Le parole del segretario al Tesoro americano Scott Bessent spingono Wall Street ai massimi e fanno crollare il petrolio. I future australiani indicano un’apertura positiva, mentre il dollaro australiano si rafforza
La Borsa australiana si prepara a una nuova seduta positiva, sostenuta dalle speranze di una de-escalation tra Stati Uniti e Iran e dalla possibilità che lo Stretto di Hormuz venga riaperto nel giro di uno o due giorni.
I future sull’ASX indicano un rialzo dello 0,4%, dopo la chiusura di martedì in progresso dell’1,4% a 9.146 punti.
Anche il dollaro australiano si è rafforzato, salendo dello 0,7% a 70,4 centesimi statunitensi.
A guidare l’ottimismo sono state le dichiarazioni del segretario al Tesoro americano Scott Bessent, secondo il quale Washington e Teheran starebbero discutendo un’intesa per riaprire lo Stretto di Hormuz e riportare il conflitto verso una situazione più stabile.
«C’è la possibilità di un accordo oggi o domani», ha dichiarato Bessent.
Wall Street ai massimi storici
La reazione dei mercati americani è stata immediata.
Il Dow Jones ha guadagnato l’1,7%, chiudendo a 54.086 punti e segnando un nuovo massimo storico per il secondo giorno consecutivo.
L’S&P 500 è salito dell’1,8% a 7.737 punti, mentre il Nasdaq Composite ha registrato il rialzo più forte, con un progresso del 2,6% a 26.585.
Gli investitori hanno interpretato le parole di Bessent come un segnale di possibile riduzione del rischio geopolitico.
La prudenza resta però necessaria. Negli ultimi mesi l’amministrazione Trump ha più volte annunciato progressi diplomatici con l’Iran, seguiti da nuove chiusure dello Stretto o dalla ripresa dei combattimenti.
Petrolio in forte calo
Il prezzo del Brent è crollato di quasi il 6%, scendendo a circa 78,88 dollari al barile.
La possibile riapertura dello Stretto di Hormuz ridurrebbe il rischio di interruzioni nelle forniture energetiche e allenterebbe la pressione sui costi di trasporto e carburanti.
Il calo del greggio ha avuto conseguenze anche sulle aspettative relative ai tassi d’interesse americani.
La probabilità di un aumento da parte della Federal Reserve a settembre è scesa dal 67% al 57%.
Un petrolio meno caro riduce infatti il rischio di una nuova accelerazione dell’inflazione e rende meno urgente un ulteriore irrigidimento monetario.
Le altre indicazioni dei mercati
L’oro è salito dello 0,6% a 4.077 dollari l’oncia, mentre il minerale di ferro è rimasto sostanzialmente stabile a 93,55 dollari la tonnellata.
Bitcoin ha guadagnato lo 0,9%, raggiungendo 64.306 dollari.
In Europa, il FTSE ha chiuso in rialzo dello 0,2% e lo Stoxx 600 dello 0,7%.
Il quadro complessivo indica una maggiore propensione al rischio, anche se gli investitori continuano a mantenere una parte delle risorse nei beni rifugio.
SpaceX cresce nei ricavi, ma il titolo scende
Tra le notizie societarie, SpaceX ha pubblicato i primi risultati trimestrali dopo la quotazione in Borsa.
I ricavi del trimestre aprile-giugno sono quasi raddoppiati, passando da 4,1 a 7,8 miliardi di dollari statunitensi.
La crescita è stata sostenuta soprattutto da Starlink, che rappresenta oltre metà del fatturato e ha aumentato i ricavi del 66%.
Le attività legate all’intelligenza artificiale hanno invece registrato un incremento di circa il 250%.
Le perdite operative complessive si sono ridotte da 970 a 143 milioni di dollari.
Nonostante i risultati superiori alle attese, le azioni SpaceX sono scese del 7,5% nelle contrattazioni successive alla chiusura.
A preoccupare il mercato sono state le spese in conto capitale, salite a oltre 18 miliardi di dollari, rispetto ai 2,83 miliardi dell’anno precedente.
Il rischio del credito privato
In Australia cresce anche l’attenzione sul settore del private credit, dopo il crollo finanziario di un vasto portafoglio immobiliare e alberghiero.
I liquidatori dovranno esaminare in tribunale il caso dell’ex imprenditore dell’ospitalità Jon Adgemis, che avrebbe accumulato debiti per 1,8 miliardi di dollari su proprietà acquistate per meno di 300 milioni.
Il caso riapre il dibattito sui prestiti concessi da soggetti non bancari e sulla limitata trasparenza del settore.
Il credito privato è meno regolamentato rispetto al sistema bancario tradizionale e può nascondere rischi difficili da individuare prima che emergano crisi o insolvenze.
Inizia una stagione societaria volatile
La seduta australiana si apre inoltre all’inizio di una fase delicata per gli investitori.
Nelle prossime settimane centinaia di società quotate, tra cui Commonwealth Bank, BHP e CSL, pubblicheranno i risultati annuali.
Le comunicazioni arriveranno in un contesto segnato dal rallentamento del mercato immobiliare, dall’inflazione ancora elevata, dal conflitto con l’Iran e dall’incertezza sulle prossime decisioni della Reserve Bank.
Le quotazioni potrebbero quindi registrare forti oscillazioni, soprattutto quando gli utili comunicati saranno inferiori o superiori alle aspettative del mercato.
Ottimismo, ma con prudenza
Le Borse stanno premiando la possibilità di un accordo che riapra stabilmente lo Stretto di Hormuz.
Un’intesa ridurrebbe il costo dell’energia, alleggerirebbe le pressioni inflazionistiche e migliorerebbe le prospettive per famiglie e imprese.
Ma il mercato sta reagendo a una promessa diplomatica, non ancora a un accordo firmato e applicato.
Per questo l’ASX potrebbe aprire in rialzo, ma la direzione delle prossime sedute dipenderà soprattutto da ciò che accadrà tra Washington e Teheran.
Se lo Stretto verrà realmente riaperto, l’ottimismo potrebbe consolidarsi.
Se invece le trattative falliranno, petrolio e mercati potrebbero invertire rapidamente la rotta.
