Il provvedimento passa con 178 voti favorevoli e 97 astensioni. Pd, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra non partecipano al sì. Dura la reazione di Gaia Tortora: «Fate pena, siete incommentabili»
La Camera dei deputati ha approvato la proposta di legge per istituire la Giornata nazionale in memoria di Enzo Tortora e delle vittime degli errori giudiziari.
Il testo ha ottenuto 178 voti favorevoli e 97 astensioni. A non sostenere il provvedimento sono stati Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra, che hanno scelto di astenersi.
La proposta passa ora all’esame del Senato.
La votazione ha immediatamente provocato una forte reazione da parte di Gaia Tortora, figlia del celebre presentatore televisivo divenuto simbolo dell’errore giudiziario italiano.
«Pd, M5S e AVS astenuti alla Camera sulla giornata per le vittime degli errori giudiziari. Fate pena. Siete incommentabili», ha scritto sui social.
Il nome di Enzo Tortora
La futura ricorrenza sarà intitolata a Enzo Tortora, arrestato nel 1983 con accuse legate alla camorra e al traffico di droga, successivamente assolto in via definitiva.
La sua vicenda è diventata negli anni il simbolo di una giustizia capace di distruggere la reputazione, la libertà e la vita di una persona prima di riconoscere il proprio errore.
L’istituzione di una giornata nazionale vuole mantenere viva la memoria di Tortora e, insieme, richiamare l’attenzione su tutte le persone ingiustamente accusate, arrestate o condannate.
Non si tratta soltanto di una commemorazione. È anche un invito a riflettere sulle responsabilità dello Stato, sulla qualità delle indagini e sulla necessità di garantire strumenti efficaci per correggere gli errori.
L’astensione del centrosinistra
La scelta di Pd, M5S e AVS di astenersi ha assunto immediatamente un forte significato politico.
L’astensione non equivale formalmente a un voto contrario, ma su un provvedimento dedicato alle vittime degli errori giudiziari appare difficile da spiegare all’opinione pubblica.
Il tema non appartiene a una sola parte politica.
La libertà personale, la presunzione d’innocenza, il diritto a un processo equo e il dovere dello Stato di riconoscere i propri errori dovrebbero rappresentare principi condivisi da tutte le forze parlamentari.
Proprio per questo la decisione di non votare a favore rischia di essere percepita come una mancanza di sensibilità verso chi ha subito un’ingiustizia.
La reazione di Caiazza
Anche Gian Domenico Caiazza, presidente dell’Osservatorio Giustizia liberale della Fondazione Luigi Einaudi, ha commentato duramente il voto.
Caiazza ha espresso soddisfazione per l’approvazione del provvedimento e ha ricordato con emozione la figura di Enzo Tortora.
Ha invece definito gli astenuti dei «don Abbondio nostrani», accusandoli di non avere avuto il coraggio di sostenere apertamente una proposta dedicata alle vittime.
Il suo intervento ha anche collegato l’astensione al più ampio confronto politico sulla giustizia e ai rapporti tra i partiti di opposizione e l’Associazione nazionale magistrati.
Si tratta di una lettura politica, non di un fatto accertato, ma testimonia quanto il voto abbia riaperto lo scontro sulla responsabilità del sistema giudiziario.
Una giornata che riguarda tutti
La nuova giornata nazionale, qualora il Senato approvi definitivamente il testo, dovrebbe rappresentare un momento di memoria e di educazione civile.
Gli errori giudiziari non sono soltanto statistiche.
Dietro ogni caso esistono anni di carcere, famiglie distrutte, lavori perduti, reputazioni cancellate e vite che nessun risarcimento può realmente restituire.
Ricordare Enzo Tortora significa ricordare che la giustizia non è infallibile.
Significa anche chiedere che, quando lo Stato sbaglia, non si limiti a pagare un indennizzo con il denaro dei cittadini, ma ricostruisca le responsabilità e impedisca che lo stesso errore si ripeta.
Il passaggio al Senato
Il provvedimento sarà ora esaminato da Palazzo Madama.
L’auspicio è che il Senato possa completare rapidamente l’iter e trasformare la proposta in legge.
Il voto della Camera ha comunque già prodotto un risultato importante: ha riportato al centro del dibattito pubblico il tema degli errori giudiziari e del prezzo umano pagato dalle vittime.
Resta però una domanda politica alla quale Pd, M5S e AVS dovranno rispondere.
Perché, davanti a una giornata dedicata a chi ha perso libertà e dignità per colpa dello Stato, non hanno scelto semplicemente di votare sì?
