È morta Emma Bonino, una vita per i diritti e l’Europa. Il governo prepara i funerali di Stato

La storica leader radicale aveva 78 anni. Mattarella: «Ha impresso un segno nella vita della Repubblica». Meloni ne ricorda l’autorevolezza e annuncia le esequie di Stato. Magi: cerimonia all’inizio della prossima settimana, ancora da confermare la sede della camera ardente.

Emma Bonino è morta a Roma l’11 settembre, all’età di 78 anni. Protagonista di mezzo secolo di battaglie civili, storica leader radicale, già commissaria europea e ministra degli Esteri, lascia una storia politica segnata dalla difesa delle libertà individuali, dall’impegno umanitario e dalla convinzione che il futuro dell’Italia dovesse costruirsi dentro un’Europa più unita.

Nei giorni scorsi era stata ricoverata in terapia intensiva all’ospedale Santo Spirito per una crisi respiratoria. Successivamente era stata trasferita in una struttura privata della capitale. Nel 2015 aveva annunciato pubblicamente di avere un tumore al polmone; nel 2023 aveva comunicato di esserne guarita. La notizia della scomparsa è stata confermata da Più Europa. 

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha espresso profondo cordoglio, ricordando una personalità capace di lasciare un’impronta nella società e nelle istituzioni. «Ha impresso un segno nella vita della Repubblica con un impegno tenace e coerente», ha dichiarato il capo dello Stato, descrivendola come radicale, liberale, femminista e convintamente europeista.

Nel suo messaggio Mattarella ha richiamato le campagne contro la fame nel mondo e la pena di morte, il contributo alla nascita della giustizia penale internazionale e il lavoro per una maggiore integrazione europea. Un percorso che ne aveva fatto, ha sottolineato, «un punto di riferimento non soltanto in Italia». Il messaggio di Mattarella, riportato da ANSA

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha annunciato che il governo sta predisponendo le esequie di Stato. Intervenendo a margine del Festival internazionale del Riso a Vercelli, ha ricordato il rispetto nutrito per Bonino anche nella distanza delle rispettive posizioni politiche.

Meloni ne ha riconosciuto l’autorevolezza e la determinazione, soffermandosi su un terreno di condivisione: il ruolo delle donne nella società e nelle istituzioni come conquista da perseguire attraverso il proprio impegno, senza attendere che venga concesso.

Sull’organizzazione dell’ultimo saluto sono in corso contatti tra Più Europa e Palazzo Chigi. Il segretario Riccardo Magi, parlando all’esterno della Casa di Cura Nostra Signora della Mercede, ha indicato l’inizio della prossima settimana per i funerali di Stato.

La camera ardente potrebbe essere aperta già da domenica. Tra le sedi considerate figurano la sala della Protomoteca in Campidoglio e il Senato, ma luogo e orari devono ancora essere confermati. La scelta, ha spiegato Magi, dovrà consentire ai cittadini di partecipare nelle condizioni più agevoli possibili. È prevista una cerimonia laica.

Nata a Bra, in provincia di Cuneo, il 9 marzo 1948, Bonino si era affermata nella stagione delle grandi battaglie radicali degli anni Settanta. L’impegno contro l’aborto clandestino, anche attraverso la disobbedienza civile e l’autodenuncia, l’aveva portata al centro del confronto pubblico. Nel 1976 era stata eletta per la prima volta alla Camera.

Alla militanza aveva affiancato una lunga esperienza istituzionale: parlamentare italiana ed europea, commissaria europea dal 1995 al 1999, ministra del Commercio internazionale e delle Politiche europee nel secondo governo Prodi, vicepresidente del Senato e ministra degli Esteri nel governo Letta. Nel 2017 aveva contribuito alla nascita di Più Europa. 

Il cordoglio ha attraversato gli schieramenti. Al Senato, il presidente Ignazio La Russa ha chiesto un momento di raccoglimento, ricordando la continuità del suo impegno politico. I senatori, in piedi, le hanno dedicato un lungo applauso.

La segretaria del Partito democratico Elly Schlein ne ha ricordato il rigore, la competenza e il coraggio, insieme alla capacità di richiamare l’attenzione sulla fragilità della democrazia. Giuseppe Conte ha sottolineato la dimensione internazionale delle sue battaglie, dalla Corte penale internazionale al contrasto delle mutilazioni genitali femminili.

Il ministro della Cultura Alessandro Giuli ha riconosciuto il rilievo della sua vicenda nella memoria della Repubblica. Il segretario generale della Cgil Maurizio Landini l’ha ricordata come una donna coraggiosa, rispettata anche nelle divergenze sui temi economici e del lavoro. Dall’Europa, la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola ha scritto che l’Unione per cui Bonino aveva combattuto sentirà la sua mancanza.

Marco Cappato ha affidato il ricordo a parole personali, senza nascondere gli scontri e le incomprensioni che avevano accompagnato una parte del loro cammino. Ha richiamato la sua franchezza, la tenacia e le battaglie condivise, indicando nella prosecuzione dell’impegno civile il modo più fedele per ricordarla: «Con nuove lotte di libertà».