I risultati 2026 mostrano che circa il 33% degli alunni non raggiunge gli standard previsti in alfabetizzazione e matematica. Il 10% è così indietro da avere bisogno di sostegno aggiuntivo. Piccoli miglioramenti nella matematica per gli anni 5, 7 e 9, ma restano forti divari sociali e territoriali
Un terzo degli studenti australiani non raggiunge le aspettative considerate “impegnative ma ragionevoli” nelle competenze di base in lettura, scrittura e matematica.
È il dato più preoccupante emerso dai risultati 2026 del NAPLAN, il programma nazionale di valutazione al quale hanno partecipato a marzo circa 1,2 milioni di studenti degli anni 3, 5, 7 e 9.
Circa il 10% degli alunni si trova inoltre in una condizione di grave ritardo rispetto ai coetanei e necessita di un sostegno aggiuntivo per recuperare.
La professoressa Tanya Serry, della La Trobe University, ha definito la situazione estremamente preoccupante. Un suo collega l’ha descritta come una «tragedia nazionale».
Secondo Serry, le ricerche indicano che tra il 90 e il 95% degli studenti dovrebbe riuscire a imparare a leggere correttamente. Il fatto che, per il quarto anno consecutivo, centinaia di migliaia di ragazzi non raggiungano gli standard dimostra che il problema non può più essere considerato occasionale.
Le competenze di base determinano il futuro
Blaise Joseph, ex insegnante e analista del Centre for Independent Studies, ha chiesto un intervento urgente.
Il NAPLAN misura infatti le capacità fondamentali sulle quali si basa tutto l’apprendimento successivo.
Uno studente che non legge con sicurezza, non comprende un testo o non padroneggia i concetti matematici essenziali avrà più difficoltà in quasi ogni altra materia.
Le conseguenze possono proseguire nella scuola superiore, nella formazione professionale, nell’università e nell’ingresso nel mercato del lavoro.
Il valore e i limiti del NAPLAN
L’utilità del test viene contestata ogni anno da alcune organizzazioni sindacali e da una parte del mondo accademico, che ne chiedono la revisione o l’abolizione.
Sally Larsen, dell’University of New England, considera il NAPLAN utile come fotografia nazionale, ma invita a non attribuire un valore assoluto al risultato di una singola prova.
Le prestazioni possono essere influenzate dallo stato di salute, dallo stress, dalle difficoltà familiari o dalle condizioni emotive vissute dallo studente nel giorno dell’esame.
L’Australian Curriculum, Assessment and Reporting Authority sostiene però che il test rimanga indispensabile perché è l’unica valutazione nazionale comparabile tra studenti di tutti gli Stati e territori.
Il direttore di ACARA, Stephen Gniel, ha osservato che senza questi dati sarebbe molto più difficile sapere quale sia il livello reale degli studenti e dove concentrare le risorse.
Divari ancora profondi
I risultati confermano disuguaglianze persistenti.
Gli studenti indigeni, quelli provenienti da famiglie con minori risorse economiche e coloro che vivono nelle aree regionali e remote hanno una probabilità molto più elevata di finire nella categoria “needs additional support”.
Secondo Joseph, il divario tra gli alunni provenienti da contesti avvantaggiati e quelli cresciuti in condizioni più fragili resta troppo ampio.
Gniel ha definito scoraggiante il fatto che queste differenze continuino a ripetersi anno dopo anno.
Il NAPLAN non indica direttamente le cause, ma mostra con chiarezza dove il sistema scolastico continua a non riuscire a garantire pari opportunità.
Migliora la matematica negli anni superiori
Non tutti i dati sono negativi.
ACARA ha registrato un lieve miglioramento nei risultati di matematica per gli studenti degli anni 5, 7 e 9.
Rispetto al 2023, circa 29.000 alunni in più sono entrati nella categoria “exceeding”, riservata a chi supera le aspettative previste al momento del test.
Gniel ha invitato le scuole a studiare le pratiche che hanno prodotto questi progressi.
Gli esperti restano però prudenti. Joseph ha sottolineato che l’incremento è modesto e non deve essere interpretato come un cambiamento strutturale.
Negli anni 3, inoltre, i risultati di matematica sono i più bassi dal 2023.
Clare: «Dobbiamo intervenire nei primi anni»
Il ministro federale dell’Istruzione Jason Clare ha accolto positivamente il miglioramento nella matematica degli anni 5 e delle scuole superiori.
Ha però riconosciuto che il quadro dell’anno 3 è molto diverso.
Il governo sta lavorando a una revisione del programma di matematica per i primi tre anni della scuola, con l’obiettivo di rafforzare le basi prima che le difficoltà si consolidino.
Secondo Clare, i risultati mostrano anche che nella lettura restano problemi importanti.
Fonologia e insegnamento esplicito
Il ministro ha indicato come particolarmente efficaci le scuole che utilizzano metodi di insegnamento esplicito, compresa la fonetica, insieme a tutoraggi in piccoli gruppi per gli studenti in difficoltà.
Nelle scuole che applicano queste strategie, i risultati sarebbero in miglioramento.
La fonetica insegna ai bambini il rapporto tra lettere e suoni, aiutandoli a decodificare le parole in modo sistematico.
Serry sostiene da tempo che una maggiore diffusione di questo approccio potrebbe permettere a una quota molto più alta di studenti di imparare a leggere correttamente.
Larsen invita comunque alla cautela: una scuola non dovrebbe modificare completamente il proprio metodo sulla base di un solo anno di risultati. Per valutare l’efficacia dei cambiamenti servono più indicatori e un’osservazione nel tempo.
Il divario tra ragazze e ragazzi
Anche quest’anno le studentesse hanno ottenuto risultati migliori dei maschi nelle competenze linguistiche.
I ragazzi hanno invece superato le ragazze in matematica.
ACARA ha spiegato che questo divario è presente da molti anni e necessita di un’analisi più approfondita.
Una commissione parlamentare sta esaminando le differenze tra studenti e studentesse per comprendere se dipendano dai metodi di insegnamento, dalle aspettative sociali o da altri fattori.
Gli studenti di origine immigrata ottengono risultati migliori
Un altro dato significativo riguarda gli studenti provenienti da famiglie nelle quali si parla una lingua diversa dall’inglese.
Questi alunni hanno nuovamente superato i loro coetanei anglofoni.
Secondo Joseph, l’Australia è l’unico Paese dell’OCSE nel quale gli studenti con un background linguistico diverso dall’inglese ottengono complessivamente risultati migliori.
Il dato dimostra che l’origine migratoria non coincide necessariamente con uno svantaggio scolastico e che, in molti casi, le famiglie immigrate attribuiscono una forte importanza all’istruzione.
Le quattro categorie del NAPLAN
I risultati vengono suddivisi in quattro livelli.
“Exceeding” indica che lo studente supera le aspettative. “Strong” significa che raggiunge gli standard considerati impegnativi ma ragionevoli.
“Developing” segnala che l’alunno sta ancora lavorando per raggiungere gli obiettivi.
“Needs additional support” indica invece che lo studente non possiede ancora le competenze attese e avrà probabilmente bisogno di un intervento specifico.
I risultati individuali sono già stati comunicati alle famiglie. I dati complessivi delle singole scuole saranno pubblicati verso la fine dell’anno.
Non basta misurare, bisogna intervenire
Il NAPLAN continua a dividere, ma i numeri non possono essere ignorati.
Se un terzo degli studenti non raggiunge gli standard e uno su dieci è molto indietro, il problema non è il test che lo rileva.
Il problema è un sistema che, nonostante investimenti, riforme e programmi, continua a lasciare indietro centinaia di migliaia di bambini.
La scuola australiana dispone ora di una fotografia chiara.
La vera prova sarà trasformare quei dati in interventi tempestivi, insegnamento efficace e sostegno concreto.
Perché un bambino che non impara a leggere o a comprendere la matematica nei primi anni non perde soltanto un test.
Rischia di perdere opportunità per il resto della propria vita.
