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L’arcivescovo di Sydney, Anthony Fisher OP, ha invitato i legislatori del Nuovo Galles del Sud a ripensare l’equilibrio tra diritto di protesta e libertà di culto, mettendo in guardia dal rischio che la libertà di comunicazione politica finisca per diventare una sorta di «super diritto», capace di prevalere sulle altre libertà fondamentali.
Intervenendo il 22 agosto a una conferenza della Samuel Griffith Society, l’arcivescovo ha affrontato la questione delle manifestazioni pro-palestinesi che da quasi tre anni si svolgono regolarmente a Hyde Park, nelle immediate vicinanze della catte drale di St Mary, della Great Synagogue e della chiesa anglicana di St James.
Fisher ha ribadito la propria preoccupazione per la sofferenza della popolazione di Gaza, ricordando di aver denunciato in passato il costo umano della guerra. Allo stesso tempo, ha osservato come alcune manifestazioni abbiano oltrepassato il confine della legittima critica politica, con slogan e messaggi percepiti come attacchi generalizzati contro israeliani, ebrei o Paesi occidentali.
Secondo l’arcivescovo, alcuni fedeli e visitatori avrebbero riferito di essersi sentiti intimiditi da un clima ostile nel parco, arrivando a modificare il percorso per raggiungere la cattedrale. Fisher ha inoltre richiamato l’attenzione sulla crescente ondata di antisemitismo, particolarmente evidente dopo l’attentato terroristico del dicembre 2025 durante una celebrazione ebraica di Hanukkah a Bondi Beach.
L’arcivescovo ha però precisato di non chiedere la soppressione delle proteste. La manifestazione pacifica, ha sottolineato, è una libertà essenziale della democrazia e una «salvaguardia contro la tirannia». Il problema riguarda piuttosto l’effetto cumulativo di proteste legali e pacifiche che si ripetono, settimana dopo settimana, nello stesso luogo.
Fisher ha quindi suggerito che la legislazione del NSW possa consentire alla polizia di imporre condizioni ragionevoli alle manifestazioni ricorrenti nelle vicinanze dei luoghi di culto.
«L’obiettivo non dovrebbe essere trasformare la libertà di culto in un super diritto che prevale sulla protesta politica, né il contrari
