Australia, via libera alla Camera alla maxi-riforma fiscale di Labor. Ora la battaglia si sposta al Senato

Il governo Albanese ha ottenuto una prima importante vittoria parlamentare facendo approvare alla Camera dei Rappresentanti il pacchetto di riforme fiscali contenuto nel bilancio federale presentato il mese scorso. La legislazione è passata senza modifiche grazie all’ampia maggioranza di cui dispone il Partito Laburista nella camera bassa.

La partita, tuttavia, è tutt’altro che conclusa. Il provvedimento dovrà ora affrontare il passaggio più delicato al Senato, dove Labor non dispone della maggioranza assoluta e dovrà necessariamente trovare il sostegno dei Verdi, della Coalizione o di una parte dei senatori indipendenti.

Cosa prevede il pacchetto fiscale

La riforma approvata dalla Camera riunisce in un unico disegno di legge alcune delle misure più significative del bilancio federale 2026.

Tra queste figurano:

  • un bonus fiscale da 250 dollari per i contribuenti;
  • una detrazione immediata fino a 1.000 dollari per i lavoratori;
  • nuove limitazioni ai vantaggi fiscali derivanti dal negative gearing;
  • modifiche alle concessioni sulla Capital Gains Tax (CGT), la tassa sulle plusvalenze.

Secondo il governo, il pacchetto rappresenta un intervento destinato ad alleggerire la pressione fiscale sulle famiglie australiane e a rendere più equo il sistema tributario.

Labor forte alla Camera, ma vulnerabile al Senato

Con 94 seggi alla Camera dei Rappresentanti, Labor non ha incontrato particolari difficoltà nell’approvazione della legge.

Diversa la situazione al Senato.

Qui il governo deve negoziare con opposizione, Verdi e indipendenti per ottenere il via libera definitivo. Ed è proprio nella camera alta che stanno emergendo le maggiori resistenze.

La Coalizione e i Verdi stanno infatti cercando di imporre indagini parlamentari più lunghe e approfondite sulle misure fiscali e sulle contemporanee riforme del National Disability Insurance Scheme (NDIS), uno dei programmi sociali più costosi del Paese.

Il rischio di ritardi

L’obiettivo del Tesoriere Jim Chalmers è approvare le principali misure del bilancio entro la fine di giugno.

Tuttavia le trattative in corso potrebbero rallentare notevolmente il calendario.

I Verdi, guidati dalla senatrice Larissa Waters, chiedono più tempo per esaminare le modifiche al sistema NDIS e hanno indicato come linea rossa il rinvio del voto finale almeno fino a luglio.

La Coalizione, invece, punta a un’indagine più approfondita sugli effetti economici delle nuove misure fiscali.

Se le opposizioni riuscissero a coordinarsi, il governo potrebbe essere costretto ad accettare tempi più lunghi e ulteriori audizioni parlamentari.

L’idea di David Pocock

Nel dibattito è intervenuto anche il senatore indipendente dell’ACT David Pocock, che ha avanzato una proposta alternativa.

Secondo Pocock, Verdi, indipendenti e Coalizione potrebbero utilizzare la loro maggioranza numerica al Senato per approvare immediatamente alcune parti del pacchetto fiscale – come il bonus da 250 dollari, la detrazione da 1.000 dollari e le modifiche al negative gearing – rinviando invece a un’inchiesta parlamentare separata le controverse modifiche alla Capital Gains Tax.

Una soluzione che permetterebbe di garantire rapidamente gli aiuti fiscali ai lavoratori senza rinunciare a un esame approfondito delle misure più contestate.

Una prova politica per Albanese

Per il governo Albanese si tratta del primo grande test parlamentare della nuova legislatura.

La capacità di Labor di costruire accordi al Senato sarà determinante non solo per l’approvazione della riforma fiscale, ma anche per il futuro delle altre misure economiche e sociali previste dal bilancio.

Nelle prossime settimane Canberra sarà dunque teatro di un intenso negoziato politico, con il governo impegnato a difendere il proprio programma e opposizioni e indipendenti pronti a utilizzare il loro peso parlamentare per modificare o rallentare le riforme.

La Camera ha dato il via libera. Adesso la vera battaglia comincia al Senato.