Un prezioso cratere apulo del IV secolo a.C., trafugato dal patrimonio archeologico italiano e recuperato dalle autorità australiane, è tornato ufficialmente in Italia.
La restituzione è stata celebrata il 26 giugno nella Residenza dell’Ambasciatore d’Italia a Canberra, suggellando un’importante vittoria nella lotta al traffico illecito di beni culturali e confermando la solidità della cooperazione tra Italia e Australia.
Il reperto, un Bell Krater in terracotta proveniente dall’antica Puglia, era stato intercettato dall’Australian Border Force durante un controllo doganale all’aeroporto di Sydney. Proveniente dagli Stati Uniti, era diretto in Nuova Zelanda.
Le successive indagini, condotte con il coinvolgimento dell’Australian Federal Police, dell’Office for the Arts, dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale e delle autorità internazionali, hanno accertato che il vaso proveniva da uno scavo clandestino e non era mai stato esportato legalmente.
Nel corso della cerimonia, le autorità italiane e australiane hanno sottolineato il valore simbolico della restituzione, definendola un esempio concreto di diplomazia culturale e di collaborazione internazionale.
L’Ambasciatore Nicola Lener ha ricordato l’importanza della Convenzione UNESCO del 1970 nella tutela del patrimonio mondiale, mentre l’inviata per le Arti del Governo australiano, Susan Templeman MP, ha evidenziato come i beni culturali rappresentino la memoria e l’identità dei popoli, ben oltre il loro valore materiale.
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Numero 48 – Martedì 30 giugno 2026
