Canberra, ladri francesi usarono l’intelligenza artificiale per individuare una casa piena di beni di lusso

Quattro cittadini francesi hanno ammesso il furto aggravato e il furto commesso congiuntamente dopo un colpo in una casa nel sud di Canberra. Secondo i documenti depositati all’ACT Supreme Court, uno degli uomini avrebbe utilizzato immagini pubblicate sui social e strumenti di intelligenza artificiale per restringere la ricerca fino a individuare l’abitazione. Il valore concordato dei beni rubati è stato rivisto a poco meno di 2 milioni di dollari.

Un furto di beni di lusso a Canberra assume una dimensione nuova per il modo in cui sarebbe stato preparato.

Secondo gli atti presentati all’ACT Supreme Court, uno dei quattro uomini coinvolti avrebbe utilizzato intelligenza artificiale, immagini pubblicate su Instagram e dettagli visibili nelle fotografie per individuare la casa da colpire.

I quattro imputati — Ilyes Abdelkader, Mohamed Abdelkader, Mohamed Naimi e Antoni Voisin — sono cittadini francesi e si sono dichiarati colpevoli a marzo delle accuse di aggravated burglary e joint commission theft.

La data della sentenza dovrebbe essere fissata la prossima settimana.

Le immagini sui social hanno fornito gli indizi

Il punto più particolare dell’inchiesta riguarda il modo in cui il bersaglio sarebbe stato identificato.

Una delle vittime aveva pubblicato su Instagram immagini di gioielli e altri beni costosi.

Secondo lo statement of facts presentato alla corte, Ilyes Abdelkader avrebbe analizzato le fotografie e utilizzato strumenti di intelligenza artificiale per capire dove potessero essere state scattate.

In una foto compariva un ciliegio ornamentale, elemento che sarebbe stato utilizzato per restringere la ricerca geografica verso Canberra.

In un’altra immagine era visibile Black Mountain Tower, uno dei punti di riferimento più riconoscibili della capitale australiana.

Altre fotografie mostravano inoltre il cortile dell’abitazione, con piscina e campo da tennis.

La ricerca con ChatGPT

Secondo i documenti giudiziari, Abdelkader avrebbe quindi utilizzato ChatGPT per cercare sobborghi di Canberra caratterizzati da abitazioni con piscina e campo da tennis, fino a individuare la proprietà.

Il caso mostra come informazioni apparentemente innocue pubblicate sui social possano essere combinate con strumenti digitali per ricostruire con crescente precisione la posizione di una persona o di un’abitazione.

Non è l’intelligenza artificiale, da sola, ad aver individuato il bersaglio: secondo la ricostruzione giudiziaria, sarebbe stata utilizzata insieme a fotografie, elementi geografici e ricerche mirate.

Il viaggio dalla Thailandia e il furto

I quattro uomini sarebbero arrivati a Sydney dalla Thailandia il 7 ottobre.

Pochi giorni dopo avrebbero raggiunto Canberra e fatto irruzione nella casa mentre i proprietari erano assenti.

Per entrare avrebbero utilizzato tronchi d’albero per rompere una finestra, riuscendo poi ad accedere a una cassaforte che le vittime ritenevano chiusa.

Dal domicilio furono sottratti gioielli, orologi, borse firmate e altri articoli di lusso.

Una parte della refurtiva sarebbe stata successivamente spedita in Francia attraverso un servizio di trasporto merci.

Arrestati in un KFC a Sydney

La fuga durò pochi giorni.

Il 19 ottobre, la polizia del New South Wales arrestò i quattro uomini in un ristorante KFC a Wentworthville, nella zona occidentale di Sydney.

Da allora sono rimasti in custodia.

Durante le successive indagini parte dei beni fu recuperata in una proprietà utilizzata per affitti di breve durata a Wentworthville, mentre altri articoli furono rintracciati dalle autorità francesi.

Il valore del bottino scende da 10 a meno di 2 milioni

Uno dei punti discussi in tribunale riguarda il valore effettivo della refurtiva.

Quando furono formulate le accuse, la polizia aveva indicato un valore complessivo vicino ai 10 milioni di dollari.

Ora lo statement of facts concordato tra accusa e difesa riduce la cifra a poco meno di 2 milioni di dollari.

La Procura ha riconosciuto di non poter dimostrare oltre ogni ragionevole dubbio l’autenticità di alcuni beni ancora mancanti, perché le vittime non sono state in grado di produrre ricevute, certificati, transazioni o altra documentazione.

Tra gli oggetti reclamati ma non restituiti figura anche un Richard Mille RM88 “Smiley”, indicato dalle vittime con un valore di circa 5 milioni di dollari.

Il valore di questo e di altri beni non è però stato accettato ai fini del procedimento.

Oltre 915mila dollari recuperati

Secondo i documenti giudiziari, beni per circa 915.000 dollari sono già stati restituiti.

Rimangono invece non recuperati articoli per un valore concordato superiore a 1 milione di dollari.

La questione economica sarà uno degli elementi presi in considerazione al momento della determinazione della pena.

Social media e sicurezza personale

Il caso solleva anche una questione più ampia.

Foto di gioielli, automobili, abitazioni, piscine o panorami apparentemente anonimi possono contenere informazioni sufficienti per consentire a qualcuno di restringere progressivamente la posizione geografica di una persona.

L’intelligenza artificiale rende questa operazione più rapida perché può aiutare a collegare dettagli, confrontare caratteristiche e formulare ricerche sempre più specifiche.

Il caso di Canberra mostra quindi come la sicurezza personale online non riguardi più soltanto ciò che si scrive, ma anche ciò che si lascia vedere sullo sfondo di una fotografia.