di John & Mara Gullotta
La notizia della scomparsa di Fabio Grossi, morto a Roma il 24 agosto all’età di 68 anni, ha suscitato profondo cordoglio nel mondo dello spettacolo e tra le tante persone che lo hanno conosciuto e amato.
Attore, regista e drammaturgo, Grossi ha dedicato quasi cinquant’anni della sua vita al teatro, attraversando con grande versatilità anche il cinema e la televisione. Aveva debuttato in teatro nel 1977, ne L’uomo, la bestia e la virtù di Luigi Pirandello, diretto da Edmo Fenoglio. Da allora aveva costruito un percorso artistico ricco e variegato, collaborando con importanti protagonisti della scena italiana.
Negli anni successivi aveva lavorato anche nel cinema e in televisione, partecipando a numerosi film e programmi televisivi, prima di dedicarsi sempre più intensamente alla regia e alla drammaturgia teatrale. Tra le sue opere e regie figurano Ecce Homo, Il piacere dell’onestà, Le allegre comari di Windsor, Sogno di una notte di mezza estate, Minnazza e Prima del silenzio.
Una parte fondamentale della sua vita, artistica e personale, è stata quella vissuta accanto a Leo Gullotta. I due hanno condiviso oltre quarant’anni di vita insieme, ma anche un lungo e intenso sodalizio professionale. Nel 2019 hanno ufficializzato la loro unione civile.
Il loro rapporto trovò una delle sue espressioni più intime e significative nello spettacolo In ogni vita la pioggia deve cadere, scritto da Grossi e interpretato insieme a Gullotta. L’opera raccontava la storia di due uomini che vivono insieme e si amano, una storia di vita, di quotidianità, di gioie e di difficoltà. Grossi la definiva il racconto di una famiglia composta semplicemente da “due persone”.
È forse proprio qui che si comprende meglio la sensibilità di Fabio Grossi: nel suo modo di trasformare il teatro in uno spazio dove raccontare la vita vera, con le sue fragilità, le sue contraddizioni, i suoi affetti e la sua capacità di resistere alle difficoltà.
Nel 2017, Fabio Grossi, insieme a Leo Gullotta e Mimmo Verdesca, visitò l’Australia come ospite dei loro cari e storici amici Andrew, Lina, John e Mara Gullotta. Durante quella visita portarono in scena lo spettacolo “Reading Sicily” alla NIDA di Sydney e successivamente anche a Melbourne, regalando al pubblico australiano un’indimenticabile esperienza teatrale e un prezioso momento di amicizia e condivisione.
Per chi lo ha conosciuto personalmente, tuttavia, Fabio non era soltanto il regista, l’attore o il drammaturgo. Era soprattutto Fabio, l’amico, il compagno di tante conversazioni, di tante risate, di momenti condivisi e di ricordi che oggi diventano ancora più preziosi.
La sua scomparsa lascia un vuoto profondo. Ma il teatro ha una caratteristica particolare: le persone possono lasciare il palcoscenico, ma ciò che hanno creato continua a vivere. Restano le opere, le interpretazioni, le regie, le parole e soprattutto le persone che hanno avuto la fortuna di incontrarlo.
A Leo Gullotta, alla sua famiglia e a tutti coloro che gli sono stati vicini va il nostro più sincero e affettuoso abbraccio. Fabio lascia dietro di sé una lunga storia di teatro, ma anche qualcosa di più difficile da raccontare:
l’impronta che una persona lascia nel cuore degli altri.
In segno di apprezzamento per la sua visita a Sydney, abbiamo dedicato e intitolato a suo nome una piastrella dell’Opera House. Caro Fabio, il sipario è sceso troppo presto. Ma le luci del tuo teatro continueranno a brillare nei ricordi di tutti noi, come una presenza viva, discreta, luminosa e profondamente amata da tutti. Addio, Fabio. Riposa in pace, nel teatro del cielo.
