L’aereo del presidente ucraino Volodymyr Zelensky sarebbe stato sfiorato da un drone mentre si preparava a decollare dalla Moldavia. A riferirlo è stato il primo ministro norvegese Jonas Gahr Støre, che ha raccontato di aver parlato personalmente con Zelensky a Oslo. L’episodio, al momento non accompagnato da ulteriori dettagli ufficiali sulle circostanze o sull’origine del drone, arriva mentre si intensificano gli attacchi tra Russia e Ucraina e, parallelamente, riprendono i contatti diplomatici per un possibile negoziato trilaterale con gli Stati Uniti.
Nuovo allarme attorno alla sicurezza del presidente ucraino Volodymyr Zelensky.
Secondo quanto dichiarato dal premier norvegese Jonas Gahr Støre all’emittente pubblica NRK, l’aereo del leader ucraino «è stato quasi colpito da un drone» mentre stava per decollare dalla Moldavia.
Støre ha riferito di aver incontrato Zelensky a Oslo, dove il presidente ucraino si è recato insieme ad altri leader internazionali.
Il premier norvegese ha raccontato anche di aver chiesto a Zelensky come fosse trascorsa la notte precedente. La risposta, secondo Støre, è stata che non era stata «una buona notte», trascorsa al telefono per ricevere aggiornamenti sulle località colpite dai missili.
Al momento non sono stati forniti ulteriori elementi sulla provenienza del drone né sulle modalità precise dell’episodio. Non risultano, nel materiale disponibile, conferme indipendenti che permettano di attribuire responsabilità.
Zelensky a Oslo, incontri politici e diplomatici
Durante la permanenza in Norvegia, Zelensky ha incontrato anche il ministro degli Esteri Espen Barth Eide e Jens Stoltenberg, oggi ministro delle Finanze ed ex segretario generale della Nato.
La visita arriva mentre sul fronte diplomatico emergono nuovi segnali, ancora fragili, sulla possibilità di riaprire un negoziato tra Kiev, Mosca e Washington.
Zelensky ha dichiarato di essere «pronto al compromesso», precisando però che eventuali concessioni dovranno arrivare da entrambe le parti.
«Non può essere sempre l’Ucraina a cedere», ha sostenuto.
Cremlino: possibile ritorno ai colloqui trilaterali
Anche Mosca ha lasciato aperta la porta a una ripresa dei contatti.
Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha parlato di una volontà politica comune di tornare a negoziati trilaterali e ha auspicato che questo possa accadere «in un futuro prossimo».
Il consigliere presidenziale Yuri Ushakov ha indicato Abu Dhabi come una delle possibili sedi per un nuovo confronto.
Le dichiarazioni arrivano dopo una nuova conversazione telefonica tra Donald Trump e Vladimir Putin.
Trump ha affermato di aver avuto «un’ottima conversazione» con il presidente russo e ha sostenuto che Putin vorrebbe raggiungere un accordo. Secondo il presidente americano, il problema resta la profonda ostilità personale tra Putin e Zelensky.
Kiev chiede Patriot e nuove sanzioni
Sul terreno, intanto, la guerra continua.
Zelensky ha denunciato nuovi attacchi russi contro città ucraine, chiedendo una risposta più forte da parte degli alleati.
Il presidente ucraino ha insistito sulla necessità di ricevere rapidamente altri sistemi e missili Patriot e di adottare sanzioni che abbiano un impatto effettivo sull’economia russa.
Nelle ultime ore attacchi hanno colpito anche Kiev e Mykolaiv, mentre un bombardamento ha interessato un valico tra Ucraina e Moldavia, provocando vittime secondo le informazioni riportate.
Kiev rivendica nuovi attacchi a lungo raggio
L’Ucraina, parallelamente, continua la propria campagna di attacchi in profondità contro obiettivi russi.
L’intelligence militare di Kiev ha rivendicato un’operazione contro una base navale russa e contro la fregata Admiral Essen a Novorossiysk.
Le autorità russe hanno fornito una versione differente, riferendo di attacchi contro edifici civili e di vittime.
Mosca ha inoltre riconosciuto che un drone ucraino avrebbe raggiunto per la prima volta la parte artica del Distretto federale degli Urali, a oltre 2.800 chilometri dal confine ucraino, provocando un incendio in un impianto energetico.
Diplomazia e guerra procedono insieme
Il quadro resta quindi contraddittorio.
Da una parte aumentano i segnali diplomatici: Kiev parla di compromesso, Mosca di possibili colloqui trilaterali e Washington continua a mantenere aperto il canale con entrambe le parti.
Dall’altra, gli attacchi continuano e raggiungono obiettivi sempre più lontani.
L’episodio denunciato dal premier norvegese sull’aereo di Zelensky aggiunge ora un ulteriore elemento di tensione. Prima di trarne conclusioni sarà necessario attendere chiarimenti ufficiali sulla natura del drone, sulla sua traiettoria e sulle circostanze dell’accaduto.
