CIE anche nei Comuni italiani: svolta per oltre 6,5 milioni di italiani all’estero

Dal 1° giugno 2026 gli italiani iscritti all’AIRE possono richiedere la Carta d’Identità Elettronica (CIE) in qualsiasi Comune italiano, senza dover necessariamente passare attraverso i Consolati. Una novità destinata a semplificare la vita a milioni di connazionali residenti all’estero.

Il provvedimento entra in vigore grazie alla Legge n. 11 del 19 gennaio 2026 e rappresenta uno dei cambiamenti più significativi degli ultimi anni nei servizi dedicati agli italiani nel mondo.

Ad annunciarlo è stato il Sottosegretario agli Affari Esteri Massimo Dell’Utri, che attraverso i social ha sottolineato come la misura rappresenti «un passo concreto per semplificare i servizi e rafforzare il legame con le nostre comunità nel mondo».

Cosa cambia per gli iscritti AIRE

Fino a oggi la richiesta della Carta d’Identità Elettronica era generalmente gestita tramite la rete consolare. Dal 1° giugno 2026, invece, i cittadini italiani iscritti all’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero (AIRE) potranno:

  • Presentare domanda presso qualsiasi Comune italiano;
  • Ritirare personalmente la CIE presso il Comune dove è stata richiesta;
  • Richiedere la spedizione del documento direttamente all’estero, presso il proprio indirizzo di residenza.

La procedura di rilascio resta identica a quella già prevista per le richieste presentate presso i Consolati.

Una comunità in continua crescita

Secondo gli ultimi dati, gli italiani iscritti all’AIRE hanno ormai superato quota 6,5 milioni.

Si tratta di una comunità che continua a crescere e che oggi supera numericamente anche gli stranieri residenti in Italia, stimati intorno ai 5,5 milioni.

Le principali comunità italiane all’estero si trovano in:

  • Argentina
  • Brazil
  • Switzerland
  • Germany
  • France
  • United Kingdom
  • Australia

Un segnale importante per gli italiani nel mondo

La possibilità di ottenere la Carta d’Identità Elettronica durante un soggiorno in Italia rappresenta una risposta concreta alle richieste avanzate negli anni dalle comunità italiane all’estero.

La CIE è infatti diventata uno strumento fondamentale per:

  • accedere ai servizi digitali della Pubblica Amministrazione;
  • identificarsi online;
  • utilizzare servizi collegati a SPID e identità digitale;
  • viaggiare all’interno dell’Unione Europea senza passaporto.

Per milioni di italiani residenti all’estero, la novità significa meno burocrazia, tempi più rapidi e una maggiore integrazione con il sistema amministrativo italiano.

Una misura che rafforza il rapporto tra l’Italia e la sua “ventunesima regione”, quella rappresentata dalle comunità italiane sparse nel mondo.