La polizia thailandese ha reso noti nuovi dettagli sull’autopsia di Thanchanok Donhomla, la 17enne il cui corpo è stato trovato all’interno di una valigia. Secondo gli investigatori, la giovane sarebbe morta per asfissia. Per l’omicidio è stato incriminato il cittadino australiano Simon Carman, 45 anni, che contesta la responsabilità per la morte.
Nuovi elementi emergono nell’indagine sull’uccisione di Thanchanok Donhomla, conosciuta con il soprannome di “Cake”, in Thailandia.
Secondo quanto riferito dalla polizia locale, l’autopsia avrebbe stabilito che la ragazza aveva riportato una lesione cerebrale ed era morta per soffocamento, senza altre ferite significative.
Il corpo della 17enne era stato trovato nudo all’interno di una valigia due giorni dopo la sua scomparsa.
L’incontro a Pattaya
Gli investigatori sostengono che la giovane sia stata prelevata il 25 giugno a Pattaya dal 45enne australiano Simon Carman.
L’uomo è stato successivamente arrestato in un aeroporto internazionale di Bangkok e accusato dell’omicidio.
Secondo la ricostruzione della polizia, Carman avrebbe riferito di aver reagito per difendersi dopo che la ragazza lo avrebbe minacciato con un coltello durante una discussione legata al denaro.
Si tratta di una versione che dovrà essere valutata nel corso del procedimento giudiziario.
La polizia: trovato DNA dell’accusato
Il colonnello Anek Srathongyoo ha inoltre dichiarato che il DNA di Carman sarebbe stato confrontato con materiale genetico rinvenuto sul corpo della giovane.
Secondo l’investigatore, la raccolta delle prove sarebbe ormai sostanzialmente completata e il fascicolo potrebbe essere consegnato alla procura entro la fine della settimana.
La polizia aveva già sostenuto che Carman avrebbe ammesso di aver collocato il corpo della ragazza nella valigia, pur negando di essere responsabile della sua morte.
Il messaggio alla famiglia
Dopo l’arresto, Carman aveva registrato un videomessaggio rivolto alla famiglia della 17enne, esprimendo dispiacere per quanto accaduto.
Il caso ha suscitato forte attenzione sia in Thailandia sia in Australia.
Il Department of Foreign Affairs and Trade australiano aveva già confermato di stare fornendo assistenza consolare.
Se riconosciuto colpevole, Carman potrebbe rischiare una pena molto severa prevista dalla legge thailandese, fino all’ergastolo o alla pena capitale.
Per ora, tuttavia, le accuse restano da provare in tribunale e la responsabilità penale dell’imputato non è stata ancora accertata.
