Mondiale svanito: l’Italia crolla ai rigori

La Nazionale italiana è stata eliminata dal Mondiale 2026 dopo la sconfitta ai rigori contro la Bosnia, segnando la terza esclusione consecutiva della storia recente. La partita, giocata a Zenica, ha visto gli Azzurri lottare per 80 minuti in inferiorità numerica a causa dell’espulsione di Alessandro Bastoni al 41’. Nonostante l’inferiorità, l’Italia ha dimostrato cuore e determinazione, senza riuscire però a trovare la rete decisiva, lasciando tifosi e appassionati in un silenzio carico di delusione.

Rino Gattuso, visibilmente commosso, ha commentato: “C’è troppa delusione, è una mazzata enorme. Chiedo scusa perché non ce l’ho fatta. Il futuro? Sinceramente adesso non è importante parlarne. È difficile perché la squadra mi ha sorpreso, per il cuore che ci ha messo. Siamo fuori dal Mondiale: ci serviva per noi, per la nostra famiglia, per tutto il Paese”. rissimo, Gattuso ha voluto ringraziare i suoi giocatori: “Non voglio parlare di arbitri o colpe, voglio solo sottolineare il cuore di questa Nazionale. Fa male, fa veramente tanto male, però bisogna accettarlo”.

L’Italia saluta così il sogno Mondiale, tra lacrime e rimpianti, ma con la consapevolezza di una squadra che, seppur sconfitta, ha dimostrato attaccamento, dedizione e orgoglio nazionale. Il calcio insegna ancora una volta gioia e dolore, e gli Azzurri dovranno ora riflettere per prepararsi alla prossima sfida internazionale, cercando di trasformare la delusione in energia per il futuro e nuove vittorie.

Gruppo in salita per l’Australia

La strada dell’Australia verso la Coppa del Mondo FIFA 2026 in Nord America si fa subito difficile. Con la vittoria per 1-0 della Turchia sui padroni di casa del Kosovo a Pristina, i Socceroos conoscono finalmente i loro avversari del Gruppo D, uno dei gironi più duri del torneo. Oltre a Turchia e Australia, ci saranno Stati Uniti e Paraguay, in quello che molti già definiscono il gruppo più insidioso della manifestazione.

La vittoria turca ha segnato la fine del sogno di Kosovo e il ritorno di una grande nazionale sul palcoscenico mondiale. La Turchia, 22ª nel ranking FIFA, unisce esperienza e giovani talenti promettenti. Orkun Kokcu detta i tempi a centrocampo, mentre l’ala tedesca Kenan Yildiz, appena 20 anni, brilla già alla Juventus. Il prodigio Arda Guler, che a marzo ha segnato un gol da 70 metri con il Real Madrid, e Hakan Calhanoglu dell’Inter completano una squadra capace di mettere in crisi qualsiasi difesa. Il gol decisivo di Kerem Akturkoglu ha chiuso la pratica Kosovo, confermando la pericolosità offensiva dei turchi.

Per i Socceroos la sfida è enorme. Gli Stati Uniti, 16° nel ranking, potranno contare sul pubblico di casa, mentre il Paraguay, 40°, ha dimostrato solidità difensiva concedendo solo 10 gol in 18 partite di qualificazione sudamericana. La Turchia, invece, porterà velocità, tecnica e fantasia offensiva che potranno complicare l’esordio australiano il 13 giugno a Vancouver.

Nonostante il girone ostico, il nuovo formato da 48 squadre permette a una sola vittoria di bastare per passare il turno. Tuttavia, la squadra di Tony Popovic dovrà essere al massimo della forma tattica e fisica per sopravvivere a questo girone pieno di talento, storia e grandi sfide.

Il conto alla rovescia è iniziato: per i Socceroos, il Gruppo D è un vero e proprio banco di prova.

Qualificati dopo k.o. azzurro

I playoff europei hanno emesso i verdetti finali: Bosnia ed Erzegovina, Svezia, Turchia e Repubblica Ceca hanno conquistato i quattro ultimi posti disponibili, mentre gli azzurri sono stati eliminati dalla Bosnia ai calci di rigore in una finale drammatica.

Il Mondiale 2026 sarà il primo con 48 squadre e si giocherà dall’11 giugno al 19 luglio in tre nazioni: Canada, Messico e Stati Uniti.

La Bosnia, vincitrice del Percorso A, affronterà Canada, Qatar e Svizzera nel Gruppo B. La Svezia del Percorso B è stata inserita nel Gruppo E con Paesi Bassi, Giappone e Tunisia. La Turchia, vincitrice del Percorso C, si unirà al Gruppo C con Stati Uniti, Paraguay e Australia, mentre la Repubblica Ceca del Percorso D affronterà Messico, Sudafrica e Corea del Sud nel Gruppo A.

Il tecnico azzurro, Gennaro Gattuso, ha commentato: «Se manchiamo un altro Mondiale sarà una mazzata e mi assumerò tutte le responsabilità». Una sconfitta che conferma la necessità di una rifondazione della Nazionale e solleva interrogativi sul futuro del presidente della FIGC, Gabriele Gravina, che però non ha intenzione di dimettersi.

Torna l’Iraq dopo 40 anni

In un’impresa epica, l’Iraq ha interrotto una lunga attesa di 40 anni per partecipare a una Coppa del Mondo FIFA, grazie alla guida di Graham Arnold, ex allenatore dei Socceroos. La squadra mediorientale ha sconfitto la Bolivia 2-1 in un match di qualificazione che resterà nella memoria di tutti i tifosi.

Ali Al-Hamadi ha sbloccato il risultato già al 10° minuto su corner, mentre Moisés Paniagua ha pareggiato prima dell’intervallo, facendo tremare i cuori dei sostenitori iracheni. La rete decisiva è arrivata al 53° minuto con Aymen Hussein, che ha garantito la storica vittoria. Nonostante il possesso palla sia stato largamente a favore della Bolivia (55% contro il 33% dell’Iraq), la squadra di Arnold ha dimostrato una lucidità straordinaria sotto porta, sfruttando al massimo le occasioni a disposizione.

Il percorso verso il Mondiale non è stato semplice: preparazioni complicate da spostamenti tra bus e voli, e persino la necessità di chiedere ai tifosi fuori dall’hotel di Monterrey, in Messico, di smettere di battere i tamburi per permettere ai giocatori di riposare. Arnold, al termine della partita, non ha nascosto l’emozione: «Devo ringraziare tantissimo i giocatori. Hanno mostrato il vero spirito iracheno: lottare fino all’ultimo, mettere il corpo in campo. Abbiamo reso felici 46 milioni di persone, soprattutto in un momento così difficile per il Medio Oriente».

Be the first to comment

Leave a Reply

Your email address will not be published.


*