Meloni dopo il voto sulle preferenze: “Ha vinto la palude. Un’occasione persa per gli italiani”
15/07/2026Emanuele EspositoPoliticsComments Off on Meloni dopo il voto sulle preferenze: “Ha vinto la palude. Un’occasione persa per gli italiani”
Dopo la bocciatura, per un solo voto, dell’emendamento che avrebbe reintrodotto il voto di preferenza nella nuova legge elettorale, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni rompe il silenzio con un duro messaggio pubblicato sui social.
Il testo arriva poche ore dopo il voto alla Camera che ha visto l’emendamento respinto con 188 voti contrari e 187 favorevoli, un risultato che ha provocato forti tensioni all’interno della maggioranza e acceso il dibattito politico.
“Ha vinto la palude”
“Ci abbiamo provato. Ha vinto di nuovo la palude”, scrive Meloni, definendo la sconfitta come l’ennesima occasione mancata per restituire agli elettori la possibilità di scegliere direttamente i propri rappresentanti.
Secondo la premier, il Governo aveva tentato di superare oltre trent’anni di liste bloccate introducendo nuovamente il voto di preferenza.
“Abbiamo provato a reintrodurre le preferenze nella legge elettorale dopo più di 30 anni di liste bloccate.”
L’accusa sul voto segreto
Meloni punta il dito anche contro le opposizioni, accusandole di aver chiesto il voto segreto.
“Abbiamo chiesto che si votasse con voto palese e che ognuno mettesse la faccia sul suo voto, ma le opposizioni hanno voluto il voto segreto”, afferma.
La presidente del Consiglio sostiene inoltre che la sinistra abbia votato compatta contro la riforma, pur riconoscendo che anche nella maggioranza sono mancati alcuni voti decisivi.
“Anche nella maggioranza sono mancati diversi voti, e su questo serve una riflessione.”
Parole che sembrano aprire una verifica politica interna dopo una sconfitta tanto inattesa quanto pesante.
“Un’occasione persa”
Nel suo messaggio Meloni sottolinea come il provvedimento sia stato respinto per un solo voto.
“Un’occasione persa per gli italiani, ma era giusto provarci.”
La premier ribadisce quindi che il tentativo era finalizzato a rafforzare il rapporto diretto tra elettori ed eletti, riportando il sistema delle preferenze dopo decenni di candidature determinate principalmente dalle segreterie dei partiti.
La stoccata finale alle opposizioni
Il post si conclude con un passaggio particolarmente duro.
“La scena dell’opposizione che esulta come se avesse vinto un Mondiale per aver impedito ai cittadini di poter scegliere i propri parlamentari dice tutto.”
Una frase destinata ad alimentare ulteriormente lo scontro politico, mentre resta aperto il dibattito sul futuro della riforma elettorale.
Il nodo politico
La bocciatura dell’emendamento rappresenta uno dei passaggi più delicati dell’iter della riforma elettorale. Oltre al significato politico della sconfitta, il voto ha evidenziato le difficoltà della maggioranza nel mantenere la compattezza su un tema considerato strategico dal Governo.
Resta ora da capire se l’esecutivo tenterà nuovamente di riproporre il tema delle preferenze nel prosieguo dell’esame parlamentare o se la riforma proseguirà mantenendo l’attuale impianto delle liste bloccate.
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