Commonwealth Bank, ANZ e NAB hanno cambiato le proprie previsioni sui tassi australiani dopo il dato sull’inflazione di luglio, risultato più forte delle attese. Tre delle quattro grandi banche prevedono ora che la Reserve Bank of Australia aumenterà il cash rate dal 4,35% al 4,60% nei prossimi mesi. Westpac resta l’unica a ritenere che la RBA manterrà i tassi invariati per tutto il 2026.
Il dato sull’inflazione pubblicato mercoledì ha cambiato rapidamente le aspettative sulla politica monetaria australiana.
L’inflazione annuale è scesa dal 3,8% di giugno al 3,5% di luglio, ma il risultato è stato superiore al 3,2% previsto dagli economisti.
Soprattutto, le pressioni sui prezzi si stanno dimostrando più persistenti di quanto molti analisti sperassero.
La conseguenza è immediata: Commonwealth Bank, ANZ e NAB hanno abbandonato le precedenti previsioni di tassi invariati e ora si aspettano un nuovo aumento da 25 punti base, che porterebbe il cash rate al 4,60%.
Commonwealth: rialzo a novembre, ma settembre è possibile
Commonwealth Bank prevede ora un aumento dei tassi a novembre.
La banca riconosce però che la RBA potrebbe decidere di muoversi già nella riunione di settembre.
La precedente previsione di tassi invariati si basava sull’aspettativa che l’inflazione continuasse gradualmente a rallentare insieme all’economia.
Il dato di luglio ha messo in discussione proprio questa ipotesi.
Secondo Commonwealth, la persistenza delle pressioni inflazionistiche e la disponibilità mostrata dalla Reserve Bank a intervenire nuovamente hanno reso necessario modificare le previsioni.
ANZ: «C’è già un caso forte per settembre»
Anche ANZ indica novembre come momento più probabile per il prossimo rialzo, ma ritiene che esistano già argomenti sufficienti per giustificare una stretta a settembre.
Particolarmente significativo è il fatto che alcune delle maggiori sorprese sull’inflazione siano arrivate da categorie discrezionali, come ristoranti e vacanze domestiche, e non soltanto da settori direttamente colpiti dall’aumento dei prezzi energetici.
Per ANZ questo potrebbe indicare che la domanda interna australiana non si è indebolita quanto precedentemente immaginato.
In altre parole, gli australiani continuano a spendere abbastanza da permettere alle imprese di trasferire parte dell’aumento dei costi sui consumatori.
NAB punta direttamente su settembre
Più aggressiva la previsione di NAB, che si aspetta il rialzo già alla prossima riunione della Reserve Bank.
Secondo la banca, è improbabile che i dati economici in arrivo nelle prossime settimane risultino abbastanza deboli da convincere il board a rinviare l’intervento.
Un aumento di 25 punti base porterebbe la politica monetaria australiana ancora più chiaramente in territorio restrittivo.
NAB ritiene comunque che si tratterebbe probabilmente di un solo ulteriore rialzo, anche perché la crescita economica sta rallentando e la RBA continua a monitorare con attenzione mercato del lavoro e settore immobiliare.
Westpac resta fuori dal coro
Westpac è l’unica delle Big Four a non cambiare previsione.
La banca riconosce che il CPI di luglio sia risultato più forte delle aspettative, ma continua a ritenere che la Reserve Bank non aumenterà nuovamente i tassi nel 2026.
Westpac indica soprattutto la debolezza del mercato del lavoro e della crescita salariale come elementi che potrebbero convincere la RBA ad aspettare.
Anche l’inflazione legata alle abitazioni, secondo la banca, si sarebbe mostrata relativamente stabile rispetto alle aspettative.
Cosa significa per chi ha un mutuo
Il cash rate è attualmente al 4,35%, dopo la decisione della RBA dell’11 agosto di lasciare i tassi invariati.
Un aumento al 4,60% potrebbe tradursi rapidamente in tassi più alti sui mutui variabili se le banche trasferissero interamente l’incremento ai clienti.
Per le famiglie già sotto pressione per costo della vita, affitti, energia e rate dei mutui, sarebbe un ulteriore aggravio.
Ed è proprio questo che rende le prossime riunioni della Reserve Bank particolarmente delicate.
Da “tassi fermi” a “quando arriverà il rialzo?”
In pochi giorni il dibattito è cambiato.
Fino a poco tempo fa la domanda era se la RBA avesse ormai concluso il ciclo dei rialzi.
Dopo il dato sull’inflazione, tre delle quattro maggiori banche australiane stanno discutendo invece quando arriverà il prossimo aumento.
Commonwealth e ANZ puntano soprattutto su novembre. NAB su settembre. Westpac continua a scommettere sull’attesa.
Per milioni di australiani con un mutuo, il messaggio è comunque chiaro: la possibilità di un taglio dei tassi si è allontanata e il rischio di un nuovo aumento è tornato concretamente sul tavolo.
