L’Albiceleste vince 2-1 ad Atlanta grazie ai gol di Enzo Fernández e Lautaro Martínez, entrambi propiziati dal numero 10. Domenica a New York la sfida per il titolo contro la nazionale di Lamine Yamal
Quarant’anni dopo la leggendaria “Mano de Dios”, l’Argentina supera ancora l’Inghilterra per 2-1 in un Mondiale e conquista la finalissima contro la Spagna.
Al Mercedes-Benz Stadium di Atlanta, i campioni in carica ribaltano lo svantaggio iniziale grazie alla classe senza tempo di Lionel Messi, autore dei due assist decisivi per le reti di Enzo Fernández e Lautaro Martínez.
L’Inghilterra era passata in vantaggio all’inizio della ripresa con Anthony Gordon, ma non è riuscita a contenere la reazione dell’Albiceleste nei minuti conclusivi.
Una semifinale carica di tensione
La partita è cominciata in un clima incandescente, alimentato dalla storica rivalità tra le due nazionali.
Durante gli inni, i tifosi argentini hanno fischiato quello inglese e i sostenitori britannici hanno risposto nello stesso modo. Il confronto ha inevitabilmente richiamato alla memoria le sfide del 1966 e del 1986, oltre alla ferita ancora aperta della guerra delle Falkland-Malvinas.
La tensione si è trasferita rapidamente sul terreno di gioco. Un fallo di Lisandro Martínez su Elliot Anderson ha provocato il primo parapiglia, costringendo l’arbitro Ismail Elfath a convocare i capitani per chiedere maggiore calma.
Il richiamo è servito a poco: nei primi dieci minuti sono stati commessi sette falli, un dato eccezionale per una partita dei Mondiali.
Poco calcio e molti scontri nel primo tempo
La prima frazione è stata caratterizzata più dai contrasti e dalle interruzioni che dalle occasioni da gol.
L’Inghilterra è apparsa inizialmente più ordinata, cercando di sfruttare le accelerazioni di Gordon e Reece James. L’Argentina ha invece faticato a costruire gioco, affidandosi soprattutto alle ripartenze e alle iniziative di Messi.
Nel finale del primo tempo, un nuovo scontro dopo un fallo sul capitano argentino ha acceso un’altra rissa. Elliot Anderson è stato ammonito.
La prima vera occasione dell’Albiceleste è arrivata poco dopo, con una conclusione dalla distanza di Enzo Fernández terminata di poco fuori dall’incrocio.
Gordon porta avanti l’Inghilterra
Nella ripresa l’Argentina è tornata in campo con maggiore aggressività.
Julián Álvarez ha attaccato bene la profondità e costretto Jordan Pickford a due interventi ravvicinati. Proprio quando la squadra di Lionel Scaloni sembrava aver preso il controllo, l’Inghilterra ha colpito in contropiede.
La formazione di Thomas Tuchel ha sviluppato rapidamente l’azione sulla fascia destra. Morgan Rogers ha servito un pallone teso verso il secondo palo, dove Gordon ha anticipato un distratto Nahuel Molina e depositato in rete da pochi passi.
Il gol ha gelato i tifosi argentini e portato gli inglesi a pochi minuti dalla finale.
La reazione dell’Albiceleste
L’Argentina ha reagito immediatamente.
Giuliano Simeone si è presentato davanti a Pickford, ma è stato fermato dalla scivolata decisiva di Djed Spence. Poco dopo Messi ha trovato Nicolás González con un pallone perfetto, ma il colpo di testa dell’esterno è stato respinto da una straordinaria parata del portiere inglese.
Alexis Mac Allister ha poi colpito il palo con un’altra conclusione di testa, aumentando la pressione sull’Inghilterra.
La squadra di Tuchel ha cominciato ad abbassarsi e a perdere lucidità, concedendo campo e iniziativa ai campioni del mondo.
Enzo Fernández firma il pareggio
A cinque minuti dal termine, l’Argentina ha trovato il meritato pareggio.
Su un calcio d’angolo battuto corto, Messi ha attirato la difesa inglese e scaricato il pallone verso Enzo Fernández.
Il centrocampista ha lasciato partire un destro insidioso, con una traiettoria a scendere sulla quale Pickford non è riuscito a intervenire.
Il gol dell’1-1 ha trasformato completamente la semifinale. L’Argentina ha continuato ad attaccare, mentre l’Inghilterra è apparsa improvvisamente fragile e incapace di reagire.
Lautaro Martínez completa la rimonta
Mac Allister ha colpito un secondo palo, facendo tremare ancora una volta la porta inglese.
Nel recupero è arrivata l’azione decisiva. Messi ha protetto il pallone, puntato Spence e crossato con il destro verso il centro dell’area.
Lautaro Martínez, entrato dalla panchina, ha anticipato la difesa e colpito di testa, battendo Pickford e completando la rimonta.
Il capitano dell’Inter ha così segnato il gol più importante del proprio Mondiale, trascinando l’Argentina alla seconda finale consecutiva.
Messi ancora decisivo
A 39 anni, Lionel Messi continua a essere il punto di riferimento tecnico e spirituale dell’Albiceleste.
Non ha segnato, ma ha deciso la partita con due assist nei momenti più importanti. Prima ha servito Enzo Fernández per il pareggio, poi ha costruito il cross dal quale è nato il colpo di testa vincente di Lautaro.
La sua capacità di mantenere lucidità nei minuti finali ha fatto ancora una volta la differenza in una partita nervosa e complicata.
L’Inghilterra si arrende nel finale
Per l’Inghilterra si tratta di una sconfitta particolarmente dolorosa.
La squadra di Tuchel aveva trovato il vantaggio e sembrava in grado di controllare la partita, ma si è abbassata troppo negli ultimi minuti, permettendo all’Argentina di costruire una serie continua di occasioni.
Pickford ha compiuto diversi interventi decisivi, ma non ha potuto evitare i due gol nel finale. Anche Harry Kane e Jude Bellingham sono rimasti ai margini della partita, senza riuscire a incidere nei momenti decisivi.
Quarant’anni dopo la Mano de Dios
Il risultato finale richiama inevitabilmente la storica sfida dei quarti di finale del Mondiale 1986.
Allora l’Argentina vinse 2-1 grazie alla “Mano de Dios” e al gol del secolo di Diego Armando Maradona. Quarant’anni dopo, è Messi a guidare l’Albiceleste contro gli inglesi, questa volta con due giocate decisive e senza bisogno di segnare.
Una coincidenza destinata ad alimentare ulteriormente il racconto della rivalità tra le due nazionali.
Domenica la finale contro la Spagna
L’Argentina affronterà ora la Spagna nella finalissima in programma domenica a New York.
Sarà la sfida tra i campioni del mondo in carica e i campioni d’Europa, tra l’esperienza di Messi e il talento emergente di Lamine Yamal.
La Spagna arriva alla finale dopo aver eliminato la Francia, mentre l’Argentina sogna di confermare il titolo conquistato nel 2022.
L’Albiceleste ha sofferto, è andata in svantaggio e ha rischiato l’eliminazione. Ma nei momenti decisivi ha mostrato ancora una volta la personalità di una squadra che non smette mai di credere nella vittoria.
