Attacchi ucraini sul Mar Nero e in Crimea: almeno 11 morti, tra loro tre bambini

Un drone avrebbe colpito una spiaggia affollata ad Arkhipo-Osipovka, nella regione russa di Krasnodar. Altre quattro vittime nella Crimea occupata. Kiev non ha commentato, mentre cresce il bilancio dei civili uccisi nel conflitto

Almeno 11 persone sono morte e decine sono rimaste ferite in due distinti attacchi attribuiti all’Ucraina contro una località turistica russa sul Mar Nero e la penisola di Crimea, occupata da Mosca dal 2014.

Il bilancio è stato comunicato dalle autorità russe e dai funzionari insediati da Mosca in Crimea. L’Ucraina non ha rilasciato commenti immediati.

L’episodio più grave si è verificato ad Arkhipo-Osipovka, località balneare della regione meridionale di Krasnodar, dove un drone avrebbe colpito una spiaggia affollata causando sette morti. Tra le vittime figurano tre bambini.

Il drone esplode sulla spiaggia

Filmati circolati sui social media, non verificati in modo indipendente, mostrerebbero un velivolo senza pilota precipitare ed esplodere vicino alla riva mentre numerose persone si trovavano sulla spiaggia e in acqua.

Il governatore regionale Venyamin Kondratyev ha confermato che la località turistica sarebbe stata colpita da un drone ucraino.

Il ministero della Salute russo ha riferito che 21 persone, tra cui tre bambini, sono state trasportate in ospedale. Nove feriti sarebbero in condizioni gravi.

Squadre mediche specializzate sono state inviate nella zona per assistere le strutture sanitarie locali.

Quattro morti nella Crimea occupata

Un secondo attacco ha colpito la penisola di Crimea, annessa unilateralmente dalla Russia nel 2014 e considerata territorio ucraino dalla comunità internazionale.

Secondo Sergey Aksyonov, governatore insediato da Mosca, quattro persone sono rimaste uccise.

Non sono stati forniti ulteriori dettagli sulla località precisa, sugli obiettivi colpiti o sulle circostanze della morte delle vittime.

Sia Arkhipo-Osipovka sia la Crimea sono mete molto frequentate dai turisti russi durante la stagione estiva.

Kiev non commenta

L’Ucraina non ha confermato né smentito la propria responsabilità.

Entrambe le parti sostengono di non colpire deliberatamente i civili, ma la guerra iniziata con l’invasione russa del febbraio 2022 ha provocato migliaia di vittime e devastato vaste aree dell’Ucraina.

Negli ultimi mesi Kiev ha intensificato gli attacchi con droni contro obiettivi in Crimea e nel territorio russo, presentandoli come risposta alle continue offensive missilistiche e aeree di Mosca contro città e infrastrutture ucraine.

La Crimea viene utilizzata dalla Russia come base militare e logistica per le operazioni contro l’Ucraina.

Aumentano le vittime civili

Le Nazioni Unite hanno segnalato un aumento delle vittime civili nel corso del 2026, mentre il conflitto prosegue senza una prospettiva concreta di pace.

La Russia aveva accusato l’Ucraina anche il mese scorso di avere ucciso undici persone, tra cui quattro bambini, in un attacco contro un campo estivo nella parte occupata della regione ucraina di Zaporizhzhia.

Mosca, a sua volta, continua a colpire le città ucraine con droni e missili.

Lunedì un attacco russo contro una stazione di servizio a Kryvyi Rih, città natale del presidente Volodymyr Zelensky, ha ucciso tre persone. Tra le vittime figurava un bambino di otto anni.

Un’altra offensiva nella regione meridionale di Odesa aveva ferito tredici persone sabato.

Una guerra sempre più lontana dal fronte

Gli ultimi attacchi mostrano come il conflitto stia coinvolgendo sempre più spesso aree frequentate da civili e località molto distanti dalla linea del fronte.

Le immagini della spiaggia di Arkhipo-Osipovka, qualora confermate, rappresentano una nuova e drammatica dimostrazione dei rischi provocati dall’uso massiccio di droni in zone abitate.

Restano da chiarire la natura dell’obiettivo, la traiettoria del velivolo e le circostanze esatte dell’esplosione.

In attesa di verifiche indipendenti, il bilancio resta quello fornito dalle autorità russe: almeno undici morti, tra i quali tre bambini, e decine di feriti.