Schlein: «630 mila giovani italiani all’estero dal 2011». Il PD lancia la proposta “Diritto a Restare”

La fuga dei giovani torna al centro del dibattito politico

ROMA (Agenzia Vista) – Oltre 630 mila giovani italiani tra i 18 e i 34 anni hanno lasciato il Paese dal 2011 al 2024. È il dato richiamato dalla segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, durante la presentazione della proposta di legge “Diritto a Restare”, iniziativa con cui il PD punta ad affrontare una delle emergenze sociali più rilevanti degli ultimi anni: l’emigrazione delle nuove generazioni.

«Una proposta di legge che parte dalla consapevolezza che non c’è una soluzione che permetta poi alle giovani generazioni di decidere di restare. Ci sono tanti interventi in questa legge che provano a dare una buona ragione, almeno una buona ragione per restare», ha dichiarato Schlein nel corso della conferenza stampa organizzata a Roma.

Secondo i dati citati dalla leader democratica, tra il 2019 e il 2023 sono stati circa 192 mila i giovani tra i 25 e i 34 anni che hanno lasciato l’Italia per trasferirsi all’estero. Un numero già significativo che diventa ancora più allarmante se osservato in una prospettiva più ampia.

«Se guardiamo un po’ più lungo, come ha fatto prima Luca, dal 2011 al 2024 sono 630 mila giovani nella fascia 18-34 che hanno lasciato il nostro Paese», ha sottolineato Schlein facendo riferimento ai dati elaborati dalla Fondazione ISMU.

Un’emorragia demografica e professionale

Il fenomeno dell’emigrazione giovanile continua a rappresentare una delle principali sfide per l’Italia. Negli ultimi quindici anni centinaia di migliaia di ragazzi hanno scelto di costruire il proprio futuro in Paesi come Australia, Germania, Regno Unito, Canada, Paesi Bassi e altre economie avanzate, attratti da salari più elevati, maggiori opportunità professionali e sistemi meritocratici percepiti come più efficienti.

La questione non riguarda soltanto i cosiddetti “cervelli in fuga”. A lasciare l’Italia sono infatti laureati, tecnici specializzati, professionisti, ricercatori ma anche giovani lavoratori che non riescono a trovare condizioni economiche adeguate o prospettive di crescita nel proprio territorio.

Per gli esperti si tratta di una perdita doppia: economica, perché il Paese investe nella formazione di giovani che poi producono ricchezza altrove, e demografica, perché la partenza di migliaia di persone in età fertile contribuisce all’invecchiamento della popolazione e al calo delle nascite.

La proposta del Partito Democratico

Con il progetto “Diritto a Restare”, il Partito Democratico punta a introdurre una serie di misure destinate a migliorare le condizioni di vita e di lavoro delle nuove generazioni.

L’obiettivo dichiarato non è impedire ai giovani di partire, ma creare le condizioni affinché chi desidera costruire il proprio futuro in Italia possa farlo senza essere costretto a cercare opportunità all’estero.

Una sfida che coinvolge temi come occupazione stabile, salari, accesso alla casa, sostegno alla formazione, investimenti in innovazione e ricerca, oltre al rilancio delle aree interne e dei territori maggiormente colpiti dallo spopolamento.

Una questione che riguarda anche gli italiani nel mondo

Per le comunità italiane all’estero il tema assume un significato particolare. Molti dei nuovi emigrati si aggiungono infatti alle già numerose collettività italiane presenti nei cinque continenti, contribuendo alla crescita costante degli iscritti all’AIRE.

Secondo numerosi osservatori, la mobilità internazionale rappresenta una risorsa quando nasce da una scelta libera e da opportunità professionali. Diventa invece un problema quando la partenza è dettata dalla mancanza di alternative.

Per questo motivo il dibattito sul “diritto a restare” si inserisce in una riflessione più ampia sul futuro dell’Italia, sulla competitività del sistema economico e sulla capacità del Paese di trattenere talenti, competenze e nuove energie.

Una sfida che attraversa le generazioni

Al di là delle appartenenze politiche, il dato dei 630 mila giovani emigrati in tredici anni rappresenta un campanello d’allarme che coinvolge l’intero sistema Paese.

La vera sfida sarà trasformare il dibattito politico in interventi concreti e misurabili. Perché se partire può essere una scelta di crescita personale e professionale, un Paese che perde continuamente le sue nuove generazioni rischia di compromettere il proprio sviluppo economico, sociale e demografico.


Fonte: Agenzia Vista, dichiarazioni della segretaria del Partito Democratico Elly Schlein durante la conferenza stampa di presentazione della proposta di legge “Diritto a Restare”, Roma, 3 giugno 2026. Dati citati dalla Fondazione ISMU e riportati nel corso dell’evento.

Nota redazionale: Articolo realizzato sulla base delle dichiarazioni diffuse da Agenzia Vista il 3 giugno 2026. I dati relativi all’emigrazione giovanile fanno riferimento alle elaborazioni della Fondazione ISMU richiamate durante la conferenza stampa.