Il governo federale australiano interviene per la prima volta con i nuovi poteri di cancellazione dei corsi destinati agli studenti internazionali. Nel mirino il Graduate Diploma of Management (Learning), che secondo Canberra sarebbe stato utilizzato in molti casi per cambiare percorso di studi senza presentare necessariamente una nuova domanda di visto e prolungare così la permanenza nel Paese. Gli studenti già iscritti potranno completare il corso, ma provider e agenti non potranno più reclutare nuovi studenti internazionali.
Il governo Albanese aumenta la pressione sul settore dell’istruzione internazionale e utilizza per la prima volta i nuovi poteri introdotti per contrastare l’uso improprio dei visti studenteschi.
La misura riguarda il Graduate Diploma of Management (Learning), un corso VET che negli ultimi anni ha registrato una crescita molto forte dei trasferimenti da altri percorsi universitari e formativi.
Canberra teme che una parte degli studenti non scelga il diploma per reali esigenze formative, ma per mantenere più a lungo il proprio status migratorio in Australia.
Trasferimenti passati da 510 a 4.000
Il dato che ha attirato maggiormente l’attenzione del governo riguarda il numero degli studenti internazionali già presenti in Australia che hanno deciso di trasferirsi nel corso.
I passaggi sarebbero aumentati da 510 nel 2020 a circa 4.000 nel 2025.
Il 77% degli studenti trasferiti proveniva da altri percorsi di istruzione superiore.
Il meccanismo consentiva in alcuni casi di cambiare corso senza dover necessariamente presentare una nuova domanda di student visa.
A rafforzare i dubbi del governo contribuiscono altri indicatori: nel 2025 quasi la metà delle persone approvate per l’iscrizione al diploma non avrebbe poi effettivamente iniziato gli studi, mentre i tassi di completamento risultavano sensibilmente inferiori rispetto ad altri corsi VET.
Oltre 41mila enrolments attivi
Il Graduate Diploma of Management (Learning) può attualmente essere offerto agli studenti internazionali da 452 provider VET.
Le conferme di iscrizione attive risultano essere 41.033, mentre 15.772 studenti sarebbero registrati come effettivamente impegnati nel corso.
Chi ha già cominciato potrà terminare normalmente gli studi.
La nuova misura impedirà invece ai provider e agli education agents di reclutare o avviare nuovi studenti internazionali nel programma.
Hill: «Proteggere la qualità del sistema»
L’Assistant Minister for International Education Julian Hill ha spiegato che l’obiettivo è tutelare la reputazione internazionale dell’Australia come destinazione educativa.
Secondo Hill, il Paese continuerà ad accogliere studenti internazionali autenticamente interessati a ottenere una formazione di qualità, ma dovrà mantenere un controllo molto più severo sull’integrità dei corsi e sull’utilizzo del sistema dei visti.
Il governo aveva già introdotto all’inizio dell’anno un blocco di 12 mesi sulle richieste presentate da college privati e training organisations intenzionati a offrire nuovi corsi agli studenti internazionali.
La misura era stata motivata con la necessità di dare più tempo al regolatore nazionale per verificare i provider considerati problematici.
La stretta rientra nella strategia sulla migrazione
La decisione non riguarda soltanto la qualità dell’istruzione.
Si inserisce anche nella strategia del governo per ridurre gradualmente la net overseas migration, oggi intorno alle 300.000 persone all’anno.
L’obiettivo indicato dal governo è riportarla verso le 225.000 unità entro il 2028.
Negli ultimi mesi Canberra ha utilizzato diversi strumenti amministrativi per rallentare alcune categorie di ingressi.
Il ministro degli Interni Tony Burke ha modificato le priorità nell’elaborazione delle domande di visto, favorendo alcuni lavoratori qualificati già presenti nel Paese e rallentando di fatto parte delle richieste provenienti dall’estero.
Sono stati inoltre rallentati alcuni working holiday visa per cittadini provenienti da 24 Paesi.
Bridging visa oltre quota 400mila
Un altro dato osservato dal governo riguarda l’aumento delle persone presenti in Australia con bridging visa.
Il numero sarebbe passato da 130.450 nel 2017 a circa 413.000 nel 2026.
Il governo sta quindi cercando di intervenire su diversi punti del sistema migratorio: student visa, tempi di lavorazione delle domande, protection visa, working holiday e permanenze temporanee.
Non tutte le ipotesi discusse si sono però trasformate in provvedimenti.
Il primo ministro Anthony Albanese, per esempio, ha escluso modifiche che avrebbero obbligato i backpacker britannici a lavorare nelle aree regionali, confermando il rispetto degli accordi previsti dal trattato di libero scambio tra Australia e Regno Unito.
Il messaggio agli studenti internazionali
La chiusura alle nuove iscrizioni del Graduate Diploma of Management (Learning) rappresenta soprattutto un segnale.
Il governo vuole separare con maggiore decisione il sistema educativo da quello migratorio e intervenire sui corsi nei quali emergono indicatori incompatibili con una normale attività formativa.
Questo non significa una chiusura agli studenti stranieri.
Canberra continua a considerare l’istruzione internazionale un settore strategico dell’economia australiana, ma la linea politica sta diventando più selettiva: chi arriva con uno student visa deve poter dimostrare che lo studio resta lo scopo principale della permanenza in Australia.
