini capaci di ripetere ciò che abbiamo insegnato oppure persone capaci un giorno di pensare autonomamente?
Maria Montessori aveva compreso che educare non significa costruire qualcuno secondo un nostro progetto.
Significa aiutare una persona a scoprire ciò che può diventare.
Il documentario sintetizza questa idea in una visione che resta estremamente moderna: osservare il bambino, capire da cosa è attratto e incoraggiarlo verso ciò per cui sembra naturalmente portato, favorendo contemporaneamente responsabilità e senso critico.
Il video selezionato
Storie di donne di storia – 1ª puntata: Maria Montessori
🎬 Realizzato dall’Associazione Club Medici
nell’ambito del network Cultura è Salute
▶️ Guarda il documentario all’interno di questa pagina.
Dopo il video resta una domanda
Sono trascorsi decenni dalla rivoluzione educativa di Maria Montessori.
Nel frattempo sono cambiati la scuola, le famiglie, la tecnologia e persino il modo con cui i bambini entrano in contatto con il mondo.
Ma forse una domanda è rimasta identica:
stiamo davvero educando i bambini a diventare sé stessi, oppure continuiamo a chiedere loro di diventare ciò che noi adulti abbiamo già deciso?
Maria Montessori immaginava una scuola nella quale i piccoli fossero pienamente trattati come persone e gli insegnanti fossero capaci di stimolare la vita lasciandola però libera di svilupparsi.
Più di un secolo dopo, può essere ancora questa la sua lezione più importante.
Deep View. Guardare più a fondo.
Deepview
Tra gli anniversari del 31 agosto quello italiano conserva una forza particolare. A 156 anni dalla nascita, Maria Montessori continua infatti a essere studiata e applicata nelle scuole di numerosi Paesi. La sua intuizione fu, per l’epoca, radicale: non considerare il bambino un recipiente da riempire, ma una persona capace di sviluppare autonomamente conoscenza, disciplina e curiosità quando inserita nell’ambiente adatto.
Un’idea nata nell’Italia di fine Ottocento e diventata patrimonio educativo internazionale.
Accadde oggi, 31 agosto: una giornata in cui si incontrano educazione, libertà, guerra e memoria.
Fonte e ringraziamenti
Fonte video: Associazione Club Medici – Cultura è Salute.
Allora! News ringrazia l’Associazione Club Medici e il network Cultura è Salute per la realizzazione del progetto “Storie di donne di storia” e per il lavoro divulgativo dedicato alla figura e all’eredità di Maria Montessori.
