ACT, cambiano i finanziamenti alle scuole pubbliche: più attenzione ai bisogni, ma 18 istituti perderanno oltre il 5%

Il governo dell’ACT cambia il modo in cui vengono calcolati i budget delle scuole pubbliche, con l’obiettivo di distribuire le risorse in maniera più equa e sulla base dei bisogni degli studenti. La riforma nasce da una revisione indipendente che ha evidenziato come il sistema attuale favorisca maggiormente gli studenti più grandi, mentre una parte significativa delle pressioni finanziarie si concentra nelle scuole primarie. Ma il nuovo modello creerà anche vincitori e perdenti: 31 scuole riceveranno aumenti superiori al 5%, mentre 18 subiranno riduzioni oltre la stessa soglia.

Il sistema scolastico pubblico dell’ACT si prepara a un’importante revisione dei finanziamenti per il 2027.

L’ACT Education Directorate ha comunicato i nuovi budget alle scuole del territorio dopo una revisione indipendente che ha chiesto maggiore attenzione a equità e bisogni reali degli studenti.

Secondo la Director-General dell’Education Directorate, Jo Wood, il sistema attuale assegna un peso maggiore agli studenti delle scuole superiori e dei college rispetto a quelli delle scuole primarie.

La revisione ha però rilevato che molte delle maggiori pressioni economiche si trovano proprio nelle primary schools.

31 scuole guadagnano, 18 perdono

Con il nuovo modello:

  • 31 scuole vedranno aumentare il proprio finanziamento di oltre il 5%;
  • 18 scuole subiranno una riduzione superiore al 5%;
  • 43 scuole riceveranno una cifra sostanzialmente simile a quella del 2026.

Il cambiamento rappresenta soltanto il primo passo di una revisione più ampia della formula di finanziamento.

Per il 2027, il governo ha deciso di modificare soprattutto la ponderazione assegnata ai college, con l’obiettivo di redistribuire maggiormente le risorse verso altri settori del sistema pubblico.

College, taglio complessivo da 4 milioni

A preoccupare maggiormente il sindacato degli insegnanti sono i nove college pubblici dell’ACT.

Secondo l’Australian Education Union, complessivamente perderebbero circa 4 milioni di dollari.

La presidente dell’AEU ACT, Angela Burroughs, ha detto che alcune scuole sarebbero state colte di sorpresa dalla dimensione e dalla rapidità delle modifiche.

Il rischio, secondo il sindacato, è che alcuni college siano costretti a eliminare interi programmi.

Tra le attività potenzialmente esposte ci sarebbero corsi di performing arts, lingue ed extracurricular activities, soprattutto laddove una riduzione di personale rendesse impossibile mantenere l’attuale offerta.

Famiglie preoccupate per l’offerta formativa

Anche ACT Parents ha espresso sorpresa per la riduzione dei finanziamenti destinati ai college.

La executive officer Veronica Elliott ha sottolineato che il sistema dei college dell’ACT è particolarmente apprezzato dalle famiglie proprio per la varietà di corsi e percorsi disponibili.

Il problema è anche temporale: molti studenti hanno già effettuato le iscrizioni e indicato le proprie preferenze per il 2027.

Una riduzione delle risorse potrebbe quindi modificare l’offerta formativa dopo che le famiglie hanno già compiuto le proprie scelte.

«Potremmo dover tagliare programmi»

Il vice-presidente dell’AEU ACT, Simon Vaughan, che è anche principal di un college pubblico, ha spiegato che le scuole dovranno ora individuare rapidamente dove trovare i risparmi.

Le attività extracurriculari potrebbero essere tra le prime a essere ridimensionate.

Ma se si arrivasse a tagliare personale, la conseguenza potrebbe essere ancora più significativa: meno docenti significa infatti meno corsi disponibili per gli studenti.

Il governo promette sostegno

Jo Wood ha assicurato che le scuole più penalizzate non saranno lasciate sole.

L’Education Directorate dispone di una riserva centrale di finanziamenti che potrà essere utilizzata nei casi in cui un istituto non riesca realisticamente ad assorbire interamente la riduzione prevista.

Il governo offrirà inoltre supporto amministrativo e tecnico ai principals chiamati a riorganizzare i bilanci.

Le scuole dovranno finalizzare i propri piani per il 2027 nelle prossime settimane.

Equità contro varietà dell’offerta

Il principio alla base della riforma è chiaro: distribuire le risorse dove i bisogni sono maggiori.

Ma il rischio è altrettanto evidente.

Spostare fondi verso le scuole sotto maggiore pressione può aumentare l’equità complessiva del sistema, ma se i tagli ai college dovessero tradursi nella perdita di corsi, personale o programmi specialistici, il prezzo potrebbe essere pagato direttamente dagli studenti.

La sfida per l’ACT sarà quindi dimostrare che una distribuzione più equa dei finanziamenti non finisca per ridurre la qualità e la varietà dell’offerta scolastica.