L’ex capitano australiano, oggi assistente tecnico della nazionale, ha segnato tre rigori ai Mondiali. In vista della sfida a eliminazione diretta contro l’Egitto, l’Australia sta provando in allenamento anche una possibile serie dal dischetto.
L’Australia si prepara ad affrontare l’Egitto nel turno dei 32 della Coppa del Mondo 2026, consapevole che la qualificazione potrebbe decidersi anche ai calci di rigore.
Per gestire uno dei momenti più delicati e carichi di tensione del calcio, i Socceroos possono contare sull’esperienza di Mile Jedinak, ex capitano della nazionale e oggi assistente dello staff tecnico australiano.
Jedinak conosce molto bene la pressione di un rigore mondiale. Durante la sua carriera ha trasformato tre penalty nelle fasi finali della Coppa del Mondo: uno nel 2014 e due nel 2018.
Soltanto cinque calciatori nella storia della competizione hanno segnato più rigori di lui, senza considerare quelli realizzati durante le serie finali. Il suo bottino lo colloca alle spalle di campioni come Harry Kane e Lionel Messi e allo stesso livello di Cristiano Ronaldo.
Un’esperienza importante per una nazionale che, contro l’Egitto, potrebbe trovarsi a giocare 120 minuti e successivamente affidare il proprio destino ai tiri dagli undici metri.
Jedinak: “Bisogna concentrarsi soltanto sull’obiettivo”
Per l’ex capitano australiano, il segreto è riuscire a isolarsi da tutto ciò che accade intorno al giocatore.
«Per me era molto semplice. Mi concentravo sempre su quello che dovevo fare, e quello che dovevo fare era mettere il pallone in fondo alla rete», ha spiegato Jedinak.
L’ex centrocampista ha ricordato come, nei momenti precedenti al tiro, cercasse centrocampista ha ricord di controllare la situazione e di non lasciarsi distrarre dalla pressione, dal pubblico o dall’importanza della partita.
«Bisogna vivere il momento, controllare il pallone e cercare di non concentrarsi su nient’altro. Ho avuto la fortuna di poterlo fare alcune volte per il mio Paese».
Jedinak ha realizzato uno dei suoi rigori mondiali contro i Paesi Bassi nel 2014, mentre nel torneo del 2018 è andato a segno dal dischetto contro Danimarca e Francia.
L’importanza della ripetizione
Preparare una squadra a una possibile serie di rigori non è semplice. Molti calciatori, infatti, non sono rigoristi abituali nei rispettivi club e alcuni potrebbero non aver mai calciato un penalty in una partita professionistica.
Secondo Jedinak, ogni giocatore deve costruire una propria routine e trovare un metodo personale per affrontare il momento.
«Bisogna permettere ai singoli calciatori di capire quale sia il proprio processo. E questo si può fare soltanto attraverso la ripetizione», ha sottolineato.
Allenarsi dal dischetto può aumentare la familiarità con il gesto tecnico, ma non può riprodurre completamente la tensione di una partita mondiale a eliminazione diretta.
«È difficile farlo continuamente in una partita se non vengono assegnati rigori. L’importante è acquisire familiarità e capire cosa ti permette, in quel momento, di sentirti nella condizione giusta e di trovare la soluzione migliore».
Hrustic unico superstite dello spareggio contro il Perù
Tra i calciatori attualmente presenti nella rosa australiana, Ajdin Hrustic è l’unico ad aver partecipato, come rigorista, alla serie contro il Perù che permise ai Socceroos di qualificarsi alla Coppa del Mondo 2022.
Quella partita, giocata a Doha nel giugno 2022, terminò senza reti dopo i tempi supplementari. L’Australia vinse ai rigori, anche grazie all’ingresso del portiere Andrew Redmayne, diventato protagonista decisivo della serata.
L’esperienza maturata contro il Perù potrebbe rivelarsi preziosa, ma il gruppo australiano è profondamente cambiato. Ben 17 giocatori stanno infatti disputando il loro primo Mondiale.
Per questo motivo lo staff tecnico ha deciso di dedicare una parte degli allenamenti alla simulazione di una vera serie dal dischetto.
Circati: “Abbiamo ricreato una situazione reale”
Il difensore Alessandro Circati ha confermato che i Socceroos hanno iniziato a provare i rigori in allenamento, dividendo la rosa in due squadre e cercando di rendere la simulazione il più possibile simile a quella di una partita.
«Abbiamo iniziato lunedì a provare le serie di rigori, cercando di farlo come in una situazione reale. Abbiamo formato due squadre e calciato i rigori nel modo corretto», ha raccontato Circati.
Il difensore ha però ricordato che, dopo 120 minuti di gioco, le condizioni fisiche e mentali dei calciatori possono essere molto diverse rispetto a quelle di una normale seduta di allenamento.
Inoltre, non è possibile sapere in anticipo quali giocatori saranno ancora in campo al termine dei tempi supplementari.
«Tutto dipende dalla pratica, ma durante la partita, dopo 120 minuti, possono cambiare moltissime cose. I giocatori che iniziano l’incontro potrebbero non essere quelli che si troveranno in campo alla fine».
La prova di maturità contro il Paraguay
Nonostante l’inesperienza internazionale di molti elementi della rosa, Circati ritiene che l’Australia abbia già dimostrato di saper gestire situazioni di grande pressione.
Il difensore ha indicato come esempio la partita contro il Paraguay, nella quale i Socceroos avevano bisogno di ottenere almeno un punto per proseguire il proprio cammino nel torneo.
«Credo che la partita contro il Paraguay, considerando quello che c’era in palio, sia stata importante. Se non avessimo conquistato quel punto, probabilmente non saremmo qui».
La sfida contro l’Egitto rappresenterà però un test ancora più impegnativo. Non ci saranno possibilità di recuperare in una partita successiva: chi perde viene eliminato dal Mondiale.
«Sappiamo che è una partita a eliminazione diretta. Ognuno la affronterà a modo proprio e reagirà alle emozioni in maniera differente».
L’Australia continua quindi a lavorare sulla preparazione tattica e fisica della partita, senza trascurare lo scenario dei tempi supplementari e dei calci di rigore.
In caso di arrivo dal dischetto, l’esperienza e i consigli di Mile Jedinak potrebbero diventare una delle armi più importanti dei Socceroos per conquistare la qualificazione.
