Sinner vola in finale a Wimbledon: Djokovic battuto in tre set, ora c’è Zverev

Prestazione perfetta dell’azzurro sul Centrale: Jannik Sinner supera Novak Djokovic 6-4, 6-4, 6-4 in 2 ore e 21 minuti e conquista per il secondo anno consecutivo la finale di Wimbledon. Domenica affronterà Alexander Zverev, fresco campione del Roland Garros.

Sinner domina Djokovic e torna in finale

Jannik Sinner è di nuovo in finale a Wimbledon.

Il numero 1 del mondo ha battuto Novak Djokovic in tre set, con il punteggio di 6-4, 6-4, 6-4, firmando una delle prestazioni più solide e mature della sua carriera sull’erba londinese. Il match è durato 2 ore e 21 minuti e ha visto l’azzurro sempre in controllo, concentrato dal primo all’ultimo punto e praticamente inattaccabile al servizio. Associated Press ha definito la prova di Sinner dominante, sottolineando che il successo lo porta alla finale contro Alexander Zverev.

Per Sinner è la seconda finale consecutiva ai Championships, dopo il titolo conquistato lo scorso anno contro Carlos Alcaraz. Ora l’altoatesino avrà la possibilità di difendere la corona di Wimbledon e inseguire il quinto titolo Slam della carriera.

Una partita costruita sul servizio

Il dato che racconta meglio la partita è il servizio.

Sinner ha chiuso con 16 ace e ha concesso una sola palla break in tutto l’incontro. Contro uno dei migliori risponditori della storia del tennis, è un segnale enorme di forza tecnica e mentale.

Le percentuali con la prima palla sono state altissime: 88% di punti vinti con la prima per l’azzurro, contro il 76% di Djokovic. Il serbo ha provato a resistere, ad accorciare gli scambi, a usare esperienza e variazioni, ma Sinner non gli ha mai permesso di entrare davvero nella partita.

Tre set, tre break decisivi

Il primo set si decide sul 4-4.

Sinner trova il break con un passante di rovescio lungolinea fulminante, una giocata che spezza l’equilibrio e manda un messaggio chiaro a Djokovic: ogni spiraglio verrà punito.

Nel secondo parziale il serbo prova ad aggrapparsi al servizio e annulla diverse palle break, ma sul 4-3 Sinner colpisce ancora. Questa volta sorprende Djokovic con una palla corta di diritto e si apre la strada verso il 6-4.

Nel terzo set l’azzurro parte subito forte, strappa la battuta a Nole in avvio e mette la partita sui binari più favorevoli.

Djokovic prova l’ultimo assalto

Djokovic, a 39 anni, non si arrende.

Nel terzo set si procura l’unica palla break della sua partita, cercando di rientrare nel match e riaccendere il Centrale. Ma Sinner la cancella con un ace, con la freddezza dei grandi campioni.

È il momento che chiude di fatto la semifinale. Da lì in avanti l’azzurro segue i propri turni di battuta, resta lucido e chiude al primo match point.

The Times ha raccontato proprio quel passaggio chiave: Djokovic trova la sua prima occasione in risposta, ma Sinner risponde con un servizio implacabile e mantiene il controllo del terzo set.

Settima vittoria su Djokovic

Con questo successo, Sinner batte Djokovic per la settima volta in carriera.

Non è più un risultato episodico. È ormai una rivalità in cui l’azzurro ha dimostrato di poter reggere e superare il più grande vincitore Slam della storia nei momenti più pesanti.

Djokovic entra comunque nella storia del torneo: a 39 anni è diventato il secondo giocatore più anziano a disputare una semifinale a Wimbledon dopo l’australiano Ken Rosewall. Ma questa volta l’esperienza non è bastata.

Davanti ha trovato un Sinner più fresco, più continuo e più potente.

“Bellissimo tornare in finale”

A fine partita Sinner ha parlato con soddisfazione e lucidità.

“È bellissimo tornare in finale qui, è un posto speciale”, ha detto l’azzurro, sottolineando l’atmosfera del Centrale e la difficoltà di affrontare Djokovic. “Oggi ho cercato di essere aggressivo e servire bene contro il miglior risponditore del circuito. Sono soddisfatto”.

Sinner ha poi aggiunto di aver dovuto alzare il livello e di esserci riuscito grazie al lavoro con il suo team.

Ha anche scherzato sulla presenza in tribuna di grandi nomi della moda, tra cui Anna Wintour: “È stato un po’ strano, un po’ impressionante. Ma sono un tennista e devo mettere la palla in campo”.

Domenica la finale contro Zverev

In finale Sinner affronterà Alexander Zverev, numero 3 del mondo e recente vincitore del Roland Garros.

Il tedesco ha raggiunto l’ultimo atto battendo il britannico Arthur Fery in tre set, 7-6(0), 6-2, 6-4, interrompendo la favola della wild card di casa. Reuters ha evidenziato la solidità di Zverev, capace di dominare con servizio e diritto dopo un primo set combattuto.

Zverev giocherà la sua quinta finale Slam e proverà a vincere due major consecutivi, dopo il trionfo di Parigi. Per la Germania è una finale storica: AP ricorda che Zverev è il primo tedesco in finale a Wimbledon dai tempi di Boris Becker nel 1995.

Sinner già qualificato per Torino

La vittoria contro Djokovic consegna a Sinner anche un altro traguardo.

L’azzurro è matematicamente qualificato per le Nitto ATP Finals di Torino, torneo che ha già vinto nelle ultime due edizioni.

È la conferma di una stagione ancora una volta ad altissimo livello, nonostante qualche difficoltà precedente e la pressione di difendere il titolo a Wimbledon.

Il campione è ancora lì

Sinner arriva alla finale con numeri impressionanti.

È l’italiano con più titoli e più partite vinte negli Slam in singolare maschile. Con la vittoria su Djokovic raggiunge quota 99 successi nei major e si prepara a inseguire il centesimo proprio nella finale più importante.

Ma oltre ai numeri resta la sensazione lasciata dalla partita: Sinner ha giocato da campione in carica.

Ha servito con autorità, ha risposto con profondità, ha gestito i momenti chiave, non ha mai perso il controllo emotivo e ha trasformato ogni set in una dimostrazione di superiorità.

Wimbledon aspetta il duello finale

Domenica il Centrale avrà la sua finale: Sinner contro Zverev.

Da una parte il campione in carica, numero 1 del mondo, alla ricerca del secondo Wimbledon consecutivo. Dall’altra il tedesco, fresco vincitore del Roland Garros, pronto a confermare il proprio salto definitivo tra i grandi.

Sinner, però, arriva con la forza di chi ha appena battuto Djokovic senza concedergli un set.

E a Wimbledon, oggi, il messaggio è chiarissimo: il campione è ancora lui.