Paura, memoria e prudenza sanitaria si intrecciano nelle acque dell’Atlantico, dove la nave da crociera MV Hondius si dirige verso Tenerife con a bordo oltre cento persone coinvolte in un focolaio di hantavirus, malattia rara ma potenzialmente letale. La situazione ha spinto il direttore generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus, a raggiungere personalmente le Isole Canarie per coordinare le operazioni di evacuazione.
Il messaggio lanciato dall’OMS è chiaro: “Non è un nuovo Covid”. Eppure, l’arrivo della nave ha riacceso timori profondi nella popolazione locale, ancora segnata dalla pandemia del 2020. Tedros ha voluto rassicurare cittadini e autorità spiegando che il rischio di trasmissione alla popolazione resta basso e che la natura del virus è molto diversa da quella del coronavirus.
Secondo le autorità sanitarie, otto persone avrebbero contratto o mostrato sintomi compatibili con l’hantavirus e tre decessi sarebbero già stati registrati. Il ceppo identificato è quello delle Ande, l’unica variante nota capace di trasmettersi anche tra esseri umani attraverso contatti molto stretti.
La nave era partita dall’Argentina all’inizio di aprile per una crociera verso alcune remote isole dell’Atlantico meridionale. L’origine del contagio potrebbe essere legata a una coppia olandese che aveva viaggiato in Sud America, frequentando zone dove roditori infetti risultano presenti.
Nel frattempo, i passeggeri verranno trasferiti con rigide misure di sicurezza verso voli sanitari diretti nei rispettivi Paesi. Gli Stati Uniti hanno già predisposto il trasferimento dei cittadini americani in un centro di quarantena specializzato nel Nebraska. L’OMS raccomanda ora un isolamento preventivo di 42 giorni per tutti gli evacuati.

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