RE CARLO III RIVELERÀ QUANTE TASSE PAGA: PRIMA VOLTA PER UN MONARCA BRITANNICO

La decisione presa personalmente dal sovrano per aumentare la trasparenza sui conti della Corona. Sotto esame le entrate private, il Ducato di Lancaster e i finanziamenti pubblici destinati alla famiglia reale

Re Carlo III renderà pubblico l’importo delle tasse pagate personalmente, segnando una svolta senza precedenti nella storia recente della monarchia britannica.

La comunicazione arriverà giovedì, in occasione della pubblicazione dei conti finanziari annuali della famiglia reale. Buckingham Palace ha spiegato che la decisione è stata presa espressamente dal sovrano con l’obiettivo di aumentare la trasparenza e rendere più comprensibile il complesso sistema attraverso il quale viene finanziata la monarchia.

Carlo aveva già diffuso informazioni sulle proprie imposte quando era principe di Galles, ma sarà il primo sovrano britannico a rendere noto pubblicamente l’ammontare del proprio conto fiscale personale.

«La decisione di farlo anche come sovrano è stata presa per espresso desiderio del Re», ha dichiarato un portavoce di Buckingham Palace.

Secondo il Palazzo, l’iniziativa rientra nel processo di modernizzazione avviato dopo l’ascesa al trono di Carlo III, avvenuta nel settembre 2022 in seguito alla morte della regina Elisabetta II.

«Il nostro obiettivo è spiegare tutti gli elementi delle finanze reali in modo da accrescerne ulteriormente la chiarezza e l’accessibilità, collocandoli anche nel loro contesto storico e costituzionale», ha affermato Buckingham Palace. «In termini semplici, continuiamo a modernizzarci e a evolverci».

Le particolari regole fiscali della Corona

Il sovrano britannico non è legalmente obbligato a pagare alcune imposte applicate normalmente ai cittadini, tra cui quelle sul reddito, sulle plusvalenze e, in determinate circostanze, sulle successioni.

Dal 1993, tuttavia, i monarchi britannici hanno scelto volontariamente di corrispondere alcune tasse sulle entrate private. Carlo III paga imposte sul reddito personale e sulle plusvalenze derivanti dalla vendita di beni privati, secondo gli accordi stabiliti tra la Corona e il governo.

La nuova relazione indicherà l’importo complessivo versato dal Re per l’anno fiscale 2024-2025. I dati relativi al periodo 2025-2026 saranno invece comunicati il prossimo anno, dopo il completamento delle verifiche contabili.

Da dove arrivano le entrate del Re

Carlo III riceve denaro da diverse fonti pubbliche e private.

La principale fonte di finanziamento pubblico è il Sovereign Grant, il contributo annuale erogato dal governo per sostenere le attività ufficiali della monarchia, gli impegni istituzionali dei membri della famiglia reale e la manutenzione delle residenze utilizzate per funzioni pubbliche.

Per l’esercizio finanziario 2025-2026, il Sovereign Grant è salito a 132,1 milioni di sterline, rispetto agli 86,3 milioni dell’anno precedente. L’aumento ha intensificato il dibattito sull’impiego delle risorse pubbliche destinate alla Corona.

Il sovrano dispone inoltre di entrate private provenienti da investimenti, risparmi personali e proprietà come Balmoral e Sandringham.

Un ruolo centrale è svolto dal Ducato di Lancaster, un portafoglio storico composto da terreni, immobili commerciali, proprietà agricole e investimenti. Il Ducato viene amministrato come una moderna attività economica e rappresenta la principale fonte di reddito privato del monarca.

Nell’esercizio 2024-2025, Carlo III ha ricevuto dal Ducato di Lancaster un reddito di circa 26,8 milioni di sterline. Queste risorse servono a sostenere le spese personali del Re e alcune attività istituzionali non coperte dal finanziamento pubblico.

Un sistema analogo riguarda il principe William, erede al trono, che beneficia dei proventi del Ducato di Cornovaglia.

Le pressioni dopo gli scandali reali

La scelta di Carlo arriva mentre le finanze della famiglia reale sono sottoposte a una crescente attenzione da parte dell’opinione pubblica e del Parlamento britannico.

Le polemiche riguardanti Andrew Mountbatten-Windsor, fratello del Re ed ex principe, hanno riacceso il dibattito sulle proprietà occupate dai membri della famiglia, sui contratti di locazione e sui benefici economici collegati al patrimonio reale.

Il Palazzo punta quindi a presentare una rappresentazione più chiara delle risorse pubbliche e private utilizzate dalla monarchia, cercando di distinguere il patrimonio personale del sovrano dai fondi destinati allo svolgimento delle attività ufficiali.

Le critiche degli antimonarchici

La decisione non ha però convinto il gruppo antimonarchico Republic, che ha chiesto controlli indipendenti sulle entrate e sulle imposte della famiglia reale.

Il responsabile dell’organizzazione, Graham Smith, ha sostenuto che i reali non dovrebbero limitarsi a dichiarare autonomamente quanto pagato, ma dovrebbero sottoporre i loro conti alla verifica di autorità esterne.

Secondo Republic, la pubblicazione dell’importo fiscale non risponde a tutte le domande sull’origine e sull’entità delle entrate private della Corona.

La comunicazione di giovedì rappresenterà comunque un passaggio storico. Per la prima volta i cittadini britannici potranno conoscere direttamente quanto il loro sovrano ha versato al fisco sulle proprie entrate personali.

Una scelta con la quale Carlo III prova a rafforzare la fiducia nella monarchia e a dimostrare che anche un’istituzione fondata su tradizioni secolari può adattarsi alle richieste contemporanee di responsabilità e trasparenza.