Ci sarebbe da essere contenti. Un ente finanziato dal Governo italiano starebbe lavorando a un libro dedicato alle storie degli italiani che hanno contribuito alla crescita della nostra comunità nel NSW. Una bella idea. Anzi, un’iniziativa che, sulla carta, meriterebbe sostegno, perché una comunità che non conserva la propria memoria è destinata a perdere la propria identità.
Il problema nasce quando, accanto alle storie da raccontare, comincia a comparire anche una sorta di “lista nera” di persone che, secondo quanto ci è stato riferito, non dovrebbero essere incluse perché la loro presenza potrebbe risultare “offensiva”.
Tra i nomi che sarebbero stati esclusi, a quanto sembra, figurerebbero anche persone legate a questa redazione. Se la notizia fosse confermata, sarebbe un fatto grave. Non perché tutti debbano necessariamente essere celebrati, né perché un libro debba trasformarsi in un catalogo indistinto di meriti. Ma perché la memoria collettiva non può essere amministrata sulla base di simpatie personali, appartenenze, rapporti di potere o risentimenti.
E c’è un particolare che rende tutto ancora più surreale. Gli stessi signori che oggi, secondo queste informazioni, sembrerebbero voler stabilire chi è degno di entrare nella storia della comunità, fino a ieri chiedevano se fossimo stati disponibili a unirci a loro per una lista elettorale.
Stare insieme a questa gente? Difficile immaginare una risposta diversa da quella che già conoscono. La politica comunitaria, per quanto ci riguarda, dovrebbe servire a costruire, non a selezionare gli amici e cancellare gli scomodi. E un ente sostenuto con risorse pubbliche italiane dovrebbe avere, più di altri, il dovere di garantire criteri trasparenti, inclusivi e verificabili.
Se davvero esiste una lista di persone considerate “offensive”, sarebbe interessante conoscerne i criteri e soprattutto sapere chi li ha stabiliti. Perché la storia della nostra comunità appartiene alla comunità. Non a chi, di volta in volta, si attribuisce il diritto di decidere chi può essere ricordato e chi deve essere dimenticato.
È probabilmente questa, purtroppo, una delle immagini più amare della bassezza alla quale sono arrivati costoro signori, non potendo cancellare i nomi che non riescono a controllare.
