G7 di Evian: Ucraina, Iran e Hormuz al centro del vertice. Trump: “Mosca deve fare un accordo”

EVIAN (Francia) – Si chiude oggi il G7 di Evian, in Francia, dominato dalle grandi crisi internazionali e da una presenza particolarmente attiva del presidente americano Donald Trump, protagonista di una serie di incontri bilaterali e dichiarazioni che hanno segnato il summit.

Al centro dei lavori ci sono stati due dossier principali: la guerra in Ucraina e la nuova fase dei rapporti tra Stati Uniti e Iran dopo il memorandum d’intesa annunciato nei giorni scorsi.

Trump: “La Russia deve fare un accordo”

Dopo l’incontro con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, Trump ha ribadito la necessità di arrivare a una soluzione negoziata del conflitto.

“La Russia deve fare un accordo. Farò tutto ciò che è in mio potere”, ha dichiarato il presidente americano.

Trump ha rivelato di aver parlato sia con Zelensky sia con Vladimir Putin negli ultimi giorni, ammettendo che la guerra si sta rivelando più difficile da risolvere del previsto.

“Ho risolto otto guerre. Pensavo che questa fosse la più semplice, ma purtroppo i due leader non riescono a trovare un punto d’incontro.”

Nel frattempo il G7 ha adottato una dichiarazione congiunta che conferma il sostegno all’Ucraina e prevede un rafforzamento delle sanzioni contro Mosca, in particolare nei settori energetici del petrolio e del gas.

Iran, Trump annuncia la “seconda fase”

Grande attenzione anche per il dossier iraniano.

Trump ha definito il recente accordo tra Washington e Teheran un risultato storico e ha annunciato che ora si passa a una nuova fase negoziale.

“Sull’Iran ora si passa alla seconda fase. Sarà più semplice della precedente.”

Il presidente americano ha ribadito che l’obiettivo resta quello di impedire definitivamente all’Iran di ottenere armamenti nucleari.

“Vogliamo ottenere l’uranio arricchito. L’Iran non avrà mai la bomba nucleare.”

Trump ha inoltre confermato l’intenzione di presentare l’accordo al Congresso americano e di illustrarne integralmente il contenuto in una prossima conferenza stampa.

Hormuz, Europa pronta alla missione navale

Uno dei risultati più concreti del summit riguarda la sicurezza dello Stretto di Hormuz, fondamentale per il commercio energetico mondiale.

Il presidente francese Emmanuel Macron ha annunciato che Francia e Regno Unito sono pronti a guidare una missione internazionale con il supporto di Italia e Paesi Bassi per garantire la libertà di navigazione.

“Possiamo schierare fregate entro 48 ore e, se necessario, anche la portaerei Charles de Gaulle.”

Trump ha confermato che il passaggio marittimo sarà completamente riaperto.

“Lo stretto sarà aperto completamente, senza pedaggi.”

Meloni protagonista tra diplomazia e ironia

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha avuto diversi incontri bilaterali, tra cui quello con il presidente degli Emirati Arabi Uniti Mohammed bin Zayed Al Nahyan, concentrato proprio sulla sicurezza di Hormuz e sulla stabilità del Golfo.

Particolarmente osservato anche il colloquio con Trump, definito da fonti diplomatiche un “utile chiarimento” all’insegna dell’unità occidentale.

Durante una pausa dei lavori, Meloni ha strappato sorrisi ai leader presenti commentando la propria cravatta chiara.

“Potete considerarmi una combattente.”

Una battuta accolta con il sorriso dal presidente del Consiglio europeo Antonio Costa, che ha replicato:

“Non solo una donna.”

Piano Mattei citato nella dichiarazione finale

Tra le tre dichiarazioni approvate dai leader figura anche un documento dedicato ai partenariati internazionali e allo sviluppo dell’Africa.

Nel testo viene esplicitamente citato il Piano Mattei, promosso dall’Italia, insieme alle principali iniziative internazionali per la cooperazione economica con il continente africano.

Un riconoscimento politico significativo per il governo italiano, che vede così inserita la propria strategia per l’Africa nel quadro delle iniziative sostenute dal G7.

Zelensky: “Putin non vuole fermare la guerra”

Dal canto suo Zelensky ha ribadito la propria disponibilità a incontrare il presidente russo in un Paese neutrale come Svizzera, Turchia o una nazione del Medio Oriente.

Secondo il leader ucraino, però, il problema resta la mancanza di volontà politica da parte del Cremlino.

“Putin non vuole mettere fine alla guerra.”

Il presidente ucraino ha inoltre rivendicato il recente attacco contro una raffineria nella regione di Mosca, definendolo una risposta agli attacchi russi contro il territorio ucraino.

Un G7 tra crisi globali e nuovi equilibri

Il vertice di Evian si chiude con un messaggio di sostegno a Kiev, un forte impegno sulla sicurezza energetica e la volontà di consolidare il nuovo accordo tra Stati Uniti e Iran.

Resta ora da capire se le aperture diplomatiche emerse in Francia riusciranno a tradursi in progressi concreti sui due principali fronti di crisi internazionale: la guerra in Ucraina e la stabilizzazione del Medio Oriente.