Un razzo SpaceX sta per schiantarsi sulla Luna: si riapre il dibattito sui rifiuti spaziali

Lo stadio superiore di un Falcon 9 colpirà la superficie lunare generando un nuovo cratere e un lampo potenzialmente osservabile dalla Terra. Gli scienziati studieranno l’impatto, ma gli esperti di diritto spaziale avvertono: «Non possiamo trattare la Luna come una discarica»

Lo stadio superiore di un razzo SpaceX Falcon 9 sta per schiantarsi sulla Luna, trasformando un incidente orbitale in un esperimento scientifico involontario e riaccendendo il dibattito sulla gestione dei rifiuti spaziali.

L’impatto dovrebbe avvenire intorno alle 16.35, ora della costa orientale australiana. Dall’Australia non sarà visibile perché si verificherà durante le ore diurne, mentre le condizioni migliori per osservare il possibile lampo saranno nell’America settentrionale orientale e in gran parte del Sud America.

Non esistono rischi per la popolazione terrestre. Il frammento colpirà direttamente il suolo lunare e produrrà un nuovo cratere, liberando una quantità elevata di energia.

Un razzo rimasto intrappolato nello spazio

Il Falcon 9 era stato lanciato il 15 gennaio 2025 dal Kennedy Space Center, in Florida, per portare nello spazio la missione lunare Blue Ghost 1 di Firefly Aerospace e il lander Resilience della società giapponese iSpace.

SpaceX definisce il Falcon 9 un razzo riutilizzabile, ma soltanto alcune sue sezioni vengono recuperate.

In questo caso, lo stadio superiore non è rientrato nell’atmosfera terrestre come avviene normalmente con molti detriti prodotti dai lanci.

È rimasto invece su una traiettoria instabile che attraversa l’orbita lunare, fino a rendere inevitabile la collisione.

La professoressa Katarina Miljkovic, docente di Scienze planetarie alla Curtin University, ha spiegato che l’impatto non era stato programmato.

Il pezzo del razzo avrebbe continuato a vagare nello spazio prima di incontrare la traiettoria della Luna.

Un lampo sulla superficie lunare

La Luna non possiede un’atmosfera capace di rallentare o bruciare il frammento.

Il razzo colpirà quindi direttamente il terreno ad alta velocità, generando un’enorme liberazione di energia.

Una parte sarà trasformata in calore e potrebbe produrre un brevissimo bagliore, conosciuto come lunar impact flash.

Il fenomeno durerà probabilmente pochi millisecondi, ma potrebbe essere rilevato da telescopi sulla Terra e nello spazio.

Gli scienziati seguiranno l’evento utilizzando osservatori terrestri, satelliti e immagini successive della superficie.

Come cambierà il suolo lunare

L’impatto modificherà le caratteristiche fisiche e chimiche della regolite, lo strato di polvere e frammenti rocciosi che ricopre la Luna.

Una parte del materiale potrebbe vaporizzarsi, un’altra fondersi e solidificarsi nuovamente. Alcune rocce verranno frantumate, mentre altre potranno essere fuse insieme dall’energia liberata.

Miljkovic ha paragonato l’impatto all’azione di un tosaerba capace di rimescolare i primi metri della superficie lunare.

Il risultato non dovrebbe essere eccezionale su scala planetaria, considerando che la Luna viene colpita continuamente da meteoroidi.

L’evento offre però un’occasione rara per studiare in tempo reale l’effetto di un oggetto artificiale la cui struttura, composizione e traiettoria sono in parte conosciute.

Informazioni utili per le future basi lunari

Comprendere come reagisce la regolite è fondamentale per le future missioni umane.

NASA vuole costruire una base in prossimità del polo sud lunare, mentre Cina e Russia hanno annunciato l’obiettivo di realizzare una struttura permanente entro il 2035.

Gli astronauti dovranno costruire habitat, installare pannelli solari, proteggere attrezzature e muoversi su un terreno molto diverso da quello terrestre.

Gli impatti possono inoltre generare onde sismiche. La Luna, più piccola e più secca della Terra, trasmette queste vibrazioni in modo particolare e può continuare a “risuonare” dopo una collisione.

Studiare l’evento potrà quindi aiutare a comprendere come proteggere le future infrastrutture e gli equipaggi.

«La Luna non può diventare una discarica»

L’interesse scientifico non elimina le preoccupazioni etiche e giuridiche.

L’avvocato specializzato in diritto spaziale Gregory Radisic ha criticato il messaggio implicito trasmesso dall’incidente.

«Sembra che stiamo trattando la Luna con il rispetto che si riserva a una discarica», ha affermato.

Sulla Terra, pioggia, vento ed erosione possono cancellare gradualmente i segni di un impatto.

Sulla Luna, invece, non esiste un clima capace di ripristinare il paesaggio. Il nuovo cratere e i residui potranno rimanere visibili per anni, secoli o periodi ancora più lunghi.

Secondo Radisic, non dovrebbe essere consentito a singoli governi o aziende di modificare fisicamente e visivamente la superficie lunare senza coordinamento internazionale.

Il rischio per satelliti ed esperimenti

L’impatto potrebbe sollevare polvere e frammenti a grande altezza.

Parte della regolite potrebbe raggiungere diversi chilometri e, in determinate condizioni, entrare temporaneamente in orbita attorno alla Luna.

A velocità orbitali, anche particelle molto piccole possono danneggiare satelliti, coprire strumenti scientifici o rappresentare un rischio per astronauti presenti sulla superficie o a bordo di veicoli spaziali.

Non ci sono indicazioni che questo specifico impatto minacci direttamente una missione. Il caso evidenzia però ciò che potrebbe accadere quando l’attività lunare diventerà più intensa e più operatori inizieranno a condividere le stesse aree.

Mancano regole operative efficaci

Il Trattato sullo spazio extra-atmosferico del 1967 costituisce la base del diritto spaziale internazionale e contiene disposizioni sulla comunicazione e sulla responsabilità degli Stati.

È stato sottoscritto da 138 Paesi, ma molte norme dipendono dalla cooperazione volontaria e non esiste ancora un sistema operativo dettagliato per coordinare le attività sulla Luna.

Le aziende private stanno aumentando i lanci, mentre governi e agenzie spaziali preparano missioni, basi e infrastrutture.

Non esiste però un meccanismo universalmente utilizzato per avvertire con rapidità tutti gli operatori di un impatto imminente.

Radisic ha osservato che molte persone hanno scoperto la collisione attraverso un articolo scientifico, non grazie a una comunicazione ufficiale internazionale.

La proposta di un registro lunare

L’esperto suggerisce la creazione di un archivio nel quale Stati e aziende possano dichiarare missioni, traiettorie, aree operative e siti culturalmente importanti.

Le Nazioni Unite possiedono già un registro degli oggetti lanciati nello spazio, ma il sistema potrebbe essere ampliato per coordinare più concretamente le operazioni sulla superficie lunare.

Tra i luoghi da proteggere figurano i siti delle missioni Apollo, comprese le prime impronte lasciate dagli astronauti nel 1969.

Questi luoghi hanno un valore storico per l’intera umanità e potrebbero essere danneggiati da atterraggi, polvere sollevata o collisioni non controllate.

Un sistema di allerta per lo spazio

Radisic propone anche un meccanismo simile ai Notices to Air Missions utilizzati nell’aviazione.

Quando si prevede un incidente, un impatto o una variazione improvvisa di traiettoria, tutti gli operatori dovrebbero ricevere un avviso ufficiale.

In questo modo potrebbero spostare eventuali risorse mobili, proteggere strumenti e prepararsi agli effetti dell’evento.

Con l’aumento delle missioni, la comunicazione non sarebbe più soltanto una scelta diplomatica, ma una vera necessità operativa.

Chi è responsabile?

Il frammento è stato costruito e gestito da SpaceX, ma nel diritto internazionale lo Stato dal cui territorio parte un lancio mantiene responsabilità sulle attività delle proprie società.

Questo principio significa che i governi non possono considerare le compagnie private completamente autonome quando i loro oggetti provocano danni nello spazio.

Resta però difficile stabilire quali conseguenze debbano derivare da una collisione che non provoca danni immediati a persone o proprietà di altri Stati.

Il problema non è soltanto attribuire una responsabilità dopo l’incidente, ma impedire che la crescente quantità di detriti renda lo spazio lunare più pericoloso e incontrollabile.

Una lezione prima della nuova corsa alla Luna

Per gli scienziati, l’impatto sarà una piccola esplosione utile a comprendere meglio la fisica delle collisioni e la struttura del suolo lunare.

Per i giuristi, rappresenta invece un avvertimento.

La nuova corsa alla Luna coinvolge agenzie pubbliche, potenze rivali e aziende private. Senza regole condivise, ogni missione potrebbe interferire con le altre, danneggiare siti storici o creare rischi per infrastrutture future.

Il frammento del Falcon 9 produrrà un cratere relativamente piccolo.

La questione sollevata è però enorme: chi decide che cosa può essere lasciato, distrutto o modificato sulla Luna?

Perché esplorare un nuovo mondo non dovrebbe significare ripetere gli stessi errori compiuti sulla Terra.