Iran, video choc contro Barron Trump: media legati ai Pasdaran sostengono che sia «monitorato». Secret Service in allerta

Un video diffuso da media iraniani legati ai Guardiani della Rivoluzione prende di mira Barron Trump, figlio ventenne del presidente degli Stati Uniti, sostenendo che i suoi movimenti sarebbero “completamente monitorati”. Alcuni media riferiscono inoltre dell’esistenza di una presunta taglia da 10 milioni di dollari USA sulla sua testa, ma questa informazione non risulta verificata in modo indipendente. Il Secret Service americano ha confermato di essere a conoscenza del filmato e di valutare qualsiasi possibile minaccia contro le persone sotto la sua protezione.

Nuova e inquietante escalation nella guerra di propaganda e minacce tra Iran e Stati Uniti.

Secondo quanto riportato da News24 e da altre testate internazionali, media collegati all’Islamic Revolutionary Guard Corps (IRGC) avrebbero trasmesso un video di circa tre minuti dedicato a Barron Trump, il figlio più giovane del presidente Donald Trump.

Il filmato avrebbe un titolo esplicitamente minaccioso e mostrerebbe riferimenti ai luoghi frequentati dal giovane a New York, sostenendo che i suoi spostamenti e le sue abitudini sarebbero sotto osservazione.

Il video arriverebbe perfino a citare presunti account utilizzati da Barron su piattaforme di videogiochi e comunicazione online e farebbe riferimento ad alcuni suoi compagni.

Affermazioni che, al momento, non risultano verificate indipendentemente.

La presunta taglia da 10 milioni di dollari

Diversi media hanno inoltre riportato che sarebbe stata annunciata una ricompensa di 10 milioni di dollari statunitensi, circa 14 milioni di dollari australiani, per colpire Barron Trump.

Anche in questo caso è necessaria estrema cautela.

La presunta taglia non è stata confermata in maniera indipendente e non è chiaro se rappresenti una posizione ufficiale delle autorità iraniane, una provocazione propagandistica o materiale proveniente da ambienti mediatici vicini agli apparati più radicali del regime.

Il filmato si concluderebbe con una minaccia diretta al figlio del presidente americano.

Il Secret Service: «Siamo a conoscenza del video»

La reazione americana è arrivata attraverso il United States Secret Service.

Un portavoce ha dichiarato che l’agenzia è a conoscenza del filmato e che vengono investigate tutte le informazioni che potrebbero essere interpretate come minacce contro le persone protette.

Per motivi di sicurezza operativa, il Secret Service non ha fornito ulteriori dettagli sulle eventuali misure adottate.

Non è il primo video

La campagna non avrebbe preso di mira soltanto Barron Trump.

Nel mese di luglio media collegati agli ambienti dei Guardiani della Rivoluzione avrebbero diffuso materiale analogo riguardante Melania Trump, sostenendo di conoscere alcuni dei suoi spostamenti.

Altri contenuti avrebbero invece mostrato presunti itinerari del convoglio presidenziale di Donald Trump tra Florida e New York.

A Teheran sarebbe inoltre comparso nei mesi scorsi un manifesto raffigurante Trump apparentemente morto all’interno di una bara.

Il quadro evidenzia una propaganda sempre più aggressiva, che utilizza familiari e informazioni personali come strumento di intimidazione.

Il precedente Soleimani

Le minacce iraniane contro Donald Trump hanno una storia precedente all’attuale crisi.

Teheran ha più volte promesso vendetta per l’uccisione del generale Qassem Soleimani, comandante della Forza Quds dei Guardiani della Rivoluzione, eliminato in un attacco americano in Iraq nel gennaio 2020 ordinato proprio da Trump.

Negli anni successivi le autorità statunitensi hanno segnalato più volte presunte minacce iraniane contro ex funzionari dell’amministrazione americana.

Il nuovo elemento, però, è il coinvolgimento pubblico della famiglia del presidente.

La pressione economica americana sull’Iran

Il video arriva inoltre mentre Washington aumenta drasticamente la pressione economica su Teheran.

Il segretario al Tesoro Scott Bessent ha annunciato quella che l’amministrazione definisce una nuova grande offensiva finanziaria contro l’economia iraniana.

L’Iran sta già affrontando una situazione economica estremamente difficile, con un forte deprezzamento del rial, inflazione e conseguenze legate alle sanzioni e alle tensioni sul commercio energetico.

Anche alcuni esponenti della leadership politica iraniana hanno recentemente riconosciuto pubblicamente la gravità della situazione economica.

Una pericolosa escalation

La vicenda deve essere letta distinguendo nettamente ciò che è confermato da ciò che resta una rivendicazione propagandistica.

È confermato che il Secret Service americano è stato informato dell’esistenza del video e lo considera abbastanza serio da essere valutato.

Non sono invece verificati in modo indipendente né la presunta capacità iraniana di monitorare realmente Barron Trump né l’esistenza effettiva della taglia da 10 milioni di dollari.

Ma anche come strumento propagandistico, il contenuto rappresenta un salto di qualità preoccupante.

Una cosa è minacciare un presidente o un apparato militare nel contesto di uno scontro geopolitico.

Un’altra è trasformare i familiari in bersagli della propaganda, diffondendo informazioni sulle loro abitudini e lasciando intendere che possano essere raggiunti.

In una fase nella quale Stati Uniti e Iran sono già impegnati in un confronto estremamente pericoloso, anche le parole e le immagini possono diventare strumenti di escalation.