Questa settimana vengo a sapere che ho nuovi amici… grandi amici. Mi fa piacere, davvero.
Non lo sapevo, ma apprendo con piacere che, a quanto pare, tra noi è nata una nuova e solida amicizia. Detto questo, proprio perché le amicizie vere dovrebbero essere fondate sulla sincerità e non sulle convenienze, mi aspetto che a questa nuova stagione corrispondano anche scelte diverse. Non semplicemente parole, strette di mano, fotografie e dichiarazioni di buone intenzioni.
È arrivato il momento di dimostrare che qualcosa può davvero cambiare. E cambiare significa, soprattutto, avere il coraggio di scegliere. Scegliere persone capaci, preparate, indipendenti e che sappiano rappresentare la comunità italiana con assoluta autorevolezza. Scegliere chi ha esperienza e conoscenza del campo, non chi è semplicemente disponibile a eseguire gli ordini tra un’esibizione canora e l’altra.
Per troppo tempo abbiamo assistito al solito teatrino e a una rete di piccoli interessi, riconoscenze personali, amicizie utili e appartenenze che finisce per soffocare il merito e allontanare le persone migliori. E allora, se davvero siamo diventati grandi amici, mi aspetto qualcosa di più. Mi aspetto scelte coraggiose. Mi aspetto che, finalmente, si possano mettere da parte i burattinai e, con loro, anche i burattini.
Una comunità non cresce quando si distribuiscono favori. Cresce quando si valorizzano competenze, responsabilità e serietà. Cresce quando le persone vengono scelte per ciò che sanno fare e non per chi conoscono.
L’amicizia, se è autentica, non dovrebbe chiedere obbedienza né garantire privilegi. Dovrebbe consentire di dirsi la verità, anche quando è scomoda. Perciò, ben venga questa nuova amicizia. Ma adesso aspettiamo i fatti.
Da un lato c’è chi offre unità, dialogo e la possibilità di superare divisioni che, negli anni, hanno finito per indebolire tutti. Dall’altro, però, resta il rischio che dietro le parole nuove si nascondano ancora vecchie logiche, vecchi equilibri e gli stessi meccanismi di sempre.
L’unità, infatti, non può essere soltanto uno slogan buono per le occasioni pubbliche. Unire significa avere il coraggio di mettere da parte personalismi e interessi, per costruire qualcosa che appartenga davvero a tutti.
