Il governo raggiunge un’intesa al Senato sul pacchetto tributario. Nuove concessioni per le piccole imprese e stop ai futuri acquisti di immobili residenziali tramite prestiti dei fondi pensione autogestiti. Rinviato ad agosto il voto sulle modifiche al NDIS
Il governo Albanese ha raggiunto un accordo politico per far approvare dal Parlamento una parte fondamentale del proprio pacchetto di riforme fiscali.
A confermarlo è stato il primo ministro Anthony Albanese durante una conferenza stampa a Canberra, affiancato dal tesoriere Jim Chalmers, dal ministro della Salute e del NDIS Mark Butler e dalla ministra delle Finanze Katy Gallagher.
Il premier ha presentato l’intesa come un passaggio decisivo per riequilibrare il sistema fiscale, sostenere i lavoratori, aiutare i giovani ad acquistare la prima casa e garantire concessioni più ampie alle piccole imprese.
«La maggior parte degli australiani non ha beni da vendere, ma soltanto il proprio tempo e il proprio lavoro», ha affermato Albanese.
Secondo il primo ministro, le nuove regole dovranno ridurre la distanza tra il trattamento fiscale riservato ai redditi da lavoro e quello applicato ai guadagni derivanti da proprietà, investimenti e patrimoni.
«Una possibilità reale per i primi acquirenti»
Albanese ha indicato l’accesso alla casa come uno degli obiettivi principali della riforma.
Il governo sostiene che per troppo tempo il sistema abbia favorito gli investitori già proprietari di immobili, permettendo loro di competere alle aste con giovani e famiglie alla ricerca della prima abitazione.
«Vogliamo dare ai giovani una possibilità equa di possedere la propria casa», ha dichiarato il premier.
Albanese ha raccontato di avere incontrato una persona che, dopo avere quasi rinunciato alla possibilità di acquistare, era riuscita recentemente ad aggiudicarsi un immobile all’asta.
Il primo ministro ha presentato l’episodio come un esempio del cambiamento che il governo intende produrre.
Interrogato sul prezzo medio degli appartamenti nel proprio collegio di Marrickville, Albanese ha riconosciuto che i valori sono aumentati in maniera considerevole, come nel resto del Paese.
Alla domanda se un appartamento vicino al milione di dollari possa essere considerato accessibile per un giovane, il premier ha risposto che la sostenibilità dipende dal reddito e dalla situazione personale dell’acquirente.
Il governo non punta a un prezzo prestabilito
Jim Chalmers ha chiarito che il governo non sta cercando di determinare direttamente il prezzo delle abitazioni né di ottenere una specifica percentuale di riduzione.
Le previsioni del Tesoro incluse nel bilancio indicano che i prezzi dovrebbero continuare a crescere, ma a un ritmo inferiore di circa due punti percentuali rispetto allo scenario che si sarebbe verificato senza la riforma.
Il tesoriere ha ricordato che aste e prezzi immobiliari avevano già iniziato a rallentare prima della presentazione del budget.
Tra i fattori che influenzano il mercato figurano i tassi d’interesse, le condizioni economiche interne e internazionali e le impostazioni fiscali.
«Il nostro obiettivo è creare più possibilità accessibili, soprattutto per i giovani che cercano di entrare in un mercato rimasto troppo difficile per troppo tempo», ha spiegato Chalmers.
Il governo vuole in particolare smettere di sovvenzionare fiscalmente gli investitori che si presentano alle aste e superano le offerte dei primi acquirenti.
Concessioni estese alle piccole imprese
Il pacchetto comprenderà modifiche destinate a garantire l’accesso alle concessioni sulla capital gains tax a tutte le 2,7 milioni di piccole imprese attive in Australia che soddisferanno i nuovi requisiti.
Il governo presenterà emendamenti per chiarire le modalità di applicazione delle misure, comprese quelle relative ai pagamenti di sostegno al reddito, alle donazioni e al calcolo dell’agevolazione destinata ai lavoratori.
Saranno inoltre limitati alcuni poteri ministeriali, dove il governo ha ritenuto che potessero essere sostituiti da regole più precise inserite direttamente nella legislazione.
Chalmers ha riconosciuto che una riforma economica e fiscale di questa portata richiede numerosi provvedimenti, consultazioni con i settori coinvolti e negoziati parlamentari.
L’accordo raggiunto consentirà però di mettere in vigore gli elementi principali del pacchetto una volta completato il passaggio nelle due Camere.
Stop ai nuovi prestiti dei super fund per comprare abitazioni
Uno dei principali compromessi raggiunti al Senato riguarda i limited recourse borrowing arrangements, attraverso i quali alcuni fondi pensione autogestiti, gli SMSF, possono contrarre prestiti per acquistare immobili.
Il governo ha accettato di vietare in futuro questo tipo di finanziamento quando viene utilizzato per comprare proprietà residenziali.
Gli accordi già esistenti saranno tutelati e continueranno a operare secondo le vecchie regole.
Sarà inoltre previsto un periodo transitorio di 45 giorni per le operazioni già in fase avanzata al momento dell’introduzione della modifica.
Chalmers ha ricordato che l’abolizione del meccanismo era stata raccomandata già nel 2014 dalla Financial System Inquiry guidata da David Murray.
I rischi erano stati successivamente evidenziati anche dal Council of Financial Regulators nel 2019 e nel 2022.
Una quota ridotta del mercato
Secondo i dati illustrati dal tesoriere, gli acquisti immobiliari realizzati attraverso prestiti contratti dagli SMSF rappresentano una parte molto limitata del mercato.
Questi fondi deterrebbero meno dell’1 per cento del totale degli immobili residenziali e rappresenterebbero meno dello 0,5 per cento degli acquisti annuali di nuove abitazioni.
Il governo ritiene comunque importante impedire che il sistema pensionistico venga utilizzato per aumentare la competizione con i primi acquirenti.
La modifica dovrebbe produrre un miglioramento dei conti pubblici di circa 50 milioni di dollari nell’arco delle previsioni di bilancio.
Il dato definitivo sarà aggiornato nel Mid-Year Economic and Fiscal Outlook.
Le preoccupazioni per le donne divorziate
Durante la conferenza stampa è stato chiesto alla ministra Katy Gallagher se la modifica possa produrre conseguenze negative per alcune donne di mezza età che, dopo una separazione, utilizzano il proprio fondo pensione per acquistare un’abitazione nella quale vivere durante la pensione.
Gallagher ha riconosciuto che la sicurezza economica delle donne dopo la rottura di un matrimonio rappresenta un problema serio.
Ha però sostenuto che il ricorso ai prestiti immobiliari attraverso gli SMSF riguarda soltanto una piccola parte delle proprietà e non è stato indicato dalle organizzazioni femminili come il principale strumento per affrontare questa vulnerabilità.
Secondo la ministra, le priorità restano salari più alti, maggiori contributi pensionistici e procedure giudiziarie capaci di garantire una distribuzione equa dei beni dopo una separazione.
Gallagher ha ricordato che la sicurezza economica delle donne è stata inserita in tutti i bilanci presentati dal governo negli ultimi quattro anni.
NDIS, il voto slitta ad agosto
Il secondo grande tema della conferenza stampa è stato il futuro del National Disability Insurance Scheme.
Il governo ha accettato di prorogare di otto settimane l’inchiesta parlamentare sulle modifiche al programma.
Il rapporto del Senato sarà presentato il 14 agosto e il disegno di legge dovrebbe essere esaminato poco dopo.
Mark Butler ha riconosciuto che le testimonianze raccolte dalla commissione hanno evidenziato una forte preoccupazione tra le persone con disabilità, le famiglie e le organizzazioni del settore.
Il ministro ha tuttavia ribadito che il governo considera indispensabile procedere con la riforma per garantire la sostenibilità del sistema nel lungo periodo.
Albanese ha ricordato che fu un governo Labor a creare il NDIS e ha respinto l’idea che l’esecutivo voglia indebolirlo.
«Abbiamo creato il NDIS, lo sosteniamo e vogliamo rafforzarlo», ha dichiarato.
Una crescita del 22 per cento ritenuta insostenibile
Quando Labor è tornato al governo, la spesa del programma stava crescendo a un ritmo annuale vicino al 22 per cento.
Secondo Albanese, questa traiettoria non è sostenibile.
Il governo vuole assicurare che ogni persona con disabilità continui a ricevere il supporto necessario, ma intende anche intervenire contro anomalie, frodi, sovrafatturazioni e operatori che avrebbero sfruttato il sistema.
Butler ha spiegato che le modifiche non ridurranno i sostegni essenziali per l’abitazione, le attività quotidiane, l’assistenza personale, i pasti, il lavoro e gli spostamenti verso gli appuntamenti medici.
Gli interventi saranno concentrati soprattutto su alcune categorie di spesa sociale e terapeutica che, secondo il governo, sono cresciute troppo rapidamente.
Le preoccupazioni delle persone con disabilità
Alcune testimonianze presentate durante l’inchiesta hanno sostenuto che le modifiche potrebbero aumentare l’isolamento sociale dei partecipanti e produrre gravi conseguenze per la loro salute.
Butler ha respinto questa rappresentazione.
Il ministro ha affermato che le riforme sono state preparate con attenzione proprio per proteggere i sostegni fondamentali.
Ha però ammesso che interventi così importanti generano inevitabilmente ansia in una comunità che dipende dal programma per la propria autonomia e qualità della vita.
Le otto settimane aggiuntive saranno utilizzate per continuare il confronto con i partecipanti e spiegare con maggiore chiarezza gli effetti delle nuove regole.
Il governo ha inoltre accettato alcuni emendamenti per circoscrivere con maggiore precisione le determinazioni sui sostegni sociali e terapeutici.
Decisioni automatizzate soltanto per attività amministrative
Un altro punto contestato riguarda il possibile utilizzo di sistemi automatizzati nella gestione del NDIS.
Butler ha assicurato che eventuali strumenti di automated decision-making saranno limitati alle procedure amministrative.
Non saranno utilizzati per decisioni sostanziali sull’accesso al programma o sulla quantità dei sostegni riconosciuti alle persone.
Il ministro ha ricordato che il governo sta sviluppando regole generali sull’utilizzo dell’automazione nella pubblica amministrazione e ha promesso un approccio prudente.
Il rinvio costerà alcune centinaia di milioni
Il rinvio dell’approvazione delle modifiche al NDIS avrà un impatto sui conti pubblici.
Butler ha stimato un costo nell’ordine di alcune centinaia di milioni di dollari, che sarà quantificato con maggiore precisione nell’aggiornamento di metà anno.
Le principali misure destinate a produrre risparmi dovrebbero entrare in vigore il 1° ottobre.
Il governo ritiene quindi possibile mantenere una parte sostanziale degli obiettivi finanziari previsti nel bilancio, a condizione che il Parlamento approvi la legge dopo la pubblicazione del rapporto del Senato.
Albanese ha definito la riforma anche un test politico per l’opposizione e per gli altri partiti di destra, accusati di chiedere disciplina fiscale ma di opporsi alle misure necessarie per contenere la crescita della spesa.
Il confronto con Pauline Hanson
Durante la conferenza stampa, Albanese è stato interrogato anche sulle dichiarazioni di Pauline Hanson a favore di un’Australia monoculturale, ispirata al modello giapponese.
Il primo ministro ha respinto completamente questa impostazione.
«L’Australia moderna non è una monocultura e non lo è mai stata», ha dichiarato.
Albanese ha ricordato che prima dell’arrivo degli europei il continente era abitato da numerose nazioni delle popolazioni indigene.
Anche dopo la Prima Flotta, la società australiana comprendeva persone con origini, condizioni sociali e religioni differenti.
Il premier ha citato le comunità assira, ebraica e ortodossa e ha indicato la nazionale di calcio australiana come esempio della capacità di unire identità culturali diverse all’interno di una comune appartenenza nazionale.
«I Socceroos rappresentano l’Australia»
Albanese ha sottolineato che i giocatori dei Socceroos possono essere orgogliosi delle proprie origini e, contemporaneamente, orgogliosi di rappresentare l’Australia.
Il premier ha invitato l’intero Paese a sostenere la squadra nella prossima partita.
Secondo Albanese, la proposta di tornare a una presunta monocultura si fonda su una realtà storica che non è mai esistita.
«È un argomento privo di senso», ha affermato.
Il primo ministro ha accusato Hanson di alimentare discussioni culturali progettate per dividere la popolazione.
«Io voglio unire il Paese e portarlo avanti», ha dichiarato, ricordando che l’Australia deve affrontare sfide come l’intelligenza artificiale, il futuro del lavoro, la produttività e la trasformazione dell’economia.
Minerali critici e imprese innovative
Il premier ha risposto anche alle preoccupazioni delle società impegnate nell’esplorazione mineraria.
Alcune imprese temono di non rientrare nella futura definizione di azienda innovativa e di essere penalizzate dalle modifiche alla capital gains tax.
Albanese ha ricordato che è ancora aperta una consultazione e ha promesso un confronto costruttivo con il settore.
Il premier ha inoltre richiamato gli investimenti affidati a Geoscience Australia per mappare le risorse presenti nel sottosuolo e nei fondali marini del Paese.
Secondo il governo, una conoscenza più dettagliata delle risorse disponibili è essenziale per sviluppare l’industria dei minerali critici e attrarre nuovi investimenti.
Accise sul carburante, costo da 400 milioni
Il governo ha fornito anche alcune indicazioni sull’impatto finanziario delle misure annunciate negli ultimi giorni.
Il meccanismo di riduzione graduale dell’accisa sul carburante avrà un costo federale stimato in circa 400 milioni di dollari.
Anche gli Stati e i Territori contribuiranno all’intervento, dopo l’accordo raggiunto durante la riunione del National Cabinet.
A questa cifra si aggiungeranno alcune centinaia di milioni legate al rinvio delle modifiche al NDIS.
Gli emendamenti complessivi al pacchetto fiscale avranno invece un impatto limitato rispetto alle entrate totali generate dalla riforma.
Acquisto delle armi, confronto con il NSW
Albanese ha infine affrontato il tema del programma nazionale di riacquisto delle armi annunciato dopo gli eventi di Bondi.
Al governo federale è stato chiesto se fosse preoccupato per i tempi con cui il New South Wales sta preparando la legislazione necessaria.
Il premier ha dichiarato di avere fiducia nella collaborazione con il governo statale e ha ricordato i contatti diretti con la ministra della Polizia del NSW, Yasmin Catley.
Albanese ha definito importante la partecipazione del maggior numero possibile di Stati e ha assicurato che Canberra continuerà a mostrare flessibilità nella definizione del programma.
La strategia politica del governo
La conferenza stampa ha mostrato un governo impegnato a presentare le concessioni raggiunte al Senato non come una ritirata, ma come il risultato inevitabile di un Parlamento nel quale nessun partito dispone autonomamente dei numeri.
Albanese ha accusato la Coalizione e gli altri partiti della destra di opporsi sistematicamente ai tagli fiscali, agli aumenti salariali, agli interventi sul costo della vita e alle politiche abitative.
Il premier ha invece definito il proprio governo attraverso le misure che intende realizzare.
«Siamo favorevoli a un cambiamento reale nell’interesse nazionale», ha dichiarato.
La sfida sarà ora trasformare gli accordi politici in leggi e dimostrare che le riforme potranno migliorare l’accesso alla casa, sostenere le piccole imprese e rendere il NDIS finanziariamente sostenibile senza ridurre i diritti delle persone con disabilità.
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Anthony Albanese annuncia l’accordo al Senato sulle riforme fiscali: aiuti ai primi acquirenti, concessioni alle imprese e modifiche al NDIS rinviate ad agosto.
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