Emergono i primi nomi degli australiani dispersi dopo le devastanti inondazioni in Nepal. Venkatraman Balakrishnan, 52 anni, e la moglie Chitra Venkatraman, 46, residenti nella zona occidentale di Sydney, facevano parte di un gruppo organizzato dalla compagnia statunitense Himalayan Glacier. Il figlio ha raccontato di aver parlato con loro l’ultima volta quando si trovavano a circa 15 chilometri dal confine con il Tibet.
L’angoscia cresce per le famiglie degli australiani ancora irreperibili dopo la catastrofe che ha colpito l’area himalayana.
L’ABC ha confermato l’identità di Venkatraman Balakrishnan e Chitra Venkatraman, una coppia di western Sydney che viaggiava con un tour organizzato da Himalayan Glacier.
La compagnia ha riferito che 47 persone appartenenti al gruppo risultano ancora senza contatto, tra cui 15 cittadini australiani.
L’ultima telefonata a 15 chilometri dal Tibet
Il figlio della coppia ha spiegato di aver parlato con i genitori l’ultima volta quando si trovavano a circa 15 chilometri dal confine tibetano.
Da allora non ha più avuto loro notizie.
Nonostante l’assenza di comunicazioni, la famiglia continua a sperare che l’intero gruppo possa essere ritrovato incolume.
«Vorrei vedere i miei genitori e tutte le persone che erano con loro tornare a casa sani e salvi», ha detto il figlio.
Nel gruppo anche due ragazzi australiani
Tra i 15 australiani appartenenti allo stesso tour risultano anche due ragazzi di 11 e 14 anni.
Il gruppo si trovava nella Langtang Valley, una delle zone interessate dalle violente inondazioni e dall’interruzione delle comunicazioni.
Essere indicati come dispersi non significa necessariamente che le persone siano rimaste vittime del disastro: nelle aree più remote, frane, danni alle strade e blackout delle comunicazioni stanno rendendo estremamente difficile stabilire contatti.
Almeno 34 australiani dispersi nella regione
Il caso della coppia di Sydney rientra in un quadro più ampio.
Le autorità australiane hanno già confermato che almeno 34 cittadini australiani risultano ancora da rintracciare tra Nepal e Tibet, appartenenti a diversi gruppi turistici e di pellegrinaggio.
Il DFAT sta lavorando con tour operator, autorità nepalesi e cinesi e organizzazioni internazionali per verificare identità, posizione e condizioni dei cittadini coinvolti.
Per le famiglie, ogni ora senza notizie aumenta l’angoscia. Ma finché non verranno completate le ricerche e ripristinati i collegamenti, resta aperta la speranza che molti dei dispersi siano semplicemente isolati e impossibilitati a comunicare.
