La consulta Emiliano-Romagnoli a Bologna

Si sono aperti il 12 febbraio, presso la Sala “Parigi” dell’Hotel Europa di Bologna, i lavori del primo incontro in presenza dell’attuale Consulta degli Emiliano-Romagnoli nel Mondo, con la partecipazione dei consultori e delle consultrici, del presidente Matteo Daffadà e dei vicepresidenti Elena Ugolini ed Eduardo Zampar Morelli.

L’appuntamento ha rappresentato il primo momento di confronto diretto del nuovo mandato della Consulta, organismo che mette in relazione la Regione Emilia-Romagna con le proprie comunità presenti nei cinque continenti.

Un’apertura nel segno di giovani, relazioni e ascolto

La Consulta è uno spazio stabile di confronto e progettazione che favorisce la circolazione di idee, esperienze e opportunità, rafforzando legami che attraversano confini geografici e generazioni.

Ad aprire ufficialmente la tre giorni è stato il presidente Matteo Daffadà, che ha sottolineato il valore del ritrovarsi in presenza come momento «necessario e concreto», ricordando come la Consulta viva prima di tutto nelle relazioni e negli scambi che nascono dal contatto diretto tra le persone.

Nel suo intervento, Daffadà ha richiamato il significato particolare di questo appuntamento, coincidente con il cinquantesimo anniversario della Consulta, ricordandone la funzione storica di ponte tra la Regione Emilia-Romagna e le associazioni emiliano-romagnole nel mondo. Ha inoltre rilanciato una delle sfide principali per il futuro: coinvolgere le nuove generazioni e intercettare le nuove forme di emigrazione, sempre più mobili e discontinue.

I lavori sono proseguiti con la relazione del presidente, l’illustrazione delle attività in corso e delle linee programmatiche per il prossimo biennio, seguite dagli interventi dei consultori e delle consultrici.

Le priorità della Consulta

Nel suo intervento, la vicepresidente Elena Ugolini ha indicato alcune priorità di lavoro: il rapporto tra giovani e diaspora, il rafforzamento dei legami con le imprese e le eccellenze dell’Emilia-Romagna e la necessità di sviluppare relazioni sempre più strette con ambasciate, Istituti Italiani di Cultura e ICE, integrando queste collaborazioni nelle missioni regionali.

Ugolini ha definito la Consulta un vero e proprio «moltiplicatore di possibilità», sottolineando l’importanza dell’ascolto e dell’attenzione costante verso le nuove generazioni.

Il vicepresidente Eduardo Zampar Morelli ha invece posto l’accento sul valore umano delle comunità all’estero, evidenziando l’energia e la passione con cui tanti volontari mantengono vivi i legami con la terra d’origine.

Ha inoltre richiamato l’esempio del Brasile, definito un contesto particolarmente dinamico, e ha sottolineato il ruolo degli strumenti digitali nel favorire una partecipazione più ampia e una maggiore condivisione delle iniziative.

Il valore delle storie personali

Uno dei momenti più significativi dell’incontro è stato quello dedicato alle presentazioni dei consultori e delle consultrici, che hanno condiviso provenienze, percorsi personali e motivazioni del proprio impegno.

Un mosaico di accenti, esperienze e storie differenti, accomunate dalla stessa radice emiliano-romagnola e dalla volontà di mantenere vivo il legame con la propria terra d’origine.

Le celebrazioni per il cinquantesimo anniversario

La manifestazione si è conclusa il 13 febbraio con una visita alla storica azienda Fabbri 1905 e con un evento pubblico presso la Biblioteca dell’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna.

L’iniziativa, aperta alla cittadinanza, è stata dedicata al cinquantesimo anniversario della Consulta e ha previsto un convegno, una tavola rotonda, una mostra e una proiezione celebrativa.

Fonte: Inform.

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