Allarme bomba in 279 scuole italiane

Momenti di forte tensione nelle scuole italiane dopo l’invio di 279 email contenenti minacce di attentati esplosivi. I messaggi, ricevuti nella mattinata di lunedì 2 novembre da istituti distribuiti su tutto il territorio nazionale, risultavano firmati dal presunto «Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica», organizzazione militare iraniana.

La Polizia Postale ha immediatamente avviato le indagini per individuare l’origine delle comunicazioni e verificare l’attendibilità delle minacce. Nel frattempo, le forze dell’ordine sono intervenute negli edifici scolastici interessati, effettuando controlli e operazioni di bonifica per accertare l’eventuale presenza di ordigni.

Tra le scuole coinvolte figurano anche l’Istituto comprensivo «Giovanni Cagliero» e la scuola elementare «Gianni Rodari» di Roma. A raccontare il contenuto della comunicazione è stata la dirigente scolastica Anna Fucile, che ha confermato la ricezione di un messaggio particolarmente inquietante.

Secondo quanto riferito dalla preside, nella mail si annunciava la presenza di un sacchetto di plastica contenente materiale esplosivo, che sarebbe stato fatto detonare a distanza. Il testo conteneva inoltre esplicite minacce di morte e mutilazione nei confronti degli eventuali sopravvissuti.

L’allarme ha richiesto l’intervento immediato della polizia, impegnata nelle verifiche necessarie a garantire la sicurezza degli studenti, degli insegnanti e del personale scolastico.

Gli investigatori stanno cercando di ricostruire la provenienza delle email e stabilire se la firma utilizzata corrisponda a un’effettiva rivendicazione oppure rappresenti un tentativo di attribuire le minacce all’organizzazione iraniana.

Al momento, non risultano conferme sull’esistenza di ordigni negli istituti coinvolti. Le indagini proseguono per identificare i responsabili dell’invio dei messaggi e chiarire le circostanze di un episodio che ha interessato contemporaneamente centinaia di scuole italiane.

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