Mattarella richiama il valore della Repubblica: «La forza della legge contro la prepotenza delle armi»

Nel giorno dell’80° anniversario della nascita della Repubblica Italiana, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha rivolto un forte appello alla comunità internazionale in occasione dell’incontro con il Corpo Diplomatico accreditato presso lo Stato italiano, riunito al Quirinale per il tradizionale concerto celebrativo della Festa della Repubblica.

Nel suo intervento, il Capo dello Stato ha ripercorso il significato storico del referendum del 2 giugno 1946, sottolineando come la scelta repubblicana abbia rappresentato una svolta democratica decisiva per il Paese, fondata sui principi di libertà, pace, democrazia e giustizia sociale che sarebbero poi stati sanciti dalla Costituzione entrata in vigore il 1° gennaio 1948.

Mattarella ha ricordato come, già nei lavori dell’Assemblea Costituente, emergessero i principi destinati a diventare il cuore dell’articolo 11 della Costituzione: il ripudio della guerra come strumento di risoluzione delle controversie internazionali e la disponibilità a condividere quote di sovranità per costruire un ordine internazionale fondato sulla pace e sulla cooperazione.

«La Repubblica Italiana vive saldamente ancorata ai valori che ha testimoniato in questi ottant’anni», ha affermato il Presidente, ribadendo l’impegno dell’Italia nella difesa della dignità umana, dei diritti fondamentali e della collaborazione tra i popoli.

L’allarme per le crisi internazionali

Una parte significativa del discorso è stata dedicata alla situazione geopolitica globale. Mattarella ha denunciato quella che ha definito una «tendenza regressiva dell’ordine internazionale», individuando nell’invasione russa dell’Ucraina uno dei principali fattori di destabilizzazione.

«Avvertiamo come nostra la causa dell’indipendenza e della libertà di Kyiv», ha dichiarato il Presidente, confermando il sostegno italiano all’Ucraina.

Il Capo dello Stato ha poi espresso preoccupazione per il Medio Oriente, richiamando l’attenzione sulla crisi umanitaria nella Striscia di Gaza, sulla minaccia di un conflitto regionale più ampio legato all’Iran e sulle sofferenze inflitte alla popolazione civile del Libano.

Nonostante il quadro internazionale complesso, Mattarella ha invitato a non cedere alla rassegnazione.

«Possiamo decidere di continuare a promuovere la primazia del diritto internazionale e la ricerca di soluzioni condivise, avverse alla logica dello scontro e della discordia», ha affermato, sottolineando come alimentare odio e rancore significhi soltanto favorire guerre e conflitti permanenti.

Il ruolo della diplomazia

Nel suo messaggio ai rappresentanti diplomatici, il Presidente ha voluto riconoscere il ruolo fondamentale svolto dalla diplomazia nel favorire il pieno inserimento dell’Italia repubblicana nella comunità internazionale dopo la Seconda guerra mondiale.

Oggi, ha osservato Mattarella, in un contesto globale sempre più frammentato e instabile, il lavoro delle ambasciate e dei diplomatici è ancora più prezioso per costruire dialogo, comprensione reciproca e cooperazione tra gli Stati.

«La vostra professionalità è essenziale per saper leggere in profondità la realtà nella quale si opera», ha detto rivolgendosi agli ambasciatori presenti al Quirinale.

Il concerto al Quirinale

Al termine della cerimonia istituzionale si è svolto nel Salone dei Corazzieri il tradizionale concerto in onore del Corpo Diplomatico accreditato presso lo Stato italiano.

L’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma, diretta dal Maestro Michele Mariotti, ha eseguito celebri pagine del repertorio internazionale, con le ouverture de L’Italiana in Algeri e Il Barbiere di Siviglia di Gioacchino Rossini e la Sinfonia n. 40 in sol minore K550 di Wolfgang Amadeus Mozart.

Un appuntamento che ha unito diplomazia, cultura e memoria storica nel giorno in cui l’Italia celebra gli ottant’anni della sua Repubblica, riaffermando i valori democratici che ne costituiscono il fondamento.