Il premio delle menzogne all’Anno 2025: PolitiFact snobba Trump

all'Anno 2025: PolitiFact snobba Trump gna candidata al premio è stata l’asserzione di Trump che il caso dei file di Epstein era una bufala creata da James Comey, ex diret tore dell’Fbi, e gli ex presidenti democratici Obama e Joe Biden.

E un’altra candidata al premio anche di Trump che ogni attac co alle imbarcazioni nei Caraibi “salva 25.000 vite americane”.

Per determinare se un’asser zione equivale a menzogna Po litiFact usa diverse strategie che includono l’inaccuratezza, le omissioni, la manipolazione vo lontaria, e le teorie di complotto.

Si considerano anche ambedue ideologie politiche in Usa per mantenere la loro obiettività.

Ecco come si spiega il fatto che oltre a Obama anche nomi di spicco del Partito Democratico come Hakeem Jeffries, leader dei democratici alla Camera, e il governatore dell’Illinois J. B.

Pritzker, sono anche stati consi derati per alcune asserzioni non veritiere. Il problema però è il numero delle asserzioni del pre sidente Usa che ne spara a raffica e PolitiFact non ha le risorse per esaminarle tutte. Da ricordare che il Washington Post fece pro prio questo con Trump nel suo primo mandato dal 2017 al 2021.

Furono calcolate 30 mila asser zioni che entravano nella cate goria di menzogne o asserzioni fuorvianti.

Trump ha usato l’espressione “iperbole veritiera” nel suo libro del 1987 “The Art of the Deal” per chiarire le sue asserzioni spro porzionate come “una forma innocente di esagerazione” ma anche come “forma efficace di comunicare”. Quindi ciò ci spie ga un po’ le sue costanti sparate.

Rispondendo a una richiesta di PolitiFact dove si trova la linea di demarcazione tra “iperbole veri tiera” e “asserzioni false” la Casa Bianca ha risposto raggirando la domanda.

La portavoce di Trump Kush Desai ha detto che “la fiducia degli americani sui media è ai livelli più bassi” e che per quan to riguarda la “disinformazione i media dovrebbero guardarsi allo specchio invece di dirigere il loro dito al presidente Trump”. La De sai non ha tutti i torti poiché la fiducia degli americani sui me dia si trova al 28 percento anche se bisogna notare che tante altre istituzioni non ricevono voti mi gliori.

Nell’intervista alla Pbs la Sanders ha chiarito che la disin formazione non viene semplice mente dalla Casa Bianca, addi tando a un altro grave pericolo: l’uso dell’intelligenza artificiale per creare immagini e contenu ti fuorvianti, creando dubbi su ciò che è reale o no. Ha comple tamente ragione. L’ascesa delle piattaforme e delle reti sociali hanno creato una cacofonia di messaggi permettendo a chiun que di pubblicare notizie poten zialmente credibili ma spesso impossibili da verificare o alme no richiedenti di un po’ di ricer ca per determinare la veridicità.

Uno dei problemi è ovviamente che anche i media tradizionali fanno anche uso delle piattafor me e reti sociali per divulgare i loro contenuti mescolando in formazioni legittime con altre potenzialmente false o fuorvian ti che sfuggono al fact-checking.

Più prevalgono questi tipi di no tizie più mettono in pericolo la realtà condivisa che ci permette di agire a partecipare nel siste ma democratico. Ci vorrebbero regole ma ai regimi autoritari e altri aspiranti tali stabilire que ste regole non entra nemmeno nella discussione. Il lavoro di PolitiFact e altre agenzie di factchecking continuerà a divenire sempre più difficile erodendo sempre più le democrazie.

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