Una strana assenza

Dimissioni? Malattia? Congedo?

Quando una figura di riferimento della nostra comunità italiana non compare al consueto appuntamento annuale – spesso discusso, ma sempre molto partecipato – che riunisce rappresentanti della comunità, ambasciatori, consoli e, in alcune occasioni, le più alte cariche politiche australiane, è inevitabile che qualche interrogativo si faccia strada.

Parliamo dell’assenza dell’ex General Manager del Co.As.It. di Sydney, Thomas Camporeale, al Ballo Annuale impropriamente definito “Nazionale”, e della notizia – riportata dalla stampa – secondo cui avrebbe lasciato la guida del principale ente italiano di servizi comunitari.

Non spetta a noi dare credito ai messaggi giunti in redazione con presunte “notizie bomba” sulle ragioni delle dimissioni. Al di là del contenuto delle segnalazioni private, un’altra testata ha annunciato la pubblicazione di un’intervista “esclusiva” con il manager dimissionario, presentata come occasione per ripercorrere una carriera definita “di alto profilo”.

A titolo di cronaca, ricordiamo ai lettori che Camporeale non ha mai ritenuto opportuno instaurare un dialogo con la testata Allora!, preferendo un rapporto esclusivo con altre realtà mediatiche. Un’impostazione che, a nostro avviso, ha rappresentato un limite nella gestione della comunicazione pubblica dell’ente.

Nel corso degli anni, la nostra testata ha più volte richiesto all’ex Manager chiarimenti su questioni di interesse comunitario – dall’Italian Forum alla Biblioteca Italiana, dalla Casa d’Italia ai fondi raccolti per Amatrice – senza ottenere riscontro, mentre l’interlocuzione è proseguita altrove.

È probabile che, ancora una volta, questi temi non trovino spazio nell’intervista “a tavolino” annunciata. Chi ricopre ruoli di responsabilità in istituzioni importanti diventa inevitabilmente oggetto di attenzione pubblica e di legittime domande.

Da parte nostra, auspichiamo che queste dimissioni segnino un nuovo inizio per il Co.As.It. L’ente merita un dialogo più aperto con l’intera comunità, lasciandosi alle spalle posizioni difensive e un approccio che, a nostro avviso, ha talvolta mostrato tratti di autoreferenzialità nella gestione finora adottata.