Meloni porta il caro energia al vertice europeo: il negoziato sulle bollette resta aperto

Allora! Online – Redazione

Il costo dell’energia sarà una delle priorità con cui l’Italia affronta il Consiglio europeo del 15 e 16 ottobre. Nelle comunicazioni al Senato del 14 ottobre, Giorgia Meloni ha chiesto un intervento comune tempestivo, indicando nelle bollette un ostacolo centrale alla competitività delle imprese e alla tenuta dell’economia nazionale.

Secondo il resoconto dell’ANSA, la presidente del Consiglio ha sollecitato anche una revisione degli oneri europei concepiti in un contesto economico diverso. La posizione del governo è che gli Stati non possano affrontare efficacemente il problema ciascuno per proprio conto e che i costi aggiuntivi imposti alle produzioni europee finiscano per favorire i concorrenti internazionali.

L’agenda ufficiale del vertice, aggiornata il 14 ottobre, conferma la centralità del dossier. I leader dovranno fornire alla Commissione indicazioni su interventi mirati e temporanei contro i prezzi elevati, affiancandoli alla strategia di lungo periodo per ridurre la dipendenza dai combustibili fossili. Il confronto comprenderà anche l’avanzamento del mercato unico e gli squilibri economici globali che penalizzano l’industria europea.

Nel frattempo, resta aperto il negoziato sul meccanismo italiano per alleggerire il prezzo dell’elettricità. Euronews riferisce di progressi nei contatti con Bruxelles, ma anche dell’assenza di un’approvazione definitiva. Il portavoce della Commissione per la concorrenza, Ricardo Cardoso, ha indicato che una soluzione compatibile con le regole comunitarie è vicina. Restano da chiarire aspetti operativi, tempi ed effetti per i consumatori.

Il punto è importante per famiglie e aziende: l’apertura europea non permette ancora di quantificare uno sconto certo nelle prossime fatture. La compatibilità del meccanismo elettrico e la disponibilità di margini di bilancio sono inoltre due passaggi distinti. La flessibilità fiscale permette maggiore spesa entro condizioni concordate, ma non costituisce un trasferimento automatico di denaro dall’Unione.

Il vertice affronterà anche il bilancio europeo 2028-2034, il sostegno all’Ucraina, la sicurezza, le migrazioni e il Medio Oriente. La sicurezza della navigazione è inserita nell’agenda per i suoi effetti sulle catene di approvvigionamento, comprese energia, fertilizzanti e alimenti.

Per l’Italia, dunque, i prossimi due giorni saranno una verifica della capacità di tradurre la richiesta politica in decisioni operative. Al momento della chiusura di questa edizione, la riunione deve ancora cominciare: eventuali conclusioni e misure definitive andranno valutate sulla base dei documenti che saranno approvati dai leader.