La farsa elettorale

La riforma del voto all’estero ridisegna le ripartizioni e cancella il peso politico dell’Australia

La partita è ormai entrata in una nuova fase. La Camera dei deputati ha approvato la riforma che modifica il sistema di rappresentanza degli italiani all’estero, introducendo un nuovo assetto dei collegi che cambia radicalmente gli equilibri territoriali.

Per gli italiani d’Australia il risultato viene vissuto come uno smacco politico: una comunità storicamente organizzata e protagonista nel sistema della rappresentanza viene accorpata nel grande contenitore del “Resto del Mondo” insieme al Sud America.

Una scelta che, secondo molti rappresentanti della comunità, rischia di trasformare milioni di elettori, con storie, esigenze e realtà profondamente diverse, in un unico bacino elettorale dominato esclusivamente dai numeri.

Il peso demografico dell’America meridionale potrebbe infatti condizionare fortemente l’assegnazione dei seggi, lasciando Australia, Asia e Oceania con una rappresentanza sempre più marginale.

La riforma modifica il principio originario della Circoscrizione Estero, nata nel 2000 proprio per garantire una voce alle diverse comunità italiane sparse nel mondo. Il criterio territoriale, che riconosceva la specificità delle differenti aree geografiche, lascia spazio a un sistema maggiormente proporzionale e accentrato.

Nel mirino delle critiche finisce anche il MAIE guidato da Ricardo Merlo, nato con la promessa di essere il punto di riferimento politico degli italiani fuori dai confini nazionali.

Il timore è che, dopo decenni di rappresentanza, la comunità italiana in Australia possa diventare una semplice comparsa nella farsa teatrale della politica italiana in Sud America.