Djokovic infinito: batte Auger-Aliassime dopo cinque ore e ritrova Sinner in semifinale a Wimbledon

Novak Djokovic supera Felix Auger-Aliassime in una battaglia epica chiusa al quinto set: 7-6(10), 3-6, 6-3, 6-7(4), 7-6(4). Il serbo, 39 anni, conquista un’altra semifinale a Wimbledon e ora sfiderà Jannik Sinner, campione in carica, in un incrocio che profuma già di finale anticipata.

Una maratona da leggenda

Novak Djokovic non finisce mai.

Il sette volte campione di Wimbledon ha superato Felix Auger-Aliassime dopo una battaglia durata oltre cinque ore, chiusa con il punteggio di 7-6(10), 3-6, 6-3, 6-7(4), 7-6(4). Una partita durissima, nervosa, fisica, arrivata fino al super tie-break del quinto set, dove il serbo ha ancora una volta dimostrato perché la sua carriera appartiene alla storia del tennis.

Auger-Aliassime ha spinto Djokovic al limite. Ha servito con coraggio, ha risposto alla pressione, ha rimesso in piedi la partita nel quarto set e ha trascinato il campione serbo dentro una notte di fatica e tensione. Ma nel momento finale, quando il margine era minimo, Djokovic ha trovato lucidità, esperienza e freddezza.

Il quinto set della verità

Il match si è deciso nell’ultimo atto.

Dopo quattro set di equilibrio e strappi improvvisi, Djokovic e Auger-Aliassime sono arrivati al quinto senza più margini. Ogni punto pesava come un game, ogni errore poteva diventare definitivo.

Nel super tie-break, però, Djokovic ha cambiato passo. Ha preso il controllo degli scambi, ha letto meglio il servizio del canadese e ha chiuso 10-4, urlando tutta la sua liberazione verso il pubblico del Centre Court.

È stata una vittoria di testa prima ancora che di tennis.

Record su record

Con questo successo, Djokovic raggiunge un’altra semifinale a Wimbledon e continua a riscrivere i primati del torneo.

Secondo The Times, quella contro Auger-Aliassime è stata una delle partite più lunghe e intense dei quarti maschili a Wimbledon, con una durata indicata in 5 ore e 15 minuti. Il serbo ha raggiunto la sua 15ª semifinale a Wimbledon e l’ottava consecutiva, superando Roger Federer per continuità di presenze tra i migliori quattro sull’erba londinese.

A 39 anni, Djokovic continua a inseguire il suo 25° titolo Slam, un obiettivo che trasformerebbe ulteriormente una carriera già irripetibile.

Auger-Aliassime esce a testa altissima

Felix Auger-Aliassime lascia Wimbledon con una sconfitta dolorosa, ma con una prestazione enorme.

Il canadese ha giocato da grande interprete dell’erba: servizio potente, aggressività, discese a rete e capacità di reggere mentalmente nei momenti più caldi. Dopo aver perso un primo set durissimo al tie-break, ha reagito vincendo il secondo. Poi, sotto due set a uno, ha trovato ancora la forza per portare Djokovic al quinto.

Non è bastato. Ma contro questo Djokovic, in una partita così, perdere non significa crollare. Significa essere arrivati vicinissimi all’impresa.

Ora c’è Sinner

La semifinale sarà quella che Wimbledon aspettava: Jannik Sinner contro Novak Djokovic.

Sinner ha battuto Jan-Lennard Struff in tre set, 7-5, 7-6(4), 6-3, conquistando la sua semifinale e continuando la difesa del titolo. Reuters ha sottolineato la solidità dell’azzurro, capace di resistere al servizio pesante del tedesco e di annullare un set point nel secondo parziale.

Ora l’italiano ritroverà Djokovic in uno scontro dal peso enorme.

Una rivalità che cresce

Sinner e Djokovic si conoscono bene.

Lo scorso anno, proprio a Wimbledon, Sinner aveva battuto il serbo in semifinale in tre set. Djokovic si era poi preso la rivincita quest’anno agli Australian Open, superando l’italiano in cinque set nella semifinale di Melbourne.

Ora arriva il nuovo capitolo.

Da una parte il campione in carica, numero uno del mondo, simbolo del nuovo tennis italiano. Dall’altra il più grande maratoneta mentale della storia moderna del tennis, ancora affamato, ancora competitivo, ancora capace di vincere partite impossibili.

Wimbledon ha la sua semifinale da copertina

Quella tra Sinner e Djokovic non sarà solo una semifinale.

Sarà uno scontro generazionale, tecnico e psicologico. Sinner arriva più fresco, dopo una vittoria in tre set. Djokovic arriva più provato, ma carico di una battaglia che può anche dargli ulteriore energia emotiva.

Il punto sarà capire quanto il serbo avrà recuperato dopo oltre cinque ore di lotta. Il punto sarà capire se Sinner riuscirà a imporre subito ritmo, risposta e pressione da fondo campo.

Perché contro Djokovic non basta giocare bene. Bisogna chiudere le porte, una dopo l’altra, senza lasciargli spiragli.

Il campione che non abdica

Djokovic non sta semplicemente inseguendo un altro titolo.

Sta combattendo contro il tempo, contro il fisico, contro una nuova generazione che vuole prendergli definitivamente il trono. Ma ogni volta che sembra vicino al limite, trova un modo per restare dentro la storia.

La vittoria contro Auger-Aliassime è l’ennesima prova: Djokovic può soffrire, può tremare, può perdere set, può sembrare vulnerabile. Ma finché c’è un punto da giocare, non è mai finito.

Ora davanti a lui c’è Sinner.

E Wimbledon si prepara a una semifinale che vale molto più di un posto in finale: vale un altro pezzo di storia.