Gaza e Yemen, due guerre diverse e una stessa tragedia: i bambini continuano a essere tra le principali vittime dei conflitti. La nuova puntata de La Domenica di Allora! prova ad andare oltre le statistiche per raccontare il costo umano della guerra.
Quanto costa una guerra?
Siamo abituati a rispondere parlando di miliardi spesi, armi, infrastrutture distrutte, economie piegate e territori conquistati o perduti.
Nella nuova puntata de La Domenica di Allora! 23 Agosto, abbiamo scelto un’altra unità di misura: i bambini.
La puntata, intitolata “Il prezzo della guerra”, attraversa Gaza e Yemen, due conflitti profondamente diversi ma accomunati da una realtà che rischia di perdersi dietro i numeri: a pagare le conseguenze più pesanti sono spesso i civili e, tra loro, i più piccoli.
Gaza, un bambino ucciso ogni giorno
Il 6 agosto 2026 UNICEF ha denunciato che almeno 300 bambini sono stati uccisi nei 300 giorni trascorsi dall’annuncio del cessate il fuoco dell’ottobre 2025.
Una media terribile: un bambino al giorno.
Ma il bilancio complessivo è molto più pesante. Già al 3 febbraio 2026 erano almeno 21.289 i bambini segnalati tra le vittime dall’inizio della guerra nell’ottobre 2023.
E non si muore soltanto sotto le bombe.
Nel settembre 2025 l’Organizzazione mondiale della sanità aveva segnalato 130 bambini morti per cause legate alla malnutrizione.
Numeri che raccontano una guerra combattuta anche attraverso fame, mancanza di cure e distruzione delle condizioni necessarie alla sopravvivenza.
Yemen, la guerra dimenticata
Lo Yemen racconta invece il dramma di un conflitto che continua anche quando scompare dalle prime pagine.
Nel 2025 almeno 103 bambini sono stati uccisi e 246 feriti nella violenza legata alla guerra, secondo un’analisi di Save the Children basata sui dati del Civilian Impact Monitoring Project.
Nei primi mesi del 2026 erano già 53 i bambini uccisi e 70 quelli feriti.
Venti delle vittime erano morte a causa di mine o ordigni inesplosi, un numero superiore a quello registrato per la stessa causa durante l’intero 2025.
Ma anche nello Yemen il conflitto non uccide soltanto attraverso le armi.
Circa 2,2 milioni di bambini sotto i cinque anni soffrono di malnutrizione acuta.
Non è una classifica del dolore
Il prezzo della guerra non vuole mettere Gaza e Yemen sullo stesso piano.
Sono conflitti differenti, con storie, responsabilità e dinamiche diverse. E i numeri non possono essere semplicemente sommati per stabilire quale tragedia sia più grave.
La puntata prova invece a fare qualcosa di più semplice e, forse, più difficile: restituire un significato umano alle cifre.
Perché dietro “300 bambini” ci sono trecento vite.
Dietro “21 mila” ci sono nomi, famiglie, giochi interrotti, scuole che non saranno più frequentate, sogni che nessuno potrà realizzare.
Dietro i dati sulla malnutrizione ci sono bambini che hanno fame.
E dietro le vittime delle mine ci sono ordigni che possono continuare a uccidere anche anni dopo che una battaglia è terminata.
Il conto che nessun bambino dovrebbe pagare
Ogni guerra presenta prima o poi il proprio conto.
Lo pagano gli Stati, le economie e le generazioni future.
Ma troppo spesso la fattura più pesante arriva proprio a chi non ha dichiarato la guerra, non ha scelto un esercito e non ha deciso da che parte stare.
I bambini.
“Il prezzo della guerra” è la nuova puntata de La Domenica di Allora!: un viaggio tra Gaza e Yemen per ricordare che, prima di diventare numeri e statistiche, quelle vittime erano semplicemente bambini.
