di Lorenzo Canu
Una serata di grande partecipazione e forte valore umano si è svolta sabato 23 maggio al Canada Bay Club, dove 325 persone hanno preso parte alla sesta edizione del Dine and Dance for a Cure, l’evento benefico biennale organizzato da Donato Bastone in memoria del padre Mario, scomparso nel 2012 dopo una lunga battaglia contro il cancro alla prostata.
Don Bastone ha aperto la serata raccontando la storia personale che ha dato origine all’iniziativa. Suo padre aveva combattuto la malattia per oltre vent’anni, attraversando periodi di remissione prima che il peso delle cure e delle terapie prendesse il sopravvento.
“Alla fine, la malattia e il peso delle cure lo hanno abbandonato negli ultimi anni della sua vita”, ha ricordato con emozione.
L’obiettivo fissato per questa edizione era chiaro fin dall’inizio: raccogliere 100.000 dollari necessari per avviare un nuovo programma di ricerca sostenuto dalla Prostate Cancer Foundation of Australia (PCFA).
“Ogni dollaro raccolto questa sera va direttamente a questa ricerca”, ha dichiarato Bastone davanti alla platea.
Tra gli interventi più toccanti della serata quello dell’Associate Professor Celi Varol, urologo specializzato in chirurgia robotica della prostata, che ha condiviso un episodio personale legato alla nascita di una tecnologia innovativa sviluppata in un garage insieme all’amico Eddie.
Varol ha raccontato di aver trascorso anni a sviluppare un sistema di laser focale per trattare il cancro alla prostata senza rimuovere l’organo, ricordando anche il momento in cui sua moglie fotografò quel lavoro sperimentale dicendo:
“Fammi fare una foto, non si sa mai dove può arrivare questa cosa”.
Quella stessa tecnologia ha poi salvato la vita al suo amico Eddie, al quale era stato diagnosticato un tumore alla prostata dopo un semplice controllo del PSA.
“Tutte queste cose devono essere, non so, destino, immagino”, ha raccontato Varol.
Tra i principali sostenitori dell’iniziativa anche Barry Robertson della J. & J. Robertson and Sons Transport, sponsor diamond dell’evento, che ha sottolineato l’importanza della prevenzione.
“Per me e la mia famiglia è importante che le persone si facciano testare”.
All’esterno del club era presente anche il camion simbolo della campagna, già esposto davanti al Parlamento di Canberra durante il lancio ufficiale del Committee for the Elimination of Prostate Cancer, con lo slogan:
“Un piccolo test per l’uomo, un grande passo per l’umanità”.
La serata è stata animata dagli interventi di Fausto Biviano e del MC Mark Kristian, mentre Monique Montez ha portato sul palco le interpretazioni di Tina Turner, Adele ed Edith Piaf accompagnata dalla Xpresso Martini Band guidata da Nick Bavarelli.
A chiudere la serata è stato ancora Don Bastone, con un appello semplice ma diretto rivolto a tutti gli uomini presenti:
“La prossima volta che fate un esame del sangue, chiedete al vostro medico di controllare il PSA. Richiede pochi secondi. Potrebbe salvarvi la vita”.
In Australia, un uomo su cinque riceverà una diagnosi di cancro alla prostata nel corso della vita. Tuttavia, oggi chi riceve una diagnosi ha il 95% di probabilità di essere ancora vivo dopo cinque anni. Nel 2013 i casi erano 63 ogni 100.000 uomini; oggi sono scesi a 33.
Numeri che raccontano i progressi della ricerca, della prevenzione e dell’impegno di chi continua a trasformare il dolore personale in speranza collettiva.
