Australia, allarme dei produttori di mango: i nuovi visti mettono a rischio la raccolta

Nel Territorio del Nord cresce la preoccupazione per il sorteggio previsto per il secondo e terzo anno dei Working Holiday Maker. Le aziende temono meno lavoratori disponibili e chiedono attenzione alle esigenze delle aree regionali.

A cura della redazione online

I produttori di mango del Territorio del Nord temono che le modifiche annunciate al programma Working Holiday Maker possano rendere più difficile trovare personale durante la raccolta. Il rischio indicato dalle aziende è concreto: senza abbastanza lavoratori, una parte della frutta potrebbe rimanere sugli alberi.

La riforma presentata dal ministro degli Affari interni Tony Burke prevede un sistema a sorteggio per accedere al secondo e al terzo anno di permanenza. I posti saranno limitati rispettivamente a 45.000 e 5.000. Burke ha confrontato questi tetti con i circa 57.000 e 31.000 beneficiari dell’anno precedente: complessivamente, la riduzione sarebbe di circa 38.000 posti.

Resteranno i requisiti di lavoro nelle aree regionali: 88 giorni per poter partecipare al sorteggio del secondo anno e sei mesi per quello del terzo. Completare il periodo richiesto, dunque, consentirà di accedere alla selezione, senza assicurare la possibilità di prolungare il soggiorno.

Non è invece prevista una riduzione degli ingressi del primo anno. Rimarranno inoltre le condizioni particolari riservate ai cittadini britannici nell’ambito dell’accordo commerciale tra Australia e Regno Unito, che li esentano dai nuovi limiti e dall’obbligo di lavoro regionale.

Per gli agricoltori, il problema riguarda anche l’incentivo a scegliere un impiego nelle campagne. Se il lavoro stagionale apre soltanto la possibilità di partecipare a un sorteggio, alcuni viaggiatori potrebbero preferire altre occupazioni o rinunciare a spostarsi nelle zone agricole.

Saramat “Tou” Ruchkaew, produttrice con un’azienda di 85.000 alberi nei pressi di Darwin, ha indicato in circa 2.500 persone il fabbisogno stagionale del comparto del mango. A suo giudizio, ridurre la disponibilità dei backpacker potrebbe compromettere la capacità delle aziende di raccogliere la frutta.

Le preoccupazioni arrivano dopo una stagione già difficile. Marie Piccone, che gestisce un frutteto vicino a Katherine, ha raccontato problemi legati ad alluvioni, erosione e danni stradali, seguiti dalla minaccia degli incendi.

La questione divide anche il Labor. Selena Uibo, leader dell’opposizione nel Territorio del Nord, ha chiesto ai colleghi del governo federale un’esenzione per il territorio, sottolineandone la forte dipendenza dai lavoratori con visto vacanza-lavoro.

Il governo colloca le modifiche in un intervento più ampio per gestire la migrazione. Il Department of Home Affairs indica un’attuazione progressiva delle misure e conferma che il requisito del lavoro regionale resterà parte del programma.

Per i produttori, la richiesta è che l’applicazione delle nuove regole tenga conto dei picchi di lavoro nelle campagne. L’allarme riguarda possibili carenze di personale e perdite future: non una riduzione dei raccolti già accertata.